Innamorarsi è un azzardo. Innamorarsi di una donna che abita a 1.400 chilometri da te è una scommessa notevole, come fare una puntata al buio. Innamorarsi di una donna che abita a 1.400 chilometri da te, nel corso di una pandemia mondiale, è come rischiare un all-in avendo una coppia di 2. Eppure succede. E’ successo a me e quel che è peggio, è che non mi pento affatto. Anzi, potessi, rifarei esattamente tutto. Perché quando trovi ciò che ho trovato io, ogni scommessa, ogni puntata, anche la più assurda, vale il prezzo dell’incognita.

 

Accade che un uomo e una donna si incontrano. Si guardano. Gli occhi di lui si posano sul viso di lei, sui suoi occhi, grandi immensi, pieni di sogni, di luce, di voglia di vivere. Sulla sua bocca così carnosa da sembrare irreale. Il labbro superiore impertinente. Sporge leggermente, un po’ di più di quello inferiore. Poi scivolano sul suo collo nudo che svetta fuori da una maglia aderente. Lambiscono le sue forme, reclinano sui suoi fianchi, lungo le sue gambe. È bellissima. Così fa lei. Gli occhi di lei si soffermano sugli occhi di lui, sulle sue labbra, larghe, anch’esse carnose, sul suo torace coperto da una camicia celeste. Si insinuano tra i bottoni come a snidare la pelle. Finiscono sulle sue mani. Così grandi vicino alle sue, minute e fragili. E poi è un gioco di parole, di sguardi, di corpi che si muovono nella notte, sotto le luci rosse e blu e gialle del concerto.

 

E poi è una discesa. Messaggi. Telefonate. Discorsi. Risate. Tante risate. Come due piccoli giullari che trovano godimento dai loro frizzi e lazzi. La storia di lei si affaccia, si affaccia la storia di lui. Le loro conquiste, le loro cadute. Gioie e dolori. Zone d’ombra e raggi di sole. Viaggi. Ginocchia sbucciate, piedi stanchi, volti di sconosciuti. Vita vissuta. Vita passata. Desideri. Sogni. Emblemi incastonati in una gerarchia di immagini e di suoni. E lui la vuole incontrare. E lei lo vuole incontrare. Un appuntamento che non è un appuntamento. Un ci vediamo lì. Se ti va.

 

 Un virus si diffonde. Ora dopo ora. Giorno dopo giorno. Inarrestabile. Ambiguo. Oscuro. Miete vittime. Ma è ancora lontano. E la gente ne parla scherzando. Quasi come se non capisse che le frontiere per questo virus non esistono. Non esistono età. Non esistono ragioni. Non esiste il sacro. Si propaga, come un vento che si insinua ovunque. Brulica e si moltiplica. Corre e deflagra. E morde. Lascia i segni del proprio terrore. Ma tanto è lontano. E la gente ride. La gente si raduna e beve. E scherza. E non sa.

 

Ed è la notte di Capodanno. Di un capodanno strano di piccole attese. Divisi prima di ritrovarsi. Lei dai suoi, lui da amici che molla istantaneamente non appena arriva il messaggio. Quel messaggio. Un luogo, all’aperto. Vicino una piazza in festa. Eccoli. A pochi passi l’uno dall’altra. E sono di nuovo sguardi, un bacio sulle gote. Profumi che si mischiano. Sensazioni sulla pelle. Piccoli impercettibili brividi quando si sfiorano. Una mano di lui sul fianco di lei ad accompagnare i cambiamenti di direzione, zigzagando tra la gente. E poi occhi negli occhi, non sempre, ogni tanto, furtivamente. E lei è bellissima, come sempre. E lui sta per sciogliersi definitivamente. Le dita di lui sfiorano quelle di lei, le cercano, le carezzano clandestinamente, come un ladro, che in una notte salmastra pregusta un furto. E lei non le ritira. Cede il passo. Attende. Gioco di sguardi. Parole che si inseguono e occhi che giocano a rimpiattino. E’ l’ora dei saluti. Ti accompagno. No grazie, ho un passaggio. Ci sentiamo domani. Va bene. Ciao.

 

I giorni si inseguono esattamente come loro due. Quell’uomo e quella donna. Costantemente a cercarsi, a dirsi cose. Piccole e grandi confessioni di una vita spesa. E tenerezze, tepore, miele.  E telefonate fiume. E incontri. E baci e mani che si scrutano, si percorrono, si risalgono come fiumi. E pensieri che si rincorrono. Fino al giorno della partenza. Occhi negli occhi, la mano di lui sulla mano di lei. E nell’esatto momento in cui lei sta per alzarsi dal tavolo, vede una parola che non aspettava, palesarsi davanti i suoi occhi. Destino. Grande. A caratteri cubitali. DESTINO. Il taxi è davanti l’entrata dell’aeroporto. I loro corpi sono di nuovo avvinti. Le loro labbra si stanno salutando, così come le loro mani, la loro pelle. 

