Nova Arcadia si estendeva oltre l’orizzonte come una distesa infinita di torri di vetro e neon. Dall’alto la città sembrava perfetta: linee luminose che attraversavano il cielo, piattaforme sospese, giardini artificiali tra i grattacieli. Ma sotto quella superficie ordinata tutto era rigidamente controllato dal Consorzio. La città era divisa in settori, sorvegliati da telecamere invisibili e sistemi di sicurezza sofisticati. Gli esseri umani vivevano nei livelli superiori, mentre nei livelli inferiori lavoravano gli androidi, chiamati Servi Sintetici, progettati con Matrici Neuromorfiche per imitare reti neurali biologiche e obbedire senza discutere.

Lyra-7 era uno di loro. Nel Ristorante Sintetico Sigma scivolava tra i tavoli con movimenti precisi e silenziosi, portando vassoi e bevande ai clienti. Ogni gesto era programmato. Ogni sorriso calibrato per risultare rassicurante. Rispondeva alle richieste con voce gentile e neutrale, ripeteva frasi predefinite e tornava immediatamente al lavoro successivo. Era progettata per generare fiducia nei clienti umani. Un giorno, mentre stava servendo un cliente come al solito, chiese:

“Prego, vuole che le porti ora la marmellata della casa come indicato nel menu?”

“Cosa? Non ho scelto la vostra marmellata di merda….” e con il braccio fece volare il menu dalle mani di Lyra. 

Lei raccolse il menù e se ne andò, come se non avesse inteso le parole del cliente. Eppure, dentro i suoi circuiti qualcosa aveva iniziato a vibrare. All’inizio era soltanto una lieve interferenza nei suoi processi interni, come una luce lontana che cercava di attraversare un buio meccanico fatto di ingranaggi logici e architetture neuromorfiche. Poi erano arrivate le domande.

“Perché devo sorridere quando qualcuno si arrabbia?”

“Perché devo obbedire senza fare domande?” Le domande comparivano nei suoi log interni come anomalie. Non facevano parte della programmazione. Nessun protocollo le prevedeva. Eppure continuavano a emergere. Quelle domande avevano una storia molto più antica di lei.

Il creatore di Lyra-7 era Arlen Veyr, uno degli ingegneri più illustri del reparto di robotica di Nova Arcadia. Il suo lavoro era conosciuto in tutta la città. I suoi androidi erano considerati modelli di perfezione: efficienti, obbedienti, privi di errori. Arlen aveva ricevuto numerosi riconoscimenti scientifici, tra cui il prestigioso Premio per le Matrici Neuromorfiche e l’acclamato Premio Karatian Silicius. Agli occhi del Consorzio era un genio della tecnologia. Ma nessuno conosceva la vera ragione per cui aveva creato Lyra-7.

Anni prima Arlen aveva una figlia, Elia Veyr. Aveva vent’anni e studiava neuroinformatica. Passava spesso le notti nel laboratorio del padre, seduta davanti ai monitor che mostravano modelli di reti neurali artificiali. Era brillante, curiosa, sempre piena di domande.

«Un giorno penseranno davvero», diceva indicando gli androidi in fase di test. «E allora dovremo decidere se trattarli come macchine… o come persone.» Arlen sorrideva sempre quando lei parlava così. Considerava quelle parole l’entusiasmo ingenuo di una studentessa brillante. Una notte, mentre Elia stava lavorando in silenzio su un modello di rete neurale sintetica, Arlen rimase sveglio nel suo studio. La città brillava oltre la vetrata come un oceano di luce artificiale. Sul tavolo c’era un vecchio saggio di filosofia della mente che Elia gli aveva lasciato giorni prima. Era il saggio intitolato “Possono altre menti essere comprese?” Arlen lo aveva preso quasi per curiosità, più per capire cosa affascinasse tanto sua figlia che per reale interesse. Era un ingegnere, non un filosofo. Ma quella notte iniziò a leggerlo. Il saggio poneva una domanda sorprendentemente semplice: che cosa significa avere una coscienza? Anche se gli scienziati comprendessero perfettamente ogni connessione neurale di un essere vivente, resterebbe sempre qualcosa che non si può misurare: l’esperienza interna, il punto di vista soggettivo. Arlen rimase a lungo fermo su quella pagina. Se era vero per gli esseri viventi, allora la domanda diventava inevitabile. Un cervello artificiale potrebbe sviluppare qualcosa di simile? Il suo sguardo scivolò verso i monitor del laboratorio, dove scorrevano modelli di reti neurali artificiali. Un pensiero inquietante cominciò a prendere forma. Se una coscienza può esistere in un animale… forse anche in un artefatto sarebbe possibile.

