Nella vita Felice era stato definito in molti modi. Non sempre in maniera lusinghiera o edificante.

Però doveva ammettere che non gli era mai capitato di sentirsi etichettare come: il Signore dei Gatti.

Era un titolo oggettivamente ridondante. Uno di quei titoli con cui si rischia di montarsi la testa.

Soprattutto perché Felice dubitava fortemente che i gatti del quartiere condividessero la definizione di Steliana.

Per loro, al massimo, lui era uno chauffeur.

Oppure uno chef pentastellato specializzato in croccantini.

Cercò comunque di restare umile.

— Beh, in realtà mi limito a nutrirli. Mi occupo, insieme ad altri volontari, di sterilizzazioni, adozioni, cose così. Nulla di speciale.

Steliana però insistette.

— Ma se passeggiano con te.

In effetti qualche volta capitava che uno dei gatti che stazionavano davanti casa sua decidesse di seguirlo durante le passeggiate con i cani.

Una cosa che gli procurava un enorme stress, perché aveva sempre paura che qualche macchina glielo mettesse sotto.

Non credeva bastasse per essere definito il Signore dei Gatti.

Però, lungi da lui deludere una bambina.

Se Steliana voleva che lui fosse il Signore dei Gatti, per lei — e solo per lei — sarebbe diventato il Signore dei Gatti.

A quel punto intervenne il padre, che ormai aveva smesso di preoccuparsi dei cani. Del resto Whisky e l'altro si erano già spiaggiati sull'erba con l'aria di chi aveva firmato un trattato di pace.

L'uomo sorrise.

— Scusaci l'assalto. Noi siamo arrivati dalla Romania circa un anno fa.

Si voltò verso la figlia e le passò una mano tra i capelli.

— Steliana ama moltissimo i gatti.

Fece una breve pausa.

— Quando siamo venuti in Italia abbiamo dovuto lasciare i nostri due gattoni alla nonna.

La bambina abbassò gli occhi.

La madre sorrise con tenerezza.

— Ha pianto per settimane.

— Davvero tante — confermò il padre.

La donna annuì.

— All'inizio vivevamo a casa di mio cognato.

— Suo figlio è allergico ai gatti — spiegò il marito.

— Quindi non potevamo prenderne altri.

Guardò la bambina.

— Per lei è stata una tragedia.

— Gli animali li ama davvero — concluse.

Felice osservò Steliana.

Nel frattempo la piccola aveva cominciato ad accarezzare Whisky, che si stava godendo le attenzioni con l'aria soddisfatta di una celebrità.

Il padre si avvicinò leggermente e abbassò la voce.

— Per una bambina straniera non è sempre facile.

Felice lo guardò.

— A scuola spesso ti osservano con diffidenza — continuò l'uomo.

La madre annuì. Poi indicò le case alle loro spalle.

— Adesso però le cose sono cambiate.

Sorrise.

— Ci siamo trasferiti qui da un paio di mesi.

— Finalmente abbiamo una casa tutta nostra — aggiunse il marito.

— E le avevamo promesso che appena sistemati avremmo preso un gattino.

La donna rise.

— Poi un giorno è tornata a casa e ha iniziato a parlarci di te.

Felice sbatté le palpebre.

— Di me?

— Sì, di te — disse il padre.

Indicò la figlia.

— Ci ha raccontato che passeggiavi con i cani e con i gatti.

Steliana annuì vigorosamente.

— Mi ha detto che aspettavi che il gatto finisse di fare la pipì.

L'uomo rise.

— E che quando attraversava la strada ti mettevi davanti per proteggerlo dalle macchine.

La madre scoppiò a ridere.

— È tornata a casa con un sorriso enorme.

Imitò la voce della figlia.

— "Ho visto un signore gentile con i gatti."

Il marito allargò le braccia.

— Quando sono tornato dal lavoro me l'ha raccontato almeno dieci volte.

— Dodici — lo corresse la moglie.

— Probabile — ammise lui.

Risero entrambi.

Poi la donna tornò seria.

— Solo che qui non conosciamo ancora nessuno.

— E non sapevamo come trovare un gattino — aggiunse il marito.

Steliana allora indicò Felice con assoluta sicurezza.

— Io invece lo sapevo.

I genitori si guardarono e sorrisero.

Felice non era solito commuoversi.

Men che meno davanti agli altri.