 

 E il virus è arrivato. E’ entrato nelle case senza bussare. Ha preso a schiaffi la stupidità della gente distratta. Ha divorato vite. Annichilito essenze. Come un’eruzione. Come una lava incandescente, incessante, distruttiva che prosegue dritta per la propria strada incurante dell’orrore che semina. Della disperazione che lascia. Ed è ovunque. E non si può fermare. E chiudono gli uffici, chiudono i negozi, chiudono le scuole. Ma è troppo tardi. Lui è già qui e scorrazza libero nelle città semideserte. Ed è solo l’inizio.

 

Decreti ministeriali. Corsa a perdifiato per fermare il tempo. Scuole chiuse. Stadi vuoti. Ristoranti spenti. Centri commerciali desolati. E tutto si ferma. Si fermano le città. Si fermano i paesi. Si fermano i porti. Si ferma la gente. Si ferma tutto. Tutto tranne lui, il virus, che cresce. Minaccioso e truce. Tiranno. Rastrella vittime con la perizia di un cercatore d’oro. E la nazione si sveglia. Si ritrova dentro un incubo. Si ritrova a fare i conti con la realtà. Ed è crisi. Ed è paura. Ed è troppo tardi. Aumentano i contagi. Aumentano i morti. A dismisura. Ovunque. Soprattutto al Nord. Il ricco e potente nord che ora si trova inerme e fragile. Privo di difese. Pronto a capitolare.

 

Lui e lei. Divisi. Divisi dai chilometri. Divisi dal virus. Divisi dai divieti. Eppure si amano. E si cercano. E si immaginano l’uno accanto all’altra. E se lo immaginano così prepotentemente che arrivano anche a vederlo. Vedersi in un letto. Quel letto, teatro d’amore e di passione. Lei raggomitolata dentro l’abbraccio del suo uomo che l’avvolge di calore. E si amano lo stesso. E si dicono cose. Parole. Suoni. Carezze che non potrebbero arrivare a destinazione eppure ci arrivano lo stesso. Perché lei lo vuole e lo vuole lui. E sono due cuori che battono all’unisono. E voci che si rincorrono. E corpi che si penetrano. E miele che scorre, fluido come burro fuso. 

 

Fuori la tempesta impazza. Le strade sono vuote. La gente non si tocca più. Tutti sono isole a se stanti. Eppure non in quel letto. Non tra loro due che sanno cosa dirsi. Sanno dove trovarsi. In quello spazio immaginario solo loro che sa di tepore e morsi, di carezze e di rincorse, di coraggio e lacrime, di voglie e di tenerezze. Perché a breve o forse no si ritroveranno. Perché ora che si sono trovati, non importa quando, ma si ritroveranno. E maggiori saranno le avversità e maggiore questo grido che si eleverà alto, come una canzone possente, un ululato d’amore puro che taglia in due la notte. Perché loro sono uno anche se divisi. Perché quella parola ha una senso. Grande. Caratteri maiuscoli. DESTINO.

Tutti i racconti

0
0
6

RV 5564 IL TRENO DELLA SPERANZA

24 August 2026

Ore 5,10 A.M. Binario 3. Poche sparute persone in attesa sulla banchina ferroviaria della stazione. Il cicalino segnala le aperture delle porte del treno regionale. Il treno ancora avvolto dalla notte sul finire di una estate infuocata, si muove lento facendosi spazio tra pali fili elettrici [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

0
0
2

MARZIANO

CENTRALE PARANOICA 12

24 August 2026

Hi, qui è la Centrale Paranoica! Ma davvero ci credete? Sono la Centrale Paranoica dal Transcend Village o un dirty joke del dott. Stella, o ancora un trucco del CONTROLLO infiltrato nella zona libera o un’altra mascherina ancora dietro cui si nasconde un Ubik cannibale? Siete vulnerabili alla [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

8
6
61

Un messaggio dal passato

23 August 2026

Quando mia madre è morta, è successo qualcosa che non avevo previsto. Il dolore, invece di lasciarmi immobile, mi ha spinto all’indietro. Sempre più indietro. Avevo bisogno di scavare nel passato, perché era l’unico modo che mi era rimasto per immaginare un futuro senza di lei. Così ho cominciato [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • lottimista: Dolore, dolcezza, nostalgia che senti addosso, raccontati da una penna agile [...]

  • Jeanjeudi: Bello. Vero. Complimenti sentiti.

