Daniel Avrahami, uno scienziato americano di fama mondiale considerato il principale punto di riferimento nel campo della robotica umanoide, con orgoglio rimase per svariati minuti a osservare lo schieramento dei robot militari posizionati in una grande sala. Erano praticamente pronti e attivati per le dovute simulazioni a Desert Brown, un territorio desertico simile a quello mediorientale collocato nei pressi della Fortezza delle Scienze.

Il flusso dei pensieri dell'uomo venne improvvisamente interrotto da un cauto bussare alla porta. Era Mizuki Kurata, il tecnico e assistente di origine giapponese con cui la sera prima aveva sostenuto un acceso dibattito.
«Le unità armate di nostra creazione ci permetteranno di vincere qualsiasi guerra e per di più senza perdite umane.», affermò con convinzione Avrahami, come a voler proseguire la conversazione precedente e senza volgere lo sguardo al suo collaboratore.
«Non temi che un giorno i prototipi potrebbero insorgere a nostri danni?» chiese titubante l’interlocutore dagli occhi a mandorla.
«Non si rivolteranno contro di noi. Visto che hai lavorato costantemente al Progetto Origin dovresti sapere che la loro affidabilità è garantita.»
«Hai presente l'Antica Roma? Come la storia ci insegna gli schiavi via via finirono per ribellarsi tanto da formare un esercito agguerrito.» espose il dottor Kurata.
«Queste macchine sono impostante per obbedire e quindi le ritengo perfette.» insistette il luminare.
«Gli l'ED-209 risultano programmati proprio per neutralizzare umani. Oltretutto hanno la predisposizione per evolversi.» riattaccò il nipponico braccio destro. 
Il borioso scienziato respinse infastidito le perplessità del collega con un cenno della mano e uscendo dalla sala si incamminò per il Centro Comunicazioni per dare ordine, attraverso un microfono, di caricare gli androidi nelle camionette dei marines. Un robot della penultima fila girò la testa e lo guardò andarsene.

 

 

Nd.R. Con una leggera modifica il titolo del componimento omaggia Isaac Asimov, gli ED-209 il film” Robocop”, il Progetto Origin il videogioco “F.E.A.R. - First Encounter Assault Recon” e la Fortezza delle Scienze “Il Grande Mazinger”. 

Dedico il racconto a Dario De Santis un caro amico scrittore e dedito al doppiaggio, grande cultore del cinema e della letteratura di fantascienza.

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