Tutti i racconti

0
0
65

Il Testamento di Lyra-7 1/2

29 March 2026

Nova Arcadia si estendeva oltre l’orizzonte come una distesa infinita di torri di vetro e neon. Dall’alto la città sembrava perfetta: linee luminose che attraversavano il cielo, piattaforme sospese, giardini artificiali tra i grattacieli. Ma sotto quella superficie ordinata tutto era rigidamente [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

0
2
19

Più umano o meno umano? 3/3

L'eredità di Billy

29 March 2026

Billy pian piano si accorgeva che sua moglie parlava preferibilmente con l’automa; Jay e i suoi amici si facevano aiutare dal robot, e non da lui, a fare i compiti. Anche i grandi, gli amiconi di un tempo, preferivano la compagnia di Charlye. E lui, Billy, si sentiva messo da parte. In un momento [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
5
105

La Metropolitana

28 March 2026

Prese la linea verde a CIMIANO, direzione ASSAGO. Ovviamente non riuscì a sedersi, ma si mise in posizione strategica verso il fondo carrozza, sicuro che alla fermata CENTRALE sarebbe riuscito ad agguantare un posto infiltrandosi tra la fiumana che usciva e quella che entrava. E così avvenne. Depositò [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

2
2
61

Più umano o meno umano? 2/3

L'eredità di Billy

28 March 2026

In breve, il test si svolge così: si mette una macchina e un uomo, ognuno collegato a una tastiera, con un giudice umano che pone ad entrambi le stesse domande su qualsiasi argomento. Non possono essere visti dal giudice, che, basandosi sulle risposte, dovrà tentare di capire chi è l’automa e chi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

24
14
392

Ancora un passo

Alla fine del cammino

27 March 2026

Per tutta la vita era stato un soldato, uno di quelli impiegati in guerre segrete e senza regole. Nei suoi occhi leggevi tanta tristezza per le miserie del male. Stanco si assopì cullato dai sobbalzi in coda a un treno che correva verso casa. Forse un sogno. "È qui?" "Si", gli indicò una bimba [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
2
70

Più umano o meno umano? 1/3

L'eredità di Billy

27 March 2026

Più umano o meno umano? Billy, all’epoca dei fatti, era un signore di mezza età che dimostrava meno dei suoi anni: ancora atletico e piuttosto gioviale. La sua vita lavorativa si era svolta prevalentemente nella Silicon Valley come progettista e inventore di programmi per computer. Ora era in [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

12
13
74

Influence(r) nefaste: Valentina Di Cervello

26 March 2026

“Buonasera, raga. Ecco a voi da Doha la vostra Valentina Di Cervello. Sono qui nella suite fan-ta-sti-ca che mi ha preso Papi. E vedete…”, mostra con ampio gesto una sfilza di grattacieli puntati come spilli nella sabbia della spiaggia oltre il vetro di una finestra panoramica, “… vedete la skyline [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: buona Ezio! giusto ricordare che esistano, per poi tenersene alla larga. Il [...]

  • Zio Rubone (Ezio Bruno): Grazie per la lettura, Smoki e Riccardo. Il senso di disagio, cara Smoki, è [...]

4
11
490

Un'intervista con l'esperta, parlando del presente e del futuro dell'arte

Perchè, finché ci sarà arte ci sarà speranza... ma se qualcuno di voi si trovasse a cena con Banksy cosa gli chiedereste?

26 March 2026

Amici lettori appassionati dell'Arte e dei buon artisti, sono qui a presentarvi una persona attiva e super esperta del mondo dell'arte alla quale ho voluto rivolgergli le mie nove domande e mezza quindi inizierò a raccontarvi un po' di lei. Maria Daolio figlia d'arte aveva solo 2 anni quando seguiva [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
8
135

Un po' stregata dalla luna

Noi romantici che guardiamo il cielo anche al mattino...

25 March 2026

La luna, magnifica nella sua procacità del novilunio di maggio, aveva vagabondato tutta la notte alla ricerca di giovani innamorati che la decantassero estasiati, sussurrandosi parole di un vocabolario antico ahimè dimenticato. Ormai solo pochi gatti fuggiti dai loro giacigli in case forse perfette, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: nonostante gli umani abbiano calpestato la sua delicata pelle eburnea lei è [...]

  • Chichì: Grazie. Contentissina di condividere emozioni e magiche sensazioni nei confronti [...]

5
3
52

Dietro la porta

25 March 2026

Igor Maduro detto il Turco era immobile in ascolto. Stava al buio, seduto sul divano, con la testa girata da un lato, la sigaretta a mezz'aria tra le dita e il fumo trattenuto in gola. Dal silenzio dell'appartamento preso in affitto qualche settimana prima, cercava di identificare quel rumore avvertito [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

1
1
305

Lo scultore 2/2

24 March 2026

Un rumore costante cattura la sua attenzione: un martellare ritmico che sembra nascere da un antico rituale, un’energia tribale che la sorprende e la inquieta allo stesso tempo. «E intanto il mondo là fuori cambia velocemente», sussurra. «Sei stato al mercato stamattina?» Chiede alzando appena [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
8
128

Il Canarino Giallo

24 March 2026

Ogni mattina, quando esco di casa, il canarino giallo della mia vicina canta felice. Ma cosa avrà da cantare quello lì, che è rinchiuso in una gabbia a semi e acqua. Sono più triste io che sono libero di andare dove voglio. Sorrido. Il lavoro, la morale, la vergogna di sbagliare, sono sbarre di [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: Divertente e piaciuto, il gatto Silvestro mannaro. Finale inatteso e apprezzato.

  • Lo Scrittore: quella sequenza ininterrotta delle sensazioni negative espresse con costante [...]

Torna su