4
4
28

Lo strapazzo, poi mi ammazzo

23 August 2026

Era bello che per quel giorno lavorassimo accanto, troppo tempo era passato. Mi disse subito che la bambina stava più che bene e per piacere di non farle altre domande. Avevo un sorrisetto destato dall'ammirazione per la splendida forma fisica della mia ex moglie, inebetito e pronto a pagare le [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
7
49

IL RACCONTO DI DIO

DIO SI FA UN GIRO NEL QUARTIERE

22 August 2026

Erano giorni che si diceva che nel quartiere girasse una macchina sospetta. Un attentatore, forse, ma chi veniva ad attentare alla vita di disperati come noi? Le bombe, se ci vedevano, sarebbero implose da sole. Allora, l’ipotesi più accreditata era che potesse essere un maniaco. Io ascoltavo questi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Ondine: Originale e ben scritto. Ho apprezzato molto anche i commenti.

  • zeroassoluto: Benvenuto "ragazzo"!!!
    Ho super apprezzato...

5
5
31

La mia famiglia

22 August 2026

La mia famiglia è sparpagliata. Un pezzo qua e un pezzo là. Amiche lontane e vicine, sorelle nel cuore, ognuna con la sua vita e presenti come anime fluttuanti. Vecchi amori che restano, trasformati, migliorati. È due creature che parlano una lingua diversa dalla mia, fatta di carezze, accudimento [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • zeroassoluto: A volte non sappiamo chi siamo e cerchiamo spasmodicamente di ricomporci.
    Ma [...]

  • ducapaso: Spettatrice, quindi il denominatore comune della tua famiglia sei tu?
    Un [...]

7
14
65

Pedicure

… un giorno lontano in autobus…

21 August 2026

Quel vecchio la guardava con un occhio solo; l’altro non si capiva bene dove puntasse, ma quello buono era fisso su di lei. Si girò dall’altra parte e si spostò più in là. La fissava ancora. Sì. Anzi, i loro sguardi si incrociarono: o meglio, gli occhi di lei incontrarono l’unico occhio di lui. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Riccardo: davvero molto carino Ondine, Brava.E come dice Paolo non hai saputo saputo [...]

  • Ondine: Ciao Riccardo,
    Scoprendo Forrester, l'ho visto e anche più di [...]

4
11
43

Gabriel

21 August 2026

Uno sguardo di troppo Un incontro forzato Uno sparo nel buio Una giusta condanna Gabriel do Santos anni 25 brasiliano, bianco, capelli biondi, pelle ambrata e corpo da efebo. Gesti gentili, ma occhi freddi e determinati. Ora era in piedi reggendo sulle mani il kit di vestiario che l’Istituto [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Un racconto che sa fi vento gelido. like

  • Teo Bo: Urka! Momento giallo vissuto con intensità. Grazie per la gratificazione [...]

6
10
70

La donna volante

20 August 2026

Volava, volava, volava. Le bastava chiudere gli occhi, anche solo per un istante, e in quel buio lei poteva scorgere le nuvole, tutte intorno a sé. E mille giochi di luce le danzavano intorno, quando i raggi del sole si insinuavano in quel manto candido e soffice. Non importava chi ci fosse [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
14
46

Che fare?

20 August 2026

Che condizione strana. Più mi fai felice più sono spaventato. E tu sei come me: sei spaventata. Come faremo a sapere come si concluderà tutto questo? Ci distruggeremo a vicenda, oppure ci salveremo l'un l'altro? Nel frattempo, però, che male. Quanto mi pesava il petto, sapendo che stavo costruendo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Mary: Magari esseri di luce, non so...comunque anche essere innamorati della sofferenza [...]

  • Riccardo: Una delle frasi più celebri di Fëdor Dostoevskij sulla felicità [...]

4
4
41

SOGNO ALCHEMICO

19 August 2026

Nigredo Era calata una notte scura senza luna. Lui stava percorrendo il sentiero nel bosco con l'istinto di un animale selvatico. Il maestro gli aveva appoggiato la mano sulla fronte ed era rimasto in silenzio ad occhi chiusi a pregare. Alla luce di una candela gli aveva indicato la porta e lo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: carino....ma c'è un continuo?Like

  • zeroassoluto: Mi piace capire, like!.. da wikipedia:
    Magnum Opus (alchimia) - Wikipedia [...]

6
9
53

Zia Evelina

19 August 2026

Pomeriggio inoltrato di metà luglio. Squilla il telefono. «Pronto?» «Buongiorno, lei è il signor Gustavo Fiorito?» «Sì, sono io.» «La chiamo dallo studio del notaio Velasco. Dovrebbe venire venerdì prossimo alle 18 per comunicazioni riguardo alla signora Evelina Santorelli, deceduta un mese fa.» [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Ognuno ha il diritto di vivere come vuole: basta non far male a nessuno. PEr [...]

  • Riccardo: molto molto dolce! Un plauso ad Evelina, donna che non si è piegata [...]

Torna su