La neve non rendeva più allegre le strade grigie della città. Maledicevo la poltiglia ghiacciata che ad ogni passo si faceva strada in quelle scarpe sbagliate. La sciarpa spelacchiata pungeva il collo senza fermare il freddo che si infilava lungo la schiena.
Qualcosa mi urtò. Era un bambino. Un bambino dall'aria angelica, insopportabile, che incurante degli strattoni della madre continuava a saltellare sul marciapiede scivoloso prendendo a calci quei mucchi grigiastri accumulati di fianco al marciapiede: sembrava il gioco più bello del mondo, per lui. Per me era un problema in più, un ulteriore fastidioso ostacolo sul mio cammino.
I calci del bambino lanciavano nell'aria meteore di ghiaccio di ogni dimensione, lasciando solchi netti e precisi dove lo scarpone colpiva. Mi chiesi per quale stupido motivo i bambini si divertissero tanto a distruggere e sporcare. Cercai, non so perché, di capire cosa potesse spingere quel bambino a comportarsi in quel modo, cosa potesse provare in quel gioco infantile. C’era qualcosa in quell’atto distruttivo che lo esaltava. C’era qualcosa che lo spingeva dopo ogni calcio verso il cumulo successivo.
Forse era il desiderio di misurarsi contro qualcosa in apparenza più solido e grande di lui, e la soddisfazione di vedere la propria forza vincere su quell'avversario. Forse godeva per la pura sensazione fisica del muscolo che si tende, del piede che colpisce, del ghiaccio che cede. O per la meraviglia dello spettacolo pirotecnico sempre nuovo che ne derivava. Non poteva smettere perché dopo ogni colpo, qualche metro più in là, un nuovo avversario, un nuovo mucchio di ghiaccio, prendere la mira, tendere i muscoli, colpire, meravigliarsi. La neve non era più grigia quando tornava a volare, le scarpe erano armi infallibili mentre scolpivano e ferivano i miei avversari, il freddo era sparito dalla schiena ormai sudata per lo sforzo di abbattere, uno dopo l'altro, i mucchi di neve ancora in piedi. E la mano di mia madre, più che trattenermi, forniva nuova forza dopo ogni calcio.

Solo quando rimasi senza fiato mi accorsi dei passanti che mi guardavano perplessi, indecisi. Mi accorsi che dietro di me, per almeno venti metri, avevo distrutto il lavoro degli spazzaneve.

Tutti i racconti

2
1
19

Il quaderno blu

27 October 2026

A cinquantacinque anni passavo molto tempo a camminare. Avevo perso il lavoro da otto mesi e le mie giornate seguivano un ritmo semplice: uscivo al mattino, raggiungevo il parco, camminavo per un paio d’ore e tornavo a casa. All’inizio cercavo ancora lavoro, poi le passeggiate erano diventate il [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
2
14

La linea d’ombra del 25 (1/2)

27 October 2026

L’orologio sul cruscotto segnava le sette e quarantatré. Fuori, il lunedì mattina non aveva colore: solo un grigio uniforme e denso che inghiottiva i palazzi, tagliato da una pioggia che non cadeva dritta, ma sferzava l’asfalto ad alzo zero. Claudio rimase seduto in auto per altri dieci secondi, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
2
16

Capolavoro

27 October 2026

Stava costruendo proprio un bel racconto, disteso sul letto ad occhi chiusi con la testa su due cuscini. Ha pensato molto alla sua storia, ha trovato i personaggi giusti, la scena adatta ed anche, come direbbero gli addetti ai lavori o presunti tali, il climax perfetto. Stava sorridendo. Ma… il [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    I sogni ci aiutano a vivere...
    è così triste [...]

  • MaricaR: Quante cose si costruiscono con la fantasia... e sono sempre bellissime -come [...]