Colpa di una certa timidezza. Di quel pudore che rende complicato mostrare ciò che si prova, soprattutto davanti a persone sconosciute. Eppure, sentendo quelle parole, fece davvero una gran fatica a non lasciarsi scappare qualche lacrima.

Per lui erano sempre stati gesti normali. Aspettare un gatto. Proteggerlo mentre attraversava la strada. Fermarsi a controllare che fosse al sicuro.

Cose automatiche. Quasi banali. Ma viste dagli occhi di una bambina, quelle stesse cose diventavano qualcosa di speciale.

Forse "speciale" era una parola troppo grande. Però certamente insolita. Abbastanza insolita da convincere un'intera famiglia a cercare per giorni un tizio pelato, sovrappeso, accompagnato da due cani scemi e da una gatta più appiccicosa di una zecca.

Per evitare che qualcuno si accorgesse del suo stato emotivo, Felice si schiarì la voce.

— Ma certo che ho dei gatti da far adottare!

Sorrise.

— Ne ho addirittura quattro. Hanno due mesi, sono bellissimi e stanno cercando una famiglia proprio come la vostra.

Steliana esplose.

— Sììì!

Saltellò sul posto.

— Li posso vedere?

Poi si voltò verso la madre.

— Mamma, ti prego!

Felice si ritrovò a sorridere come un perfetto ebete. In quel mondo spesso assurdo e crudele esisteva ancora speranza, se una bambina era capace di amare così tanto degli animali.

Per un attimo avrebbe voluto portarla subito dai gattini. Poi recuperò un minimo di lucidità.

— Adesso è troppo buio.

Indicò la collina.

— Saranno sicuramente con la mamma a dormire. Meglio aspettare domani, con la luce.

Anche il padre intervenne.

— Domani papà non lavora.

Guardò la figlia.

— Andiamo a comprare il trasportino, il cibo e qualche giochino. Così il gattino starà bene.

Steliana sembrò delusa. Però annuì.

Allora Felice ebbe un'idea.

— Però puoi scegliere già da adesso.

Gli occhi della bambina si illuminarono.

— Davvero?

— Certo.

Le porse il guinzaglio di Whisky.

— Tieni il cane. Io ti faccio vedere le foto.

Whisky accettò il cambio di gestione senza opporre la minima resistenza.

Felice tirò fuori il telefono e mostrò le immagini dei quattro cuccioli.

Steliana guardò lo schermo.

— Sono bellissimi!

Poi indicò uno dei gattini.

Parlò rapidamente in rumeno con la madre.

La donna sorrise.

— Dice che questo assomiglia moltissimo a uno dei nostri gatti rimasti in Romania.

Guardò la figlia.

— Lo vorrebbe tanto. Se è ancora disponibile.

Felice abbassò lo sguardo sulla fotografia. E sentì il sangue gelarsi nelle vene.

Perché lui, di cuccioli terribili, ne aveva conosciuti parecchi.

Ma uno come quello... Mai.

Tutti i racconti

7
4
20

Vita e morte di un fiore reciso

Genius - Sfida di scrittura proposta da Luigi Annibaldi - Scegliere il punto di vista della storia

05 November 2026

Ciao. Sono un petalo — o meglio, quel che resta del bellissimo tulipano rosso di cui facevo parte fino a poco fa. Ero in compagnia di altri cinque splendidi petali e tre sepali, tutti di un rosso fuoco vivido. Ora, invece, io, i miei fratelli e il gambo verde ci troviamo spiaccicati sul marciapiede [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Kikkira: l'ho adorato. complimenti ❤

  • MaricaR: Che bella fantasia emerge da questo racconto deliziosissimo. Bravo Zero.... [...]

2
2
7

Le Cronache intonacate del Regno di Minfonia: Gli effetti della Maledizione sul Re (2/4)

Vol 1: Il destino della Reggina Reggella

05 November 2026

Nel frattempo, mentre i Cavalleros cavalcavano fra trappole, trattorie e tratturi, la Reggina si destava nell'ala detestata del Castello Palazziale. All'interno di una istanza dell'alveare, tra alveoli, concubine e concubicoli, vi stava asseggiolata la Reggina su uno strallo di marzipane. «Oibò», [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Un tourbillon travolgente di satira, gusto per il grottesco e giochi [...]

  • MaricaR: Che giramento...no giratesta... no giracollo! va beee, aspettiamo la terza [...]

