Laura arriva alla piattaforma.
124 metri non sono infiniti.
Ma sono abbastanza.
Le gambe cedono. Si siede sul bordo di una trave.

Non piange. Non urla.
È svuotata.
La mente ripete le frasi di Mr W: “Lei è ancora libera?”.

Daredevil arriva grazie al suo cavo.

Il battito di Laura è irregolare. È su una soglia.


Matt atterra a 4 metri da lei. Non parla subito.
Si avvicina lentamente. Ogni passo calibrato.
«Non farlo».
Voce bassa. Non drammatica.


Laura non si gira. «Hanno già fatto tutto».


«No».


Silenzio.
«Ti hanno costruito una gabbia narrativa. Non una realtà».


Lei ride. È un suono spezzato.
«Tre bambini morti».


«Non per mano tua».


«Il mondo non fa queste distinzioni».


Il vento è più forte. La trave vibra.
Matt è a due metri.
«Se salti, vincono due volte».


«Non è una partita».


«Per lui sì».

Tau comunica via microtrasmettitore:
«Matt. Polizia in arrivo tra 4 minuti. Segnalazione anonima».
Mr W. Ovviamente.
Matt capisce: non è solo disperazione. È spettacolo programmato.

Laura si alza.
Ora è in piedi sul bordo. 124 metri.

Matt si avvicina ancora. 
«Laura».


Lei finalmente si gira.
Occhi non lucidi, spenti.
«Se tutto è già deciso… che differenza fa?».
Ecco il cuore.
Determinismo totale.


Matt toglie la maschera.
Non per lei. Perché lei deve vedere che è umano.
«Fa differenza perché io sono qui».
Silenzio assoluto.
Lei lo guarda.
Non con speranza. Con lucidità tragica.
«Quella del compagno…» dice.


La voce è stranamente calma.
«Era un test».
Il vento le sposta i capelli sul viso.
«Volevo vedere se mi amavi».
Silenzio.
«Se mi avresti scelta anche quando diventavo difficile».
Un mezzo sorriso, amarissimo.
«Ma ora è tardi».


Matt sente il battito. Non è panico.
È decisione.
Lui fa mezzo passo avanti.
«Laura».


Lei scuote la testa.
«Non fare l’eroe».
E poi aggiunge piano: «Non puoi salvarmi da questo».
E si lascia andare.
Non scivola. Non inciampa. Si butta.

Matt si lancia.
Troppo tardi.
Il corpo cade nel vuoto con una traiettoria leggermente obliqua per il vento.
124 metri equivalgono a circa 5 secondi di caduta.
Cinque secondi sono eterni.
Matt si tuffa nel vuoto dietro di lei, ma è partito con mezzo secondo di ritardo.
La distanza è già troppo ampia.
Tao calcola in tempo reale:
«Impatto previsto in 3.1 secondi. Altezza residua 68 metri.»
Matt spinge.
Ma non può volare.
A 20 metri dal suolo capisce.
Non arriverà.
L’impatto è un suono sordo.
Non un urlo.
Un colpo.
La città non si ferma.

Matt atterra pochi istanti dopo, piegando le ginocchia per assorbire.
Il cuore di Laura non batte più.
Intorno, vetro infranto, cemento, sangue che si allarga lento.
Sirene in lontananza.


Tau: «Polizia a 90 secondi. Unità già instradate. Segnalazione anonima partita 6 minuti fa».
Mr W. Ha orchestrato anche l’epilogo.

Matt resta immobile un secondo di troppo.
Poi il protocollo prende il sopravvento. Non può essere trovato lì. Non ora.
Si lancia nell’ombra tra due palazzi, aggancia un cavo, si proietta sul tetto opposto.
Sirene. Luci blu che lavano la facciata del cantiere.
Un agente urla: «Lì! Sul tetto!».
Un colpo di pistola.
Il proiettile fischia a mezzo metro dalla testa.
Matt rotola, si lascia cadere da un tetto all’altro, 9 metri di salto, ginocchia che bruciano.


Tau guida: «Percorso nord-ovest. Vicolo cieco a 40 metri. Salto laterale consigliato».
Un altro sparo.
Matt sparisce tra condotte d’aerazione e scale antincendio.
Respira. 

Non per fatica. Per colpa.

Ufficio di Mr W
Mr W guarda le news che già scorrono.
“Avvocata coinvolta in scandalo si suicida da grattacielo.”
La narrativa è compiuta.
Mr W spegne lo schermo.
Non sorride. 
Ma i suoi occhi sono immobili. Ha spezzato la volontà.
 

