Guidavo quella Cadillac diroccata, che sbuffava fumo grigio. 

Avevo lasciato Billy, mi inquietava parecchio. Stava al quindicesimo piano con il suo strano gatto siamese, quello con una splendida eterocromia iridea. Aveva cambiato la serratura di casa almeno tre volte, ma qualcuno era riuscito a insinuarsi passando da sotto la porta e insegnandogli come raggiungere il più duro tra i gironi infernali, a suon di nocche sulle tempie, a ritmo di sette ottavi. Il ladro che lo distrusse non aveva motivo di essere eccitato, mentre il buffone che lo accompagnava lo era eccome: sghignazzava, alle volte grugnendo, mentre saettava per casa come uno spirito funambolo che corre sfrenato tra le nuvole. Da qualche tempo nelle strade c'era un gran tumulto poiché, su ordine del Profeta, fu bandita la musica. Faceva degenerare i fedeli con balli isterici e canti dalle parole sconnesse. 

Soldi, potere, affermazione, consenso, religione…

Qualunque sia il motore che fa muovere l'uomo, è infinitamente curioso vedere come, nel corso della vita, egli abbia sempre almeno un briciolo d'innocenza da poter perdere.

Per quanto riguarda quei poveri seguaci, probabilmente avrebbero urlato a squarciagola e pianto a dirotto, imprigionati nel loro piccolo mondo che non li lasciava andare. Intrappolati nella materia, cercavano senza neanche capire perché di dimostrare il loro valore, come fossero oggetti d'oro non in vendita.

Del resto ce ne sono molti come noi, qui tra noi, di quelli che capiscono che la vita è una presa in giro. Ma alcuni ci sono già passati, quindi non è il loro destino.

Se solo la nostra maestra ci avesse insegnato matematica invece che religione, forse la situazione sarebbe diversa.

Che ciechi assoluti.

La spiaggia brulicava di persone che stavano ammirando il sorgere del sole dal fondo del mare.

«Se resto ci saranno problemi, ma se me ne vado ce ne saranno il doppio.» 

Disse Jennifer a Billy, il giorno prima che me la squagliassi.

Si erano presi a schiaffi per un pochino. La situazione mi metteva a disagio, così mi assentai per qualche minuto e quando tornai stavano giocando a fare gli innamorati, intrecciando lingue come collane d'amore.

Alcuni la chiamavano “Jennifer la Gentile” e, per la sua bellezza disarmante, molti erano convinti che fosse una strega. Al rogo dunque una prelibatezza per i cannibali dell'Est.

Il fatto è che Billy è un patetico narcisista.

E ovunque il tuo occhio si posi, qualunque cosa tu legga, ascolti o guardi, potrebbe essere materiale utile per un'idea. A meno che durante il sonno la tua mente non lo cancelli.

Persino quando vai al cesso e non hai nulla da fare e decidi di leggere le etichette dei prodotti da bagno, potrebbe essere un gran momento creativo. Ma nel caso di un narcisista c'è poco da raccontare.

Si specchiava di continuo, come se questo fosse un rimedio dermatologicamente testato (e per inciso, questa è una dicitura che ho letto in un bagnoschiuma) per ogni danno al tessuto epidermico.

Come se non bastasse, ma questa è solo una mia opinione, era anche brutto. E non c'è nulla di più ambiguo di un narcisista brutto d'aspetto. In realtà, sarebbe come interrogare un muto, mentre il poliziotto lo implora di sputare il rospo.

Che diete particolari hanno alcune persone.

Il motore cedette e la Cadillac smise di essere la splendida macchina che avevo sempre avuto. Rimisi in moto i piedi, come mai ero stato abituato e mi incamminai per il deserto, mentre nelle vie la temperatura aumentava e le code di macchine diventavano sempre più grandi, sempre più lunghe. 

Jennifer una volta mi disse: «Chi credi che siamo? Per i capelli che portiamo, noi siamo delle lucciole che stanno nelle tenebre».

Adesso dunque ero una lucciola e mi domandavo: “Chi mai ruberebbe le caramelle dalla bocca sorridente di un bambino, se potesse prenderle da quella di un uomo ricco, considerando che la borghesia crea falsi miti di progresso?”

Il fatto è che probabilmente occasioni e persuasioni ti ingombrano la mente. E Billy ne è pieno fin sopra i capelli. La disperata ricerca di innocenza e buon senso devasta l'umanità, macchiata dal peccato sin dal principio. Se posso permettermi, una ricerca per certi versi abbastanza strana, come un arcobaleno con la barba.

Che senso ha tutto questo? Nulla.

Non per forza tutto deve avere un senso. Se poi lo trovate, fatemi un fischio, non ci capisco più niente.

Sono solo idee, lembi di fogli, carta straccia prodotta dal disboscamento intensivo di cadaveri viventi del ventunesimo secolo.

Benvenuti nella storia, cari amici.

Io? Io non ho nulla da fare. Sono solo stanco del sole e ora che è sparito, mentre la pioggia mi fa compagnia, mi rendo conto di essere ancora molto giovane. 

Come se non bastasse oggi c'è del tempo da ammazzare. E ho già pronto un coltello.                                            

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