Non lo so. Capita, a volte, di sentire che nell’aria deve succedere qualcosa. Forse non sarà niente di speciale, ma sarà quella cosa che, in qualche modo, ti cambierà la vita. E lo sai e lo senti e quella sensazione è più forte di qualunque altra cosa.

Un giorno presi la bicicletta e feci un giro, come tante volte, sull’argine. E successe. Succede, semplicemente.

Amici, capita anche a voi questa cosa? Sentite che sta succedendo qualcosa? Lo sapete, in qualche modo. Non sapete che cosa, ovviamente, ma sentite che qualcosa sta succedendo e succederà. Ne siete certi.

Un giro in bicicletta: è dalle cose più banali che nascono i sentimenti più forti.

Avevo preso il cellulare con me e avevo messo della musica di Sakamoto.

A un certo punto ho visto un bambino su una bicicletta che pedalava. L’ho seguito per un tratto: era sulla stessa strada che stavo percorrendo io e, intanto, lo guardavo. Lui sembrò accorgersi che qualcuno lo stava guardando e cominciò a voltarsi indietro più volte. Lo guardavo anch’io.

L’ho superato. Lui era come immobile, come un gattino che ha paura che un predatore possa aggredirlo. Stava con gli occhi tesi, la testa tesa, lo sguardo fisso in avanti. Quando sono passato, è rimasto fermo, con gli occhi fissi sulla strada.

Dopo un tratto ebbi la sensazione che stesse pedalando forsennatamente dietro di me. Sentii che voleva superarmi, ma era come se non ne avesse il coraggio. Poi mi raggiunse e si mise alla pari, sempre guardando avanti. Era come se avesse paura di guardarmi in faccia.

In ogni caso non mi superò. Non so perché. Tornò indietro.

Io continuai ad andare avanti. Dopo un po’ mi voltai.

Quando la strada fece una curva e tornò indietro, guardai dal basso verso l’alto, ma il bambino non c’era più. Percorsi ancora un bel tratto, ma non lo vidi più.

Chi era? Non lo saprò mai… Ma forse qualcosa, dentro il mio cuore, me lo dice.

Quel bambino ero io.

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