Era arrivato il tempo, quello che le donne aspettavano per tutto l'anno, che esse fossero vecchie, giovani o bambine. Aspettavano il mese di maggio, quando il sole si faceva più caldo, le giornate iniziavano presto e finivano tardi. Più tempo per stare fuori casa, lontano dagli uomini, che fossero padri, mariti, fidanzati o fratelli.

La strada che portava al santuario era lunga e non priva di difficoltà, ma nessuna di loro mancava all'appuntamento di quei sabati mattina. La sera prima preparavano i pasti per gli uomini che restavano a casa, qualcosa che potessero mettere sulla stufa a riscaldare, e avvolgevano per bene in una pezza di stoffa il pane che avevano preparato. Nessuno di quegli uomini si era mai lamentato. Sapevano che, anche se ci avessero provato, non sarebbero mai riusciti a impedire quella sorta di transumanza di femmine.

Il paese, sicuro, circondato da possenti mura, era rischiarato da deboli fiammelle alle cantonate delle vie; la piazza distava pochi minuti a piedi dalle case e alle quattro del mattino le prime imposte iniziarono ad aprirsi ed esili figure di donne iniziarono a riversarsi lungo i vicoli. Ognuna di loro aveva la sua sporta appesa in spalla. Chi portava l'acqua del pozzo in una giara, chi invece pane fragrante sfornato il giorno prima, chi ancora portava frutta, carne pronta e verdure. Le donne erano tutte lì in piazza. Ricche, povere, sposate, zitelle, vedove, giovani bambine e vecchie raggrinzite dagli anni, dal sole e dal vento di maestrale che soffiava inesorabile per dieci mesi all'anno. Un paese protetto dalle alte mura e dai pesanti portoni che lo custodivano.

Con passo deciso si avviarono in un silenzio tombale verso il portone più grande, quello che permetteva l'entrata e l'uscita dei carri carichi di merci. La donna più anziana, coperta in capo da un pesante scialle, mosse la lanterna su e giù. La guardia al portone si mosse, scese le scale della torre con precisione, silenzio e velocità. Sapeva bene chi fossero e non bisognava chiedere nulla, e meno ancora farle aspettare.

Nonostante la solerzia arrivò comunque il rimprovero: «Tua madre e le tue sorelle sono qua, sapevi dell'uscita, perché il portone è ancora chiuso?». Il giovane chinò il capo: «Scusate nonna, ma sapete che non posso aprire in anticipo». Con destrezza infilò la pesante chiave nella toppa, diede tre o quattro giri e spinse con non poca fatica l'anta del portone. Nulla entrava o usciva dal paese prima che sorgesse il sole, ma durante il mese di maggio questo si apriva e si chiudeva durante le ore di tenebra, e nessun giudice o guardia del regno in paese si azzardava a dire qualcosa.

La corte di donne uscì veloce, silenziosa. Non si udivano né i passi né lo sfregare delle lunghe gonne. Anche le più piccole, che avessero quattro o cinque anni, non emettevano il minimo suono. Nel silenzio di una notte che sarebbe finita presto, poco più di cento donne lasciarono la sicurezza dietro i muri della fortezza per percorrere il cammino verso la Valleverde.

Il primo raggio di sole di un'alba aspettata le colse che avevano già percorso un bel po' di strada, ma il cammino era ancora lungo e non senza difficoltà. Dopo un'ora abbondante arrivarono una dopo l'altra alla prima pietra, posata lì da non si sa chi né tantomeno in quale tempo. La sua posizione era nella memoria delle più vecchie fin dalla loro giovinezza. Era il punto di inizio, il luogo dove sarebbe iniziato il canto. Tutte le donne presero il rosario in mano. Chi sfoggiava grani preziosi di madreperla, chi di legno di rosa profumato, chi pietre lavorate o ancora chi prendeva tra le dita piccole conchiglie di mare che aveva annodato una per una, chi invece aveva il rosario di noccioli di ciliegie ripulite per bene, forate e lucidate dal continuo sfregare dei polpastrelli.

Iniziarono tutte nello stesso momento giusto per iniziare a recitare i versi; nessuno guidava tuttavia le cento e più donne sapevano quale fosse il momento giusto per iniziare a recitare i versi.  Un passo dopo l'altro proseguirono il cammino. I passeri, i conigli, le lepri e tutti gli animali selvatici si fermavano e osservavano. Non erano spaventati. Le donne non intendevano fare loro del male. Erano attese.

Il sole era ormai sorto e la temperatura era diventata più calda; una leggera brezza aiutava le camminatrici a non faticare troppo. La prossima pietra, alta e granitica, si vedeva da lontano e il passo di tutte si fece più veloce. I capi chinati vedevano solo i piedi muoversi, ma ognuna di esse sapeva che in breve tempo il corteo sarebbe diventato sempre più numeroso. La grande pietra le attendeva e, insieme ad essa, le anime in penitenza aspettavano che ognuna di quelle donne le scegliesse per accompagnarle alla fine del loro calvario per avere finalmente la pace.

 

Ai lettori: Il racconto è ambientato nella città di Alghero, ancora oggi circondata da mura e torri, intorno al XIX secolo questa è una versione romanzata di una leggenda che accompagna il pellegrinaggio in una antica chiesetta consacrata alla Madonna.

