Basta poco per ridere.

Nella vita di tutti i giorni c'è gente che va, gente che viene, gente che ride e gente che invece non ride mai. Oreste era uno di quest'ultimi, mai un sorriso e a uno così neanche gli potevi chiedere il perchè, che sia stato per il nome poco comune che portava oppure per problemi propri del passato vai a capire. insomma il nocciolo della questione, Oreste non rideva mai e neanche si può dire che fosse una persona sempre incazzata, no sinceramente non sembrava adirato verso qualcosa o qualcuno, non rideva mai e basta.Lavorava come garagista notturno e di gente ne vedeva tanta, buongiorno e buonasera passando la notte solitario nel garage, un paio di volte a settimana lavorava anche di giorno lavando le macchine dei clienti e lo faceva con impegno e precisione mentre sentiva le trasmissioni radiofoniche senza fare commenti, si fermava solo per fumare, mi dispiace per lui ma faceva proprio una vita triste, accadde un giorno che...

-Oreste prendi queste chiavi della Alfa Romeo e portale al civico 31, suona al citofono Pelagalli&Sorcini, il cliente sà tutto.

Il titolare del garage  era un tipo losco e quel giorno incaricò Oreste che senza dire una parola asciugandosi le mani, prese le chiavi e si diresse fuori per andare a citofonare al civico 31.

-Trin,Trin sono Oreste del garage devo consegnarvi delle chiavi.

-Sali sù, scala B interno 3

Oreste, l'uomo che non rideva mai spense la sigaretta, salì le scale a testa bassa, suonò il campanello e quando la porta si aprì per poco non gli prese un infarto.

-Grazie per avermi portato le chiavi, accomodati che torno subito.

La signora si girò e dietro di sè lasciò una scia di profumo da sturbo, Oreste sprofondò barcollando nella poltrona in salotto, teneva stretto il mazzo di chiavi, non sapeva dove mettere le mani e accavallava le gambe nervosamente in faccia neanche l'ombra di una smorfia.

-Ti preparò un caffè?

-Veramente...beh, sì.

Pochi attimi e la signora ritorna, Oreste non sà dove guardare, tranquilli guardo io per voi, lei la bionda mozza fiato strizzata in una tutina di pelle nera, scollatura esagerata che lascia immaginare tutto, tacco 12 anche se non servirebbe perchè ha due gambe lunghissime da paura la donna sembra una star. Quelli bravi direbbero "Femme fatal", a Roma direbbero "Mamma quanto sei bona!"

-Il mio moroso mi ha lasciato per una ragazzina di 20 anni, vuoi vedere la mia collezione di farfalle?

Non gli dà neanche il tempo di pensare, gli prende la mano e lo porta in camera da letto, strano posto per tenere una collezione di farfalle! Mi dispiace voi lettori adesso non potete entrare, dietro la coppia si chiude la porta se volete potete guardare dal buco della serratura. Intanto passa il tempo, mezz'ora, un ora anzi di più, solo io posso entrare e vederla mentre lei bellissima si aggiusta la chioma. Oreste è steso tutto nudo sul letto con il braccio sinistro dietro la testa, nella mano la cicca accesa e lo sguardo fisso verso il cielo blu dietro la finestra, intanto il suo telefonino squilla, è il capo che lo cerca e sicuramente stà pensando "Ma dove sarà andato stò fjo de na mignotta!". Ma Oreste non risponde, guarda il telefono e luomo che non rideva mai, protagonista di questa storia triste che ora triste non è più, guardatelo bene dal buco della serratura ora ride, ride, guarda il telefono squillare e stò fjo de na mignotta come direbbe il suo capo ora ride e non pensa ad altro.

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ARIA TERSA

20 January 2019

ARIA TERSA Travolti da un mondo impazzito Inondati da una schiuma assordante Non riusciamo più ad ascoltare La voce del silenzio. Frotte di insetti inutili Si accavallano nel nostro pensare. E l’immagine dello specchio Torna Sempre uguale a se stessa A riflettere un sogno incompiuto. [...]

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luna o cocci?

Quando walter fest scrive è jazz!

20 January 2019

Quando non sai che scrivere, scrivi, scrivi senza paura di sbagliare, questa volta faccio un eccezione, scrivo senza carta e penna, stò alla tastiera e scrivo, mò che ci penso mi paicerebbe la tastiera di un piano forte, anzi le corde di una chitarra, anzi no, voglio cantare tanto a parole se stono [...]

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Io lo conosco l'amore

20 January 2019

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Raccontami una volta più piano

19 January 2019

Raccontami una volta più piano. Eravamo nati nello stesso posto o giù di lì, le case scorrevano in sequenza, c'era qualche attività che si distingueva dalle altre e potevi prenderle come veri e propri punti di riferimento quando dovevi indicare qualcosa a qualcuno che si era perso. I nomi delle [...]

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  • Puccia: Ricordi arruffati da districare piuttosto difficile il farlo

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Impressioni

19 January 2019

Sfilacciati giorni scalzi di pensieri si rincorrono incessanti nel respiro assiduo delle ore in una lenta diaspora continua di me stesso come fine sabbia dentro una clessidra ... e dopo una notte di sogni e scarpe rotte guardo le luci d'alba su una falesia bianca mentre nel cielo vola [...]

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Album vuoto

19 January 2019

Cammino rotolando sui miei passi stanchi. Soffia i vento la mia lenta orma e beffarda saluta senza rumore. Abbraccio la salita che mi corre incontro e adagio ripongo le mie pagine vuote. Un quaderno di ricordi che riempir non so.

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18 January 2019

Alessandro Perissinotto, scrittore torinese, classe 1964, ci accompagna e ci porta a conoscere ed incontrare vicende della STORIA di Torino dal dopoguerra ai giorni nostri, raccontando delle evoluzioni, in positivo e in negativo, della Grande Madre, la FIAT, che si intrecciano con la Storia, le [...]

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Senza mi ricorderai ?

18 January 2019

" Mi ricorderai " le chiese con un filo di voce "quando non ci saro più? " Lei lo guardò come si guarda un fiore appena sbocciato con infinita tenerezza e sussurrando rispose " Si ricorda chi è passato nel tuo cuore. Non chi è il tuo cuore perché vive dentro finché tu vivrai ". E nella carezza [...]

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18 January 2019

Non pensavo di poter volare di nuovo. Tutto era buio, non distinguevo nè le forme nè i colori. Ma il sorriso, quello, non si è mai spento. E anche nell'oscurità l'hai notato. Ora non ho più paura del buio. Ora sono felice E fortunata. Tutto qui.

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16 January 2019

Davanti casa mia c'è un campetto di calcio. Erbetta sintetica e vecchia, le porte senza una rete. Sembra proprio un campetto abbandonato, ma ogni sera si riuniscono lì dei ragazzini con un pallone. È ben illuminato dai lampioni della strada, e essendo una zona che ha una brutta nomina in città, [...]

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