"Dove sei, ragazzo?” chiese Luis con voce colma di emozione, come un bambino in un negozio di giocattoli.

"Son… qua, signore. Voleva vedere qualcosa?” Il ragazzo si morse subito la lingua: la gaffe lo fece arrossire fino alle orecchie. Avrebbe voluto sotterrarsi. Ma Luis non ci fece caso: erano quattro anni che sopportava imbarazzi e maleducazioni, e quel giorno non c’era spazio per simili sciocchezze. Quel giorno voleva solo sentirsi vivo.

"Non preoccuparti, ragazzo. Portami da lei, piuttosto. Portami dalla regina. Mi sta aspettando da molto tempo, sai?”

Il commesso sgranò gli occhi. "Non starà mica parlando della… Road King Special?”

Luis si voltò verso di lui, e la sua voce si fece cavernosa, quasi epica.
"Ragazzo, ma tu lavori qui o sei capitato per caso? Certo che parlo di lei.”

Luis rise forte. "Io potrei arrivarci fino al mare della California in due giorni!”

"Mi segua, signore, la accompagno.”

La "regina” lo aspettava davvero: una moto lucida, magnifica, che brillava come un animale fiero sotto la luce del mattino. Prezzo di listino: 35.000 dollari. Un lusso. Ma per il ragazzo, in quel momento, la cifra contava meno dello spettacolo che stava per vivere.

"Eccola, signore… la moto è proprio davanti a lei.”

Luis sorrise ancora più forte. Inspirò profondamente l’aria satura di olio, cuoio e metallo lucido. Porgendo al commesso il bastone, fece un cenno deciso: che si scansasse. Poi si sedette sulla moto con un’agilità che lasciò sbigottito Met. Sembrava nato per cavalcare proprio quella.

Le mani di Luis accarezzavano piano il serbatoio, come se fosse la pelle di una creatura viva.
"Stai buona, piccolina… oggi ti portiamo a casa.”

Si voltò verso il commesso. "Ragazzo, chiama mia moglie, per favore. Grazie.”

Met fu quasi sollevato all’idea di allontanarsi: la scena che stava vivendo era troppo surreale perché la sua mente razionale potesse assimilarla tutta d’un colpo. Raggiunse Clara, che lo accolse con un sorriso imbarazzato ma anche divertito.

"L’ha trovata, vero?” chiese lei sottovoce.

“Altroché se l’ha trovata” rispose il ragazzo con un sorriso tenero. "E se fossi in lei… ne sarei persino un po’ geloso. Tra quella moto e suo marito c’è già amore.”

Clara rise, scuotendo il capo. "Grazie della pazienza. Come ti chiami, ragazzo?”

Lui prese alcuni moduli, porgendoglieli con cura. “Questi sono per lei, signora. Suo marito mi ha ordinato di consegnarli personalmente a lei.” Poi aggiunse, quasi emozionato: "Comunque… per tutti sono Met. Lavoro qui dentro da vent’anni e clienti come voi non ne ho mai avuti. Fino a oggi pensavo che il nostro fosse un mestiere un po’ monotono… ma dopo aver visto vostro marito seduto lì sopra… non lo penserò mai più. Credo di dover ringraziare voi per questo.”

Clara chiese a Met di poter usare il suo ufficio per sbrigare tutta la parte burocratica dell’acquisto. Compilò con pazienza i moduli assicurativi, che in quel caso erano particolarmente corposi, e alla fine consegnò al giovane l’assegno circolare con la cifra esatta. Met seguì ogni gesto in rispettoso silenzio, come se avesse compreso che lì, davanti a lui, non si trattava di un semplice atto di compravendita, ma di qualcosa di più intimo e profondo.

Quando tutto fu in ordine, Clara si alzò lentamente dalla sedia. Il suo sguardo corse subito al marito, ancora seduto su quella moto che sembrava aver assorbito ogni fibra della sua anima. Luis non dava segno di volersene staccare: era evidente che, per lui, abbandonarla sarebbe stato come rinunciare a un pezzo di vita. E Clara, nel vederlo così, capì che non lo avrebbe mai fatto, neppure in cambio di tutto l’oro del mondo.

"Luis, ho firmato l’assegno e compilato i moduli. La moto è tua. Se vuoi… possiamo andare a casa.”

Clara era visibilmente imbarazzata: il marito, seduto da diversi minuti sulla moto enorme e maestosa, sorrideva come un ragazzino e sembrava l’uomo più felice del mondo.