Tutti i racconti

1
2
15

Un giorno con papà

26 June 2026

Erano passati tanti, troppi mesi da quando Giuseppe non faceva una gita con papà. Quella mattina partirono abbastanza di buonora e lui, come suo solito, sul sedile di dietro era intento a smanettare con il tablet, tra i video che lo facevano ridere e i giochi scaricabili dell’Uomo Ragno. Sembrava [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
1
29

Cambio d'abito

26 June 2026

La signora Concetta viveva a Terranova di Poggio, in una zona costruita in fretta quando c’era bisogno di case. Palazzine basse, cortili asfaltati, strade senza alberi. Il Comune passava a raccogliere l’immondizia a giorni alterni. I servizi arrivavano tardi, e quando arrivavano erano sempre insufficienti. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
4
30

Il Battito Della Pace

25 June 2026

Nel respiro profondo di una terra ferita sorge un tremito che disarma la guerra, palmi dispiegati come braci indomite, sguardi incandescenti che rifiutano la resa. Tra rovine e silenzi infranti la pace non implora, germoglia, resiste, radice ribelle nel profondo del cuore [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
5
26

Da Archie scoppia la luce

LA CENTRALE PARANOICA

25 June 2026

Hi qui è la Centrale Paranoica! Oggi vi presento Annie, quando è arrivata qui era una piccola cara ragazza con le lentiggini e le trecce, terrorizzata da morire. Prima di diventare una ragazzina terrorizzata, era una piccola cara bimbetta che viveva in una bella fattoria nella prateria circondata [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
4
32

il signore dei gatti (3/3)

24 June 2026

Agile e scattante come Usain Bolt. Felice non era mai riuscito neanche ad avvicinarlo, perché appena lo vedeva spariva in qualche anfratto spazio-temporale. E poi si parlava di dieci centimetri di pura forasticità. Diffidente a livelli top. Felice guardò Steliana, poi di nuovo la foto. Dentro di [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Piaciuto molto anche a me.
    Una bella favola moderna da raccontare ai nipoti [...]

  • Aquilarandagia75: Chiedo scusa se in questi giorni non sono riuscito a rispondere ai vostri commenti, [...]

1
10
53

Vi racconto della sacerdotessa Diotima e la sua descrizione di Amore.

Una descrizione altamente poetica

24 June 2026

La descrizione di Amore fatta dalla sacerdotessa Diotima e raccontata da Socrate nel Simposio di Platone, rappresenta uno dei ritratti più profondi, originali e coinvolgenti di questo sentimento tanto complesso quanto universale. Sin dalle prime parole, l’immagine dell’Amore evocata da Diotima [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • zeroassoluto: La cultura non guasta mai, in particolare quella classica, che sembra ormai [...]

  • Gennarino: zeroassoluto: Innanzitutto grazie per aver letto e commentato. Mi trovi pienamente [...]

3
2
21

Missione Perseo

23 June 2026

Il nostro viaggio ormai sta volgendo al termine: abbiamo superato la costellazione di Andromeda e siamo nella galassia che porta il suo nome. Mi sono svegliata dal sonno indotto nella crio-capsula. Nella capsula il tempo non rallenta, si ferma, il sonno è privo di sogni, il corpo galleggia fra [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
3
16

il signore dei gatti (2/3)

23 June 2026

Nella vita Felice era stato definito in molti modi. Non sempre in maniera lusinghiera o edificante. Però doveva ammettere che non gli era mai capitato di sentirsi etichettare come: il Signore dei Gatti. Era un titolo oggettivamente ridondante. Uno di quei titoli con cui si rischia di montarsi la [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Gatto terribile... un gatto è un gatto e non può mai essere etichettato [...]

  • Aquilarandagia75: "un gatto è un gatto e non può mai essere etichettato come [...]

2
3
39

Il signore dei gatti (1/3)

22 June 2026

Anche per chi, come Felice, viveva la tranquilla vita di campagna, ogni tanto succedeva qualche variazione sul tema. Fatti curiosi, divertenti, teneri. Piccole cose che, forse, valeva la pena raccontare. Una sera, mentre camminava con i cani lungo la strada, vide in lontananza tre figure venire [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
6
34

il piccolo raggio di sole

22 June 2026

Come tutte le mattine, il Sole si alzava per illuminare il mondo e con lui tutti i suoi figlioli, i raggi. Dovendone rischiarare ogni più piccola parte, il proprio compito veniva diviso a seconda dell’età e della loro forza. I raggi più grandi combattevano nelle foreste amazzoniche dove, con la [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

1
2
27

Fiumi d'inchiostro

La Dama Manto di Stelle

21 June 2026

La Dama Manto di Stelle ha svuotato il cielo lasciandolo spento. È stata dichiarata responsabile della sottrazione totale delle stelle dal cielo visibile. Aiutami a rimanere con i piedi per terra, prima che la gravità decida di non riconoscermi mai più. Dove sei amore mio? Le tue lacrime di pietra [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
5
34

Gridare vorresti

21 June 2026

Se dici se fai se chiedi se aiuti non va mai bene. Tutto brilla in apparenza in profondità però è tutto nero tetro vuoto. Che fare ti chiedi continuare a sorridere o un muro erigere. Massiccio. Per sempre. No dice il tuo cuore. Per speranza per affetto o forse per pietà!

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Dax: Per evitare discussioni si sta zitti....non sepre ba bene. like

  • zeroassoluto: Dipende da quanto è "duro" l'interlocutore; a volte, meglio [...]

Torna su