Mi chiamo Alice, mi definisco una Scrittrice Distratta.

Una ragazza normalissima, una ragazza come tante altre. Una tra della massa, piu' distratta, confusa e disagiata ma che ha sempre lottato e nulla le è mai stato dovuto, una ragazza che in parte ce l'ha fatta. 

All'inizio pensavo che il martellare che sentivo in testa fosse il mio cervello che cercava di uscire dal mio cranio dopo i mille pensieri, ma poi mi resi conto che era il rumore di qualcuno che si spostava come una furia nel mio cervello. Nel mio cuore. La sera la mia preoccupazione non era di certo coprirmi, ma quel gemito soffocato. Il mio. Il suo, nonostante è dall'altra parte del mondo. Avessi voluto, una sera di queste rientrare sobria, e trovarmi nuda con i postumi di una sbronza proprio. Potrei anche affermare di essere disposta ad andare a casa con uno sconosciuto per una notte di sesso senza impegno, ma so benissimo quanto stia mentendo a me stessa. Non ci penso proprio, sto semplicemente delirando. Come quando mi domandano se ci fosse qualcosa che NON farei senza rifletterci piu' di tanto, si, proprio questa. Piuttosto preferisco rinchiudermi in un convento e restarci ...fino alla mia morte.

Non potrei mai mentire a me stessa, svalorizzandomi cosi', perdere la dignità, vuol dire perdere la verginità con uno sconosciuto di cui non gliene importa proprio un bel niente di te, pensa solo a lui e al suo sfogo sessuale. No, non potrei mai farmi calpestare la dignità e mentire anche agli altri.

Quando la vita ci sfida è il momento in cui deve affiorare e risvegliarsi tutto quel variegato e compresso modo di possibilità che ognuno di noi si porta dentro. Solo se impareremo a credere in noi e nella capacità di superare i problemi, a mettere in gioco la nostra creatività, il nostro spirito di iniziativa, potremmo davvero fare la differenza e creare un mondo di abbondanza per tutti.


 

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