La slitta già preparata sovraccarica di doni, attendeva sulla pista di lancio circondata dalla neve.

I folletti le giravano intorno per verificare la tenuta del carico, una corda ben stretta da una parte, un'altra sulla parte più alta dove era possibile un crollo dei regali…

Babbo si era raccomandato che tutto fosse in ordine, il tempo come sempre era poco e non voleva perderne altro per recuperare qualche pacco disperso fra le nuvole. 

Rudolph era impaziente di partire. Dalle sue narici usciva un lungo e freddo fiato bianco, aveva ancora il famoso naso rosso spento, inutile accenderlo se erano ancora fermi, si voltò verso le compagne di viaggio e notò che mancava una di loro. Che cosa poteva essere successo, era in agitazione per il ritardo che si stava accumulando, Babbo nemmeno si vedeva, poi toccava a lui volare più in fretta possibile per portare i doni a tutti i bambini. Non poteva muoversi perché tutti i finimenti erano stati già attaccati, ma mancava una renna. 

Si girò verso Donato che era quello più vicino a lui e gli chiese:  «Donato perché siamo ancora fermi?  il tempo passa ho paura che non ce la faremo a finire il giro, che cavolo succede? Proprio stasera doveva capitare questo inconveniente.» 

«Cosa ti posso dire Rudolph, avevo sentito che si lamentavano. Ballerina aveva dei disturbi e le amiche non volevano lasciarla sola, è dovuto intervenire Babbo per metterle in riga.»

«Accidenti – esclamò Rudolph – questa non ci voleva, lo sapete anche voi che se non siamo al completo la slitta non si muove. Poveri bambini quest’anno resteranno senza doni, una vera disgrazia.»

Mentre lui e Donato stavano discutendo sul problema, dalla casa uscì Babbo con il suo pancione rotondo. Teneva per le redini una renna molto giovane che orgogliosa trotterellava al suo fianco. Arrivati alla slitta la legò al posto vuoto lasciato da Ballerina, tutte le altre si voltarono con uno sguardo di stupore mormorando tra loro.

«Ehi Cometa, ma chi è quella?  - Mormorò risentita Donnola – Cosa crede di fare al posto di Ballerina, hai visto com'è giovane e magra? Non credo sia capace di reggere un viaggio così impegnativo.»

«Dai, non cominciare con le tue fantasie, se Babbo l’ha scelta allora può farcela. Mi sa che sei un po’ invidiosa, sappiamo tutti che ti sarebbe piaciuto spostarti  più avanti. Aspettiamo che ci dica qualcosa, non ti pare?»

«Speriamo bene, ma ho ancora i miei dubbi.» Rispose l’amica bofonchiando.

«Allora ragazze e ragazzi, - esordì Babbo con quella sua voce argentina ma potente, «come avete notato la nostra Ballerina oggi non si sente bene. Voleva venire a tutti i costi ma ho preferito farla riposare, non potevo correre il rischio peggiorasse durante il viaggio, sarebbe stata una vera catastrofe. Ho preferito far debuttare questa nuova compagna: si chiama Speedy e quest’anno sarà la sostituta della nostra ammalata. Mi raccomando non cominciate a farle domande e a distrarvi dal vostro compito, siamo in grande ritardo e dobbiamo sbrigarci.»

Detto questo si mise davanti, pronunciò la formula abituale, sparse la polvere magica e diede uno strattone alle redini.

Rudolph accese il suo naso e in un attimo si ritrovarono nel buio circondati dalle stelle. Fecero un giro sul villaggio per salutare i folletti che erano usciti in massa con la signora Natale anche lei nella neve e con il naso all’insù. Poi si diressero a Sud per arrivare  in fretta alle prime città del Nord e alleggerire il carico per volare più leggeri sul resto del mondo.

Durante la prima sosta, mentre Babbo s’incaricava della consegna dei doni, le renne ripresero fiato, tutti gli occhi erano puntati sulla novellina che se ne stava in silenzio aspettando la ripartenza. Non conosceva nessuna delle altre, aveva sentito i commenti quando era arrivata e la cosa l’aveva fatta star male. Era orgogliosa di essere stata scelta nel campo di addestramento, era una delle più giovani e reputava un onore far parte della spedizione natalizia. Provò a parlare rivolgendosi alla sua vicina Freccia che, per ingannare l’attesa, ruminava di nascosto un po’ del fieno sotto il piano della slitta e che era il loro pranzo sulla via di ritorno.

«Ciao,» disse «non abbiamo avuto il tempo di presentarci, io sono Speedy e sono super felice di essere con voi. Certo mi dispiace per la vostra compagna di sempre,  ma non è colpa mia.»

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