L’unico vero libero arbitrio che abbiamo a disposizione nella vita terrena è scegliere se
opporre o meno resistenza agli impulsi egocentrici. Penso che la sorte ci condizioni in
eterno, con due sole eccezioni: non ha potere sulla nostra libertà di scelta e non ci può
mentire.
In quel lontano periodo — per vostra fortuna ormai remoto — buona parte dell’umanità
abusava del libero arbitrio, usandolo malamente. Lo applicava, quasi esclusivamente, per
manipolare l’ambiente e le circostanze esterne, sacrificando tutto sull'altare dei propri
desideri egoistici. Il destino esteriore dell’essere umano si era così ridotto a un deserto
arido e desolato, capace di seppellire completamente l’intima essenza divina.
Per questo, in quell'epoca distante, le esistenze degli uomini non se la passavano affatto
bene. Tra gli effetti depressivi, una visione cinica della realtà e una cronica mancanza di
gioia, potete facilmente immaginare quanto fosse dura la nostra quotidianità. La maggior
parte dei destini esteriori, ormai prosciugati del dono della scelta interiore, aveva perso
ogni potere. Gli esseri umani, con le loro stesse mani, avevano ridotto le proprie vite a
stracci, buoni solo per spolverare l'infelicità di ogni giorno.
Sapevo, però, che era proliferato un fiorente mercato clandestino di compravendita di
destini esteriori: quelli che conservavano ancora un briciolo di libero arbitrio. I prezzi erano
balzati alle stelle, tanto che persino i destini più mediocri trovavano facilmente un
compratore.
Io ero uno dei tanti disgraziati che cercavano di sopravvivere in quel tempo. Siccome le
coincidenze — impronte lasciate dal fato — non avvengono mai per caso, e grazie a quel
pizzico di fortuna di cui ancora disponevo, riuscii a piazzare sul mercato nero il mio destino
esteriore. Lo vendetti a buon mercato a un parroco di campagna, entusiasta di
accaparrarsi un moderno e dinamico destino di città.
L’ignaro prete, del tutto inconsapevole dell’aridità della vita che aveva appena acquistato,
tornò felice alla propria parrocchia. Non vedeva l’ora di mostrare ai fedeli il nuovo corso
della sua esistenza. Si accorse ben presto, però, che quel destino gli aveva sottratto ogni
briciolo di volontà personale: ormai, dentro e fuori di lui, tutto si svolgeva in modo istintivo
e inconscio, senza alcuna interferenza del suo io.
Ogni cosa accadeva spontaneamente. Ogni suo pensiero si tramutava in miracolo, ogni
sua parola diventava amore in azione e ogni suo desiderio si correggeva, elevandosi a
compassione per il prossimo. La sua vita scorreva leggera, in perfetta armonia con la
Legge Universale. Il tempo svanì; le cause e gli effetti si ricongiunsero, riportando alla luce
l’origine stessa del suo essere. Il caso, fino ad allora unico imputato della sua caotica
esistenza, scomparve, lasciando il posto all’eterno destino interiore.
Questo "miracolo" si ripeté per molti altri acquirenti di destini clandestini. La totale assenza
di volontà personale accompagnò quei fortunati compratori dritti verso l’immaginazione
Divina.
In quel periodo fiorirono molti Saggi, Santi e Illuminati.
Ma non io. No, io no.

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