Valentine, come ogni mattina, iniziò a sfogliare il quotidiano e giunse alla pagina dei necrologi. La sua curiosità venne attirata da poche ma significative righe:
Non è più tra noi
Mr Larry Fisher
Lo piangono la moglie Laura e i figli Jason e Eden.
Proseguì: i funerali si terranno presso la Parrocchia Saint John mercoledì 28 maggio alle ore 10.
Valentine spostò lo sguardo dal Washinton Post al calendario: per la miseria, era domani!
“E brava Laura, alla fine ce l’hai fatta a beccarti tutta l’eredità” pensò sogghignando. Non aveva più scuse per rifiutare la sua proposta. Mise pochi effetti personali nella borsa in finta pelle verde, si recò alla stazione dei pullman, fece il biglietto per New York, salì e iniziò a pensare.
Laura Pratt era stata una delle più belle ragazze di Brooklyn. L’aveva conosciuta proprio grazie a Larry Fisher, suo compagno al liceo e capitano della squadra di basket, presidente del circolo studenti, rappresentante di istituto, membro del College Act Studio of N.Y. nonché primo della classe e fidanzato di Laura. All’epoca lui, Valentine, restava dietro alle quinte in tutte le attività, attendeva sornione come un gatto che le occasioni gli attraversassero la strada per caso e, con balzo felino cercava di agguantarle. Peccato che spesso fossero altri artigli ad arrivare prima. 
Laura Pratt era una di quelle occasioni sfuggite: senza troppo dare nell’occhio l’aveva corteggiata in sordina per un anno intero, riuscendo persino a ottenere il permesso di cingerle le spalle con il suo braccio sinistro. Non aveva capito per quale motivo un attimo dopo non solo il suo braccio sinistro non cingeva più le spalle di Laura ma lei era addirittura finita stritolata fra entrambe le braccia del forzuto, aitante e prestante Larry Fisher. Terminato il liceo ne aveva perse le tracce fino a che li aveva ritrovati nel quartiere di New Jersey mentre lavorava al restauro di una delle lussuose villette. Laura non era cambiata affatto: aveva sposato Larry, aveva sfornato due marmocchi e faceva la vita da signora nel villino che il rampante marito aveva ereditato dai nonni. All’epoca Valentine aveva convinto i due ex compagni di scuola a procedere con alcune modifiche nella loro casa e si era offerto, a una somma particolarmente modesta, di occuparsene personalmente. Fu così che iniziò per Valentine il lungo periodo di restauro a casa Fisher, così lungo che si ritrovò in un batter d’occhi a pranzo e cena con Laura, senza la presenza di Larry che, costretto al lavoro, restava ignaro delle trame dell’insignificante Valentine.
Tra i due ritornò la complicità dei vecchi liceali e, pochi mesi dopo, il braccio sinistro di Valentine tornò a posarsi sulle spalle di Laura. Non solo, Laura iniziò a lamentarsi del marito sempre al lavoro, delle responsabilità famigliari che incombevano tutte su di lei e della tristezza che sovente la assaliva durante le sere trascorse in solitudine mentre Larry era in trasferta. Il braccio sinistro di Valentine iniziò a esplorare altrove e dalle spalle proseguì per altri lidi. Fu il periodo più entusiasmante della sua opaca vita: Laura Pratt era diventata sua!
Un mese dopo, l’idillio terminò e, improvvisamente, Laura Pratt disse a Valentine Stewart che la relazione si sarebbe  interrotta in quel momento. Nessuna spiegazione. Niente di niente. Valentine si riprese i pennelli, i secchi e le vernici, le caricò sul furgone e lasciò le villette del New Jersey.
Una volta giunto alla St. John Church si trovò davanti a una enorme folla vociante, vestita di nero e dallo sguardo pallido.
“Perché i ricchi devono per forza essere sempre così pallidi?” si domandò. 

Quasi con assoluta certezza pensò che Laura non si sarebbe accorta della sua presenza ma non aveva fatto tanta strada per essere ignorato, compostamente si accodò alla lunga fila che pazientemente attendeva il proprio turno per arrivare a porgere le condoglianze alla ricca vedova. Quando toccò a lui esitò per un attimo con lo sguardo rivolto a terra, fino a che non udì Laura dire: “Valentine?!”
Alzò lo sguardo e sorrise. Laura spalancò le braccia e lo accolse commossa. Fu in quel momento che il suo braccio sinistro tornò a cingere le spalle della vedova più ricca del mondo: Laura Pratt.
 

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