Gotham, Chiesa di San Michele e Gaetano
Piove sottile. Non tempesta. Pioggia fine, continua, da novembre eterno.
La navata è piena ma distante.
Colleghi. Giornalisti. Volti che cercano senso e trovano solo notizia.
La bara è chiara. Semplice.
Niente retorica.
Matt è seduto in fondo, lato sinistro.
Bastone appoggiato al banco. Mani intrecciate.
Non indossa il costume. Non è Daredevil.
È solo un uomo che è arrivato mezzo secondo troppo tardi.
L’organo tace.
Si alza il sacerdote.
 

Don Pierce Acton
Don Acton non ha una voce teatrale ma una  voce che pesa.
«Oggi non celebriamo una spiegazione. Celebriamo una ferita».
Pausa.
«Ci sono morti che sembrano incidenti. Ci sono morti che sembrano decisioni. E poi ci sono morti che sono battaglie invisibili».
Silenzio lungo.
«Molti diranno: era fragile. Altri diranno: era colpevole. Altri ancora: era vittima. Io vi dico: era una persona».
Lieve movimento tra i banchi.
«Una persona non è mai riducibile alla sua caduta. Non è mai il suo ultimo gesto».
Matt abbassa la testa.
«Viviamo in un tempo che ama spiegare tutto. Determinare tutto. Incasellare. Se una vita si spezza, cerchiamo la formula. Il cranio, il trauma, la colpa, la statistica».
Un accenno che sa di duello con idee più grandi.
«Ma la libertà non è un dato clinico. È un mistero».
La pioggia batte sulle vetrate.
«Qualcuno penserà: poteva essere salvata. Forse sì. Forse no. Ma nessuno di noi è onnipotente».
Matt stringe il banco. Le nocche bianche.
«E attenzione a un’altra tentazione. Quella del giudizio rapido. Quando una persona cade dall’alto, non cade solo nel vuoto. Cade dentro le parole degli altri… Non aggiungiamo peso a chi non può più difendersi».
Silenzio.
«Dio non è un contabile di errori. Non è un pubblico ministero. È Colui che guarda l’intero cammino, non l’ultimo passo».
Un bambino tossisce. Una donna piange piano.
«Se oggi c’è una domanda che brucia, non è: perché è caduta?… È: chi raccoglierà ciò che resta?».
Matt sente la frase come una lama.
Don Acton abbassa lo sguardo verso la bara.
«Un burlone, in questi casi, metteva un cartellino sulla bara: “Can. 1216”, è la norma sulla conformità degli edifici di culto. A noi invece resta una responsabilità. Non quella di spiegare tutto, quella di non lasciare che il male scriva l’ultima parola».
Silenzio finale.
«Perché anche quando qualcuno precipita, l’amore non precipita con lui».
Amen.

La gente si alza lentamente.
Matt resta seduto.
Sente il legno della bara quando viene sollevata.
Quattro uomini. Passi coordinati.
Il cuore gli martella in testa.
Tau parla nell’auricolare, voce bassissima: «Presenza di osservatori riconducibili a Mr W. Due all’ingresso. Uno nel transetto laterale».
Matt non reagisce.
«Non oggi», mormora.
La bara passa accanto a lui. Per un istante allunga la mano.
Non la tocca. Troppo tardi anche quello.

 

… continua

 

 

Questa è un’opera di fan-fiction realizzata senza alcuno scopo di lucro. I personaggi, l’ambientazione e gli elementi degli universi narrativi originali appartengono ai rispettivi autori e/o detentori dei diritti. Nessuna violazione di copyright è intenzionale. Il presente racconto è stato scritto esclusivamente per intrattenimento, come omaggio e nel rispetto delle opere originali.
Daredevil / Matt Murdock © Marvel
Gotham City © DC Comics

Tutti i racconti

1
0
4

Vi racconto la storia della sfogliatella Riccia

un viaggio tra monasteri, vicoli e tradizione napoletana

23 September 2026

La sfogliatella riccia è molto più di un dolce. È una piccola architettura di pasta e ripieno, un intreccio di sfoglie sottilissime che racchiude profumi, consistenze e memoria. Quando arriva sul bancone di una pasticceria napoletana, ancora tiepida e spolverata di zucchero, sembra quasi custodire [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

0
0
3

Ho trovato il modo

23 September 2026

Ho trovato il modo di rendermi felice. Ora è inutile che mormoriate come avessi trovato chissà cosa. Animando discussioni e invidie. Non potrete neanche rubarmi eventuali copyright. Non agitate anime con teste che al tocco risultano vuote. Lancerete anatemi sui social, che di sociale hanno ben [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
7
40

Un’altra vita

Spin-off retroscena del racconto "Pedicure"

22 September 2026

Nota per i lettori: Questo racconto approfondisce le motivazioni e le origini della protagonista già incontrata in "Pedicure". «Giacomo è partito?» mi chiese uno dei ragazzini che giocavano a calcio nel cortile del condominio. «Avete di nuovo tirato il pallone contro la sua saracinesca?» «Sì, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Mi associo ai complimenti e all'idea di riprendere la storia con un antefatto.
    Giacomo [...]

