Ai bei tempi lo chiamavano Archie "Spoletta" Sullivan. La sua carriera di pugile è sempre stata di secondo piano, carne da macello per coloro che aspiravano a diventare campioni.
Boxeur lo era diventato per caso. Lui non aveva mai picchiato nessuno, ma la vita per strada aveva le sue regole ed era stato necessario imparare a difendersi. I suoi round somigliavano più ad una rissa piuttosto che incontri di boxe da vincere. Non aveva né "classe" né "santi in paradiso" ed era rimasto uno sparring-partner per tutta la vita. Poi un brutto giorno aveva cominciato a non vedere più; gli occhi gli trasmettevano solo ombre e a poco a poco la luce si era spenta. Troppi pugni, troppa fame, troppo di tutto.
Ora per le strade del quartiere i ragazzini lo chiamano "Blind" Archie, ma lui non ci fa più caso, neanche quando per giocare lo strattonano o lo prendono in giro.
Da un po' di tempo una cosa lo tormenta: suo nipote vuole diventare pugile. Come tutti i ragazzi è pieno di sogni, di speranze e pensa che il pugilato possa farlo uscire da quel quartiere da fame in cui vive. Andarsene da lì, affrancarsi dall'insulto di non essere "un uomo" ma solo ed esclusivamente "un negro".
Archie fa di tutto per evitare che il ragazzo possa intraprendere quella carriera distruttiva, ma quello non lo ascolta, non lo vuole ascoltare. Lo sconforto lo pervade, perché vuole ad ogni costo evitare che il nipote possa diventare come lui, un cieco, un derelitto, perché ha paura per lui. In certi momenti si sente perso e sono giorni che ci pensa, ma oggi sa esattamente cosa deve fare. Con il coraggio della disperazione, per la prima volta nella sua vita non vuole difendersi, ma attaccare e quando avrà finito il piccolo Jimmy sarà obbligato a cercare in un altro modo la propria rivincita.
Lo aspetta quando rientra dalla palestra e quando il nipote gli si avvicina, cerca di parlargli nuovamente, ma quello niente. Allora gli prende una mano: sa come colpire, come fare male. Le dita si serrano, la morsa dura finché le ossa spezzate fanno urlare di dolore il ragazzo, finché capisce che ormai può mollare la presa.
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