Ero quello che mangiava banane fino a finirle tutte

Quello che troppo preso dalle sue cose dimenticava di far pipì

Ero anche quello che usciva a giocare tutto il giorno

E l’unico cellulare era il grido di mia madre dal balcone

Ero gambe che correvano e occhi vispi

A volte lucidi dalle lacrime dei rimproveri

Ero cibo e libertà

Gambe sbucciate e sogni, di diventare uomo come il proprio padre

I miei aeroplani di carta volavano dal quinto piano di casa mia, nel cielo

Volevano raggiungere una ragazza che mi piaceva

Si accorse di me ed io della nostra differenza di età

Con il migliore amico la stazione ferroviaria era nostra

Facevamo idealmente partire treni e guardavamo la gente che arrivava e partiva

Ognuna con le sue speranze

Un luogo di giochi favolosi

Ero atleta e dal niente inventavi Olimpiadi estive con i ragazzi del quartiere

Pezzi di legno e corde unite, palloni sgonfi e racchette da supermercato

Divoravo fumetti di ogni genere

E volavo dentro storie di Far West e subito dopo proiettato in mondi del futuro

La redazione del giornale di quartiere che fondammo ebbe breve vita

Ma le idee erano buone

Pochi lettori per parole scritte in modo elementare su fogli di recupero

I fiumi circondavano la città

E ho ancora nelle narici l’odore tagliente di quella terra umida 

Rane e lucertole venivano catturate

E grosse tinche pescate per poi finire nella vasca da bagno dell’amico di turno

Le prime feste e le prime ragazze

Balli che cingevano esili viti

Con sorrisi a volte luminosi dovuti ad apparecchi metallici dei denti 

Si ero

Sono stato

E sarò

Eternamente io

Tutti i racconti

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Una fredda domenica di dicembre passeggiavo tra gli edifici chiusi e vuoti del Politecnico di Milano. Mi faceva impressione vedere il campus universitario quasi completamente deserto. Mentre mi guardavo intorno però i ricordi iniziarono a fluire e a prendere spazio, fino a riempire quello sfondo [...]

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"Buongiorno, ispettore, come va?" Chiese il barista dietro il bancone. "Buongiorno, Antonio… lo sai che ormai sono in pensione… non chiamarmi più ispettore." Lanciò uno sguardo che oscillava tra il sornione e il faceto. Da trent’anni circa, prima come ispettore e poi da pensionato, veniva in quel [...]

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MISERIA E NOBREZA

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12 January 2026

La notte a Milano non è solo un'immagine in bianco e nero. Le luci si allungano, i rumori si sfumano e tutto sembra muoversi con un passo più lento. Mi ero iscritto a un workshop notturno per catturare proprio questa Milano diversa. Reflex pronta, cavalletto piazzato, tutto sotto controllo. Poi [...]

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Mentre piano piano sprofondava nel sonno, ebbe una nuova visione: qualcosa si muoveva nel muro. Poi lo rivedeva come in un film uscire dal piccolo buco impossibile, troppo stretto perché potesse passarci qualcuno. Invece ne usciva quella figura, alta, irreale, come se non appartenesse davvero a [...]

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È sabato e sono le undici di mattina. Ho voglia di uscire e andare al bar a prendere un caffè. In un piccolo paese come Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena, non c’è molto da fare. In fondo credo che sia così un po’ ovunque nelle province italiane: spesso l’unica alternativa al nulla [...]

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