Met osservava la scena, quasi estasiato. Credeva di essere abituato a tutto: fanatici Harley Davidson che parlavano delle loro moto come di divinità, clienti eccentrici, collezionisti esagerati… ma un uomo cieco che comprava una moto da 35.000 dollari, quello no, non gli era mai capitato.

"Met, ci servirà una mano per mettere la moto sul carrello e fissarla bene” disse Clara.

“Non si preoccupi, ci pensiamo noi” rispose lui, "voi potete aspettare in macchina.”

Luis scattò, la voce tagliente come un colpo di frusta: "In macchina ci vai tu, ragazzo. La macchina è per chi ha paura della vita. Io, da oggi, mi trovate qui sopra, sulla mia regina.”

Met rimase interdetto. Guardò Clara, che se ne stava serafica e persino divertita. Poi, capì.
"Mi scusi… non vorrà mica salire anche lei sul carrello?”

Luis scoppiò in una risata fragorosa. "E secondo te perché ho speso 35.000 dollari in un colpo solo? Per chiuderla in garage? Certo che ci salgo sopra! È stata un’idea del mio vecchio amico Neal: così mi gusterò il vento nei capelli e il sole sul viso, come se stessi davvero solcando la Route 66 verso le spiagge della California!”

Met deglutì, sinceramente colpito da quella follia che, in fondo, aveva un che di poetico. Non obiettò. Chiamò invece il capo manutenzione.

Josè Montales, un messicano tosto e silenzioso, si avvicinò con passo deciso.
"Montales, prendi i tuoi uomini e mettete questa belva sul carrello. Fissatela in modo che non si muova nemmeno di un millimetro. Massima sicurezza.”

Josè lo guardò perplesso.
"Il cliente… ci vuole stare sopra. Durante il viaggio.”

Montales, per la prima volta in vita sua, rimase a bocca aperta. Poi, quando i suoi occhi caddero su Luis, cieco, seduto diritto come un re sulla sella, non aggiunse nemmeno una parola. Si voltò verso la squadra e disse soltanto: "Stringiamo forte, ragazzi.”

Montales e i suoi uomini avevano finito il lavoro con scrupolo, ripetendo controlli e prove come se da quella moto dipendesse qualcosa di più della semplice sicurezza.

“Clara!” li interruppe la voce di Luis, squillante come quella di un ragazzo. “Stiamo perdendo tempo! È ora di andare! Io e il vento abbiamo un appuntamento.”

I due uomini si voltarono, quasi increduli. Luis era già sulla moto, fiero e immobile, il casco nero calato sulla testa, gli occhiali da centauro sugli occhi ciechi e quel sorriso spalancato che illuminava il suo volto. Sembrava davvero nato per stare lì, come se la moto lo avesse riconosciuto e accolto.

Clara salutò in fretta, con gratitudine e un filo di imbarazzo, poi salì in macchina. “Grazie di cuore. Siete stati meravigliosi.”
Il motore si accese, l’auto prese lentamente la via di casa.

Montales non parlò. Mosse appena il capo, seguendo con lo sguardo l’auto che si allontanava piano, portando con sé quell’uomo cieco che vedeva più lontano di tutti.

Tutti i racconti

1
2
272

L'Onore

07 April 2026

“Addio mia bella addio L’armata se ne va E se non partissi anch’io Sarebbe una viltà.” Così cantavano migliaia di giovani, spavaldi e sorridenti, affacciati ai finestrini dei treni che li portavano al fronte. Era una viltà non partire, restare a casa, mentre altri andavano inseguendo ideali e [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
2
270

Fillus de anima

07 April 2026

L’appartenenza non è solo condividere la stessa casa. È avere gli altri dentro, come radici nella stessa terra. Un tempo, nelle campagne di Sardegna, bastava uno sguardo per cambiare un destino. Non c’erano firme, né documenti. C’era la parola data e quella bastava. Così nascevano i fillus de [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
5
313

Il bicchiere mezzo pieno

Il mare a giugno

06 April 2026

Matteo abitava in un posto particolare, di quelli che sembrano messi lì apposta per rendere inutile qualsiasi tipo di lamentela. Una terra un po' “storta”, Devia, con il mare talmente vicino che, a forza di guardarlo ogni giorno, aveva smesso di considerarlo una conquista. Stava lì, come una sedia [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
4
89

Prima guida

06 April 2026

L’auto arrivò con qualche minuto di ritardo. Una Panda vecchia, di quelle che sembrano sempre sul punto di spegnersi. Si fermò davanti a me con un leggero strappo del motore, poi silenzio. Dal finestrino uscì un braccio che salutava. «Sei tu quello per Monza?» chiese il conducente. Annuii. Me l’aveva [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • U2108: Descrizione brillante di una esperienza di viaggio particolare. Bravo

  • Dax: Bello. Ma il protagonista è un ragazzo o una ragazza?Guido che guida....like

5
5
71

Il tributo

05 April 2026

L’ uomo emerge dall’oscurità del sottopassaggio. Sale con passi lenti e respiro pesante le scale che lo separano dal binario. Il buio senza luce del tardo pomeriggio invernale sembra una propaggine della voragine oscura che incombe sulla sua anima. Sulla banchina c’è solo la ragazza, con i suoi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Luigia: Ho rimosso il commento perché di questo pezzo si è occupato un [...]