  • Ondine: Vada per l'antefatto! :))
    Grazie

2
4
29

Ho incontrato il bambino che ero

22 September 2026

Non lo so. Capita, a volte, di sentire che nell’aria deve succedere qualcosa. Forse non sarà niente di speciale, ma sarà quella cosa che, in qualche modo, ti cambierà la vita. E lo sai e lo senti e quella sensazione è più forte di qualunque altra cosa. Un giorno presi la bicicletta e feci un giro, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: Solo già Sakamoto vale la pena di gustare quel percorso in bicicletta. [...]

  • zeroassoluto: Andare in bicicletta lungo l'argine di un fiume, mi ricorda le mie pedalate [...]

3
5
28

Lo scalino bagnato

22 September 2026

Sono passati sedici anni da quando, dopo che si seppe che mio fratello aveva scelto di collaborare con la giustizia, rimasi sola e cominciai a subire diverse forme di prepotenza. Sono una donna diversamente abile e ho sempre voluto vivere liberamente. Venivo insultata, mi trovavo il portone di [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Ondine: È una brutta esperienza.
    Scrivi scrivi scrivi, fallo di getto e [...]

  • Solitaria77: vi ringrazio a tutti dal profondo del cuore

2
2
24

Destino Clandestino

22 September 2026

L’unico vero libero arbitrio che abbiamo a disposizione nella vita terrena è scegliere se opporre o meno resistenza agli impulsi egocentrici. Penso che la sorte ci condizioni in eterno, con due sole eccezioni: non ha potere sulla nostra libertà di scelta e non ci può mentire. In quel lontano periodo [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
16
56

Franceschieglie 'ru stagnarieglie

21 September 2026

C’era una volta il mio paese, quello del dopoguerra: tanto diverso da oggi che, a parlarne ora, sembra di raccontare una favola. Io, bambino, al calar della sera, obbediente al richiamo dei genitori, lasciavo il gioco a nascondino — che la penombra rendeva ancora più avvincente — e rientravo a [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
9
46

Hai già mangiato? (2/2)

21 September 2026

«Credevo che non mangiavate il maiale» disse Emma guardando il pezzo di carne. «Quelli sono musulmani. In Cina ci sono un sacco di ricette per il maiale». «Ricette della nonna, eh? E magari vuoi che ti faccia usare la mia cucina». «Altrimenti non mi credi». Emma appoggiò la mano sul mattarello. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Come promesso... avrò confuso qualcuno?
    Personaggi citati nel racconto:
    1) [...]

  • Ondine: Molto denso per così poche battute, ho come l'impressione che gli [...]

5
4
62

Hai già mangiato? (1/2)

20 September 2026

La vecchia Emma aveva fatto scappare cinque badanti. La prima era durata più a lungo, ma, all’epoca, Emma riusciva ancora a tirare la sfoglia. Un velo sottile, attraverso cui, in controluce, si scorgeva la sua mano che conservava i calli da contadina. Poi, però, un ictus; leggero, ma il braccio [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
6
37

Damiano (2/2)

20 September 2026

Cominciò a sentirsi in trappola. Sembrava che nessuno in famiglia potesse fare a meno del suo aiuto. si chiedeva finora come avessero fatto a tirare avanti, lui non c'era stato per quaranta anni. Non era certo questo che aveva sognato. Un sabato mattina, il figlio era a casa, la moglie non aveva [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Ennesima bella prova di un autore in stato di grazia...
    Il [...]

  • Dax: Bello. però mi spiace per il protagonista..Poteva usare l'esperienza [...]

5
14
43

Estati d'altri tempi

20 September 2026

Da ragazzina abitavo vicino al mare, in un luogo allora sperduto, dove il silenzio veniva rotto soltanto dalla risacca delle onde. Le uniche “anime” che si vedevano erano quelle dei pescatori e delle loro donne che, quasi ogni mattina, ripetevano l’atavico rito: gli uomini lasciavano le barche [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • MaricaR: Ciao Rubrus, allora... Premesso che ciò che dici è pienamente [...]

  • Rubrus: Ah be' mi madre era tua coetanea. Ai tempi faceva il bagno nelle rogge [...]

5
7
31

L'etrusco: otto piccole uova (2/2)

Dalle indagini di Sebastian Hood

19 September 2026

Cerveteri, Italia, 610 a.C. Il sole ormai alto nel cielo accompagnava il frinire ininterrotto delle cicale e un corvo gracchiò. Con infinito amore Vail offrì a Theflia il vino preparato da Zenia e bevve con lei, avidamente, da un mestolo colmo fino all'orlo. La sorte sembrò favorirli. Theflia [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

Torna su