Alisa era una ragazza a cui non mancava niente. 

Aveva un’intelligenza fuori dal comune, riusciva a dedurre e trarre conclusioni esatte di fronte a qualsiasi problema, era percettiva e sapeva calcolare esattamente il verificarsi degli eventi.

Oltre ciò era anche una mente logico matematica incredibile, quelli che per gli altri erano calcoli complicati da fare a mente lei li semplificava con formule elementari: potenze, frazioni, radici quadre e tonde non avevano misteri per lei.

Aveva una voce soave, cantava in un coro e la sua voce risaltava angelica sopra le altre.

Aveva talento nel disegno, nella scultura e nelle invenzioni, creava dal nulla oggetti artistici e di artigianato di rara bellezza.

Era anche brava negli sport, un fisico atletico e proporzionato le permetteva di praticare con leggiadria ginnastica artistica e con grinta sport competitivi.

Una salute eccellente raramente prendeva un raffreddore.

Come se questo non fosse già motivo di stupore per chi la conosceva, aveva un carattere meraviglioso. 

Era sempre gentile e generosa, non rifiutava mai l’aiuto e l’ascolto degli altri, sorrideva sempre, faceva argute ed imbarazzanti battute di spirito, specie quando c’era bisogno di rompere il famoso ghiaccio che blocca le persone quando non si conoscono. Metteva a loro agio le persone. 

Però Alisa non era del tutto perfetta. Aveva anche lei un difetto, un difetto vistoso. Era alta solamente 94 cm. Minuta come non se ne vede in giro era la cosa che per prima risaltava agli occhi di tutti. Così era costretta spesso ad aver bisogno degli altri per prendere e trasportare oggetti e per farsi notare, e gli altri la trattavano con compassione per lei piccolina, poverina da sola non ce la fa. 

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  • zeroassoluto: 👏👏👏
    Bravissimo Carlo; un super racconto!

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