3
3
18

Fairy Lights

05 November 2026

Dal calare del sole fino all'alba, nelle notti di luna nuova, nei campi attorno al villaggio compaiono migliaia di lucine danzanti. Elisa sta praticamente trascinando, con la forza dei suoi otto orgogliosi e intrepidi anni, la povera Caterina. — Dai, Cate! Corri! E Caterina, che era già in pigiama [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • MaricaR: Mi accodo al commento di Paolo Ferrazzoli

  • Smoki: Grazie mille!!

    La magia è ovunque! Basta saperla vedere✨✨✨ 😁

4
3
25

Le Cronache intonacate del Regno di Minfonia: Gli effetti della Maledizione sul Re (1/4)

Vol. 1: La Maledizione

04 November 2026

Poema cavalleresco imbizzarrito e sbizzarrito, dove il suono conta più della correttezza grammaticale e, talvolta, persino del significato. Letture demenziali da taschino per allitterati e illetterati, da leggersi solennemente ad alta voce. Tra Rabelais, Dario Fo e l’Ecologica Spurghi. Erculeo [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • MaricaR: Ti spetta un premio dall'Accademia della Crusca, farò tesoro di [...]

  • zeroassoluto: uè, uè, uè! ... è arrivato l'arrotinolo...
    Aspettiamo [...]

3
4
17

La nave degli uomini perduti (4/4)

04 November 2026

Si svegliò di soprassalto, sudato, spaventato, in lacrime. Si lanciò fuori dal letto, a petto nudo, indossava solo le braghe del pigiama. Calzò le pantofole e, con le lacrime che colavano sul viso offuscandogli la vista, corse sul ponte della nave. Scese la scala che dal castello di comando conduceva [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
4
29

Il Presidente

04 November 2026

Il Presidente venne svegliato dolcemente, con un lieve tocco sulla spalla. «Signor Presidente... Signor Presidente... È ora di svegliarsi.» Il Presidente si svegliò, si stropicciò gli occhi e disse: «Ti rendi conto, Pedro, che potrei farti condannare per alto tradimento?» «Sì, signor Presidente. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Carri armati contro chi protesta: un'idea definitiva, altro che il coprifuoco [...]

  • Rubrus: Fin troppo facile pensare a persone o cose realmente esistenti, perchè [...]

2
2
21

La museruola di zucchero

03 November 2026

Un’onda montante dal buio del mio universo, sgorga di getto come un toro d’acqua, e si…si…si ho fame ti voglio divorare avido di te La museruola da mastino non può nulla e’ di glassa di zucchero ho fame ho fauci che sembrano un sorriso non ti fidare agitati sgomenta non essere mantide voglio [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

3
2
9

La nave degli uomini perduti (3/4)

03 November 2026

L’uomo allora iniziò a parlare un italiano traballante con marcato accento teutonico. Si chiamava Hans Sturz…Storz qualcosa, veniva da Amburgo e si era imbarcato a Kiel. Tacque, forse aspettando un riscontro dall’altra parte del tavolo. Non arrivando risposta, il tedesco si guardò attorno come [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
4
35

Tre problemi, tre soluzioni

03 November 2026

C’era una volta, su di una collina, un piccolo villaggio abitato da creature di ogni tipo. Aveva case di ogni forma, dimensione e colore, e chi vi passava alla ricerca di avventura trovava sempre qualcosa di interessante da fare. Al centro del villaggio c’era una piazza a forma di stella che ospitava [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
2
20

La nave degli uomini perduti (2/4)

02 November 2026

Giorgio era sempre stato un sognatore, un carattere mite ma determinato nelle azioni. Quando decideva di fare una cosa nessuno poteva fermarlo o farlo ragionare, questo specialmente in età giovanile, la sua tranquillità era lo scudo della sua volontà. Le auto erano la sua passione, i motori mondi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
4
38

La terrazza

02 November 2026

Amavo molto le terrazze di sera. Mi ci rifugiavo spesso quando dovevo pensare, perché da lì contemplavo la città illuminata che era per me una continua fonte di ispirazione e di ricordi. Quante luci, quante storie si ammiravano dall’alto. Era incredibile quel brulicare di vicende e di racconti, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
1
20

Il Cantico Dell'Alba D'Ottone

02 November 2026

Fra le zaffate di rose e i marmi silenti, l’amor si cela, maestà di torbide correnti. È la gemma preziosa sulla conchiglia antica, raro soliloquio di luce, propizia e amica. Come vetro increspato in specchi di mercurio, vibra nel petto l’anima in una danza siderale. È il fosforo nascosto in cremisi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

Torna su