Tanto tempo fa in un piccolo paesino era stato fondato un'umile istituto, o anche centro se volete, dove ogni bambino e ogni adulto poteva venire e prendere parte al corso che più desiderava poiché in quel posto tutti i sogni potevano realizzarsi. Ma il vero insegnamento era come non avere pregiudizi e come rispettarsi l'uno con l'altro. Voi penserete che sto scherzando, dunque mi dispiace dirvi che per quanto io possa essere una persona spiritosa sto dicendo la verità. 

Sembra un posto troppo bello per essere reale, vero? Ebbene, tutto può esistere se lo vogliamo e ogni cosa si può creare se lo desideriamo. 

E proprio questo aveva fatto Jenny: aveva creduto di farcela e aveva inventato un posto del genere.

Ma non era sempre facile perché come Jenny ben sapeva non tutti condividevano il suo pensiero, ma il problema non era questo. Il problema nasceva nel momento in cui quel qualcuno offendeva o non rispettava quel suo pensiero. 

E proprio quel giorno Jenny avrebbe messo qualcuno al suo posto. 

 

Era un giorno come tutti gli altri e Jenny, la nostra protagonista, si trovava in una piccola aula vuota parlando con tre grandi amici e collaboratori. 

Benjamin soprattutto era