Il giorno dopo Anita e Aurora aiutarono zia Agata a disfare le valigie. Segretamente la nipotina sperava di trovare una sorpresa per lei, infatti non restò delusa, perché per lei e per la sua mamma c’erano due astucci di velluto rosso con dei braccialetti in oro. La bimba le saltò addosso e l’abbracciò, gridando che era la sua zia preferita. La madre le fece notare, facendo l’occhiolino alla cognata, che era anche l’unica, ma la bimba ci pensò un secondo e rispose senza scomporsi che anche se ci fossero state altre zie, lei avrebbe sempre preferito la zia “americana”.

Dopo pranzo i due fratelli si ritirarono nel soggiorno per il caffè corretto con un goccio di sambuca, come da tradizione di famiglia.  Agata riprese la conversazione su Agostino della sera prima alla festa: “Quasi un mese fa su facebook ho ricevuto una richiesta di amicizia da parte di Agostino. La cosa mi ha stupito, erano anni che non ci sentivamo, si può dire che avevamo perso ogni contatto, non avevo neanche il suo numero di telefono. Dall’inizio, non so perché, ho avuto una strana sensazione, per un attimo ho avuto anche il timore che non fosse lui; la sua pagina era senza fotografie e pochi con post condivisi da altri utenti, tra i suoi amici però c’erano alcune nostre vecchie frequentazioni. Dopo queste prime esitazioni accetto l’amicizia ed entriamo in contatto. Su messenger parliamo dei nostri lunghi trascorsi scolastici. Ricordi? È stato il mio amichetto di banco dalla prima elementare alle medie. Poi, cominciammo a frequentare altri amici fino alla sua partenza per Roma. Insomma niente di che, una chat tra due vecchi amici che non si sentono da un po’ di tempo.

Nel corso del mese abbiamo avuto varie chiacchierate, sempre molto generiche, nelle quali era quasi sempre lui che faceva domande: cosa insegni, ti ricordi di quello, ti ricordi quell’altra cosa; di lui solo pochi accenni: disse di vivere a Roma e di essere sposato da molti anni, di avere una figlia adolescente e di lavorare nel campo dell’import/export. Poi, nella penultima conversazione iniziò a diventare un po’ strano, fece: “Vorrei da te un favore, ho il grande desiderio di ascoltare la tua voce” e mi chiese il numero di telefono. Ad una richiesta così accorata restai confusa e imbarazzata. Improvvisai una scusa per non darglielo, dicendo che, siccome usavo una sim americana, non ricordavo a memoria il nuovo numero, ma glielo avrei mandato, cosa che non ho fatto.

Diversi giorni dopo mi ricontattò e fece un discorso molto appassionato, quasi una confessione, disse che lui mi aveva sempre amato fin da quando eravamo piccoli, che non ha avuto mai il coraggio di dirmi di essere innamorato di me, perché o ero fidanzata con un altro o temeva che un mio rifiuto potesse rovinare la nostra amicizia. Mi disse che in questi anni spesso aveva sognato che eravamo amanti e che ricordava, come fossero successi ieri, episodi del nostro passato. Infine si scusò, ma disse di non essere pentito di avermi dichiarato il suo amore, perché, ora che mi aveva ritrovata, non lo poteva più nascondere. Non sapendo cosa dirgli, non risposi e anche lui rimase in silenzio e interruppe la comunicazione.

Dopo qualche giorno mi accorsi che la sua pagina era sparita, non c’era più! Sparito anche il contatto su messenger con tutta la chat. Non ho mai pensato che Agostino fosse qualcosa di più di un amico, più che altro ci legava il ricordo di due bambini compagni di banco, la complicità nei giochi con gli altri nel cortile della scuola. Ora sono preoccupata, cosa pensi che gli sia successo?” Aurelio restò in silenzio, si accese una sigaretta per prendere tempo, una lunga boccata e dopo aver espirato il fumo, rispose come se stesse riflettendo a voce alta: “Secondo me non c’è nessun mistero, è successo che la moglie lo ha beccato e lo ha costretto a cancellare tutto e a uscire dal social. Tutto è molto semplice, c’è stata una terribile lite familiare”. Agata non fu convinta dalla spiegazione del fratello. “Tu hai ragione, questa potrebbe essere la soluzione più ovvia, ma qualcosa mi dice che la sparizione ha un’altra motivazione, ho la strana sensazione che sia successo qualcosa di grave”. Aurelio aveva visto raramente la sorella così angustiata, per calmarla le promise che insieme avrebbero indagato per scoprire il motivo di questa improvvisa sparizione. Quando Aurora entrò nella stanza per mostrare alla zia il ritratto che le aveva fatto con i pennarelli nuovi, trovò i due fratelli che si abbracciavano e Agata abbracciò anche lei vedendo con quanta cura era stato fatto il disegno. La casa era molto funzionale, non ci volle molto ad Agata per sentirsi a proprio agio. 

Trascorse alcuni giorni ad organizzare il lavoro per quando sarebbe dovuta rientrare nella sua scuola al Vomero ed aveva perso ogni speranza di rintracciare l’amico scomparso, quando Aurelio la chiamò e le disse di ricordarsi dove abitava la nonna di Agostino, avrebbe potuto accompagnarla per farle visita e chiedere qualcosa del nipote. 

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