Non si capisce mai perché... Ma è sempre così... quella vocina, quella vocina arriva, arriva e si insidia nella tua mente. È il pensiero negativo, brutta, brutta roba... Ed è anche subdolo perché più pensi che deve andare via, perché nn ha molto senso di esistere, e più ritorna, insistente, impaziente, consapevolmente presente. E tu, Lia, sei lì così... come un pachiderma ad aspettare, a pensare, a ragionare... ma perché???

Poi aspetti che? Pensi che? Ragioni che? Ti dici Lia, sei la regina delle paturnie impossibili, ti vengono in mente, proprio in quel momento, anche le enigmistiche impossibili, i trova le differenze. Che poi alla fine non le trovi mai tutte... arrivi tipo al momento clou (parlo del trova le differenze ) ecco ci sono e poi le hai trovate tutte tranne una... maledetta... Hai trovato la fibbia dello stivale colorata in rilievo, il fiore a sei petali invece di cinque, il bottone mancante che nella seconda vignetta come per miracolo è riapparso e, rullo di tamburi, la caraffa piena d’acqua... ma ti manca ancora una differenza e Lia lì non ce la fai  proprio… Com’era nera, e si sentiva così, si sentiva con quella sensazione di mancanza, di tristezza e di sconforto che era arrivata... Aspettava e aspettava... voleva che andasse via ma no era così... era lì! E a un certo punto pensa... ma oggi è così, oggi è da depressione... e vada per la depressione, è da tristezza e vada per la tristezza.

Una cosa poteva salvarla e lì arriva Wally, lo squillo al telefono di Wally, sua figlia... il tono l’aveva già capito… 4 in latino... ed era rimasta a studiare 3 ore il giorno prima. In quell’istante decise, sì certo, era arrivato il momento di coccolare Wally e di decentrare la sua preoccupazione sulla risoluzione del pianto di Wally... Era bello pensare di sentirsi utile, che Wally alla fine aveva chiamato lei per farsi consolare. Così rimase con Wally e tutto svanì, che bello sentirsi utili.

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Action!

Storie in 280 caratteri

30 September 2026

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