7
9
45

Giovanna (2/2)

26 October 2026

Intanto la sirena sempre più incessante continua a rompere la quiete della sera. Quando arrivano con la sirena ancora accesa fino all’ingresso, vuol dire che il caso è grave. Con un rumore di gomme che graffiano la ghiaia l’auto si ferma di botto e ne scendono veloci gli ausiliari aprendo il retro. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
3
16

Daredevil: Chance (3/3)

REDDE RATIONEM

26 October 2026

Uno stabile vicino all'Hudson, sul tetto. Solo il vento, solo due respiri. Uno regolare, l'altro stanco. Azar avanza, dicendo: «Sai qual è il tuo problema, Murdock? Credi ancora nelle eccezioni.» Matt replica seccamente: «No.» «No?» fa eco Azar. Matt: «Credo negli uomini.» Azar: «Sono [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
3
44

Giovanna (1/2)

pronto soccorso

25 October 2026

È la vigilia di Ferragosto. Dopo la dura prova affrontata per il Covid, quest’anno è stato intenso e stancante oltre ogni dire. Lavoro al pronto soccorso come infermiera professionale. L’ondata di caldo che ci ha accompagnati per la primavera e tutta l’estate sembra non volersi fermare. Questo [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • MaricaR: che succederà? in un pronto soccorso potrebbe arrivare qualsiasi cosa. [...]

  • zeroassoluto: Vediamo... mi aspetto "tanta roba Like

1
1
16

Daredevil: Chance (2/3)

25 October 2026

Mattina seguente, Tribunale. Il rumore della città arriva al Tribunale come un’onda lontana. Clacson, passi, voci. Per chiunque sono solo rumori. Per Matt Murdock sono una mappa. Il cuore accelerato degli avvocati prima dell’udienza. Il fruscio delle toghe. Il respiro trattenuto dei clienti che [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
10
65

Addio Aurora... arriva Rompino

24 October 2026

Mentre l’autobus la sballottava lungo la strada che la portava al lavoro, Giuliana si sentiva, né più né meno, come tutte le altre mattine. Si portava appresso il consueto torpore dei pendolari, che cercava di smaltire rubacchiando qualche attimo di sonno lungo il tragitto, standosene seduta un [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Ho iniziato ad usare il computer nei primi '90 dello scorso secolo: era [...]

  • MaricaR: Ciao Rubrus, innanzitutto grazie per avermi letto e commentato. Anch'io [...]

1
1
22

Daredevil: Chance (1/3)

24 October 2026

Notte. Buio. Matt è in piedi. Non sa dove. Non sente il vento. Non sente la città. Solo una voce. Laura: «Matt.» Si gira. Il cuore accelera. Matt: «No.» Laura: «Perché continui a dire no quando sai che sono io? Non mi hai presa.» Il ricordo torna. La caduta. La mano. Il centimetro. Quel [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

7
9
54

Il fiore di Venilia

23 October 2026

C’era una grande magnolia di fronte alla casa. Venilia la ricordava da sempre, da quando, ancora piccina, sentiva la voce di sua madre che la chiamava. Poi, un giorno, non la sentì più. Le zie le dissero che era partita per un lungo viaggio, ma lei non dimenticò mai quella voce e non credette mai [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Un'altro racconto in cui una donna si libera del suo violentatore.
    Like

  • Dax: Commovente e triste.Like

5
5
43

Ci svegliammo di botto

23 October 2026

E ci svegliammo di botto mentre tutti fuggivano cercando qualcosa di diverso. Era stata una bella serata quella appena passata. Senza rancore né amore, una splendida serata di fredda passione alla luce di un vecchio lampione. Ci ferimmo felici di farlo, ci illudemmo senza vergogna. Si, fu proprio [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
6
33

Fuori dal forno

23 October 2026

Lavoravo come cameriera nel ristorante più grande del mio paese, sproporzionato rispetto alle dimensioni di quella cittadina. Troppo spazioso e con troppe ambizioni: soldi spesi in decorazioni per ogni stagione e altrettanti per pagare una trentina di ragazzini impegnati con lo studio ma comunque [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Nella mia attività lavorativa, sia in Puglia, sia in tutto il nord Italia [...]

  • sveronic: Grazie zeroassoluto, indipendentemente dalle proprie volontà i colleghi [...]

Torna su