  • Dax: Un racconto interessante... più vhe una bestia è uno.psicopstico....like

5
5
95

Vi racconto la storia dell'abbottonatura (2/2)

La differenza tra uomo e donna

05 April 2026

Tutti i giorni ci vestiamo, abbottoniamo i nostri abiti, le donne a sinistra e gli uomini a destra. Gesti semplici, quotidiani. Ma perché c'è questa differenza tra uomo e donna? Cercherò di spiegarlo in questa seconda parte. La scelta di abbottonare i vestiti a destra o a sinistra risale a pratiche [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: E abnottonate al centro?Like

  • Riccardo: sempre interessanti i tuoi scritti. ciao caro Gennaro 👌

4
11
179

La furbizia delle donne

Ste
04 April 2026

È sicuro che già ai tempi degli Egizi le donne rimproverassero gli uomini, un amico archeologo mi parlava di diverse testimonianze sul tema. Dei greci sappiamo, uno su tutti, Socrate quando parlava della moglie. In epoca romana Giulio Cesare accettò di andare al senato per farsi pugnalare, pur [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • La Gigia: Caro (e stimato) Rubrus, concordo con la maggior parte di ciò che hai [...]

  • Rubrus: Ma certamente! I commenti servono per l'appunto a stimolare un confronto [...]

4
4
375

Vi racconto la storia dell'abbottonatura (1/2)

Come nasce e come si evolve l'abbottonatura maschile e femminile

04 April 2026

L'abbottonatura, un elemento fondamentale nell'abbigliamento quotidiano, ha una storia affascinante e complessa che si intreccia con le evoluzioni culturali, sociali e artistiche dell'umanità. Sebbene oggi possa sembrare un dettaglio marginale, l'abbottonatura è portatrice di significati profondi, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Gennarino: Paolo Ferazzoli PRFF: Gentile amico. Grazie per aver letto e commentato. Sicuramente [...]

  • Gennarino: Maria Merlo: Grazie di cuore. Auguri di buona Pasqua

2
2
84

Finalmente Tu

Poesia D'amore

03 April 2026

Finalmente tu, nei miei giorni di cinigia ipoacusica, dove il cuore non ricorda più la folata d’idioma d’amore a colorare i miei sogni assopiti tra stelle stanche e tremule nel fatuo. Scoppia il risveglio della vertigine, come una fiamma nel pavento che non chiede assenso d’ardere, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
4
228

Il doppio

03 April 2026

Si chiamava Andrea. Si tende, almeno così gli sembrava, a trovare una certa affinità con il proprio nome, come se fosse qualcosa in cui leggere il proprio destino. Da piccolo gli avevano detto che era un nome molto raro e in effetti nella sua classe, alle elementari e poi alle medie, era l’unico [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
5
93

Gita in montagna

Dax
02 April 2026

Mark inciampò nel sentiero sterrato, lo zaino lo sbilanciò e i piedi sdrucciolarono sul pietrisco. Lidia, davanti a lui proseguì indifferente. — Porca puttana! — Agitò le mani e si aggrappò al ramo liscio di un faggio che sporgeva dal bordo del sentiero. — Ma proprio questo cazzo di sentiero [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    qualche strano motivo si è cancellato il mio commento di [...]

  • Miri Miri: Bravo Dax, ancora una volta dimostri il tuo talento, con un racconto di stile [...]

5
6
157

Lumiflora

02 April 2026

Quando arrivai sull’isola di Lumiflora, il sole stava già scendendo contro le alte montagne. La luce del tramonto scivolava sulle rocce come acqua fresca, colorandole di rosso e oro. L’aria aveva il profumo del mare e di qualcosa di dolce che non riuscivo a riconoscere. In quel momento capii che [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Allora... se devi scrivere un romanzo io, come lettore, mi pongo una domanda: [...]

  • Zio Rubone (Ezio Bruno): Scritto bene, complimenti. Per quanto riguarda le possibilità di sviluppo [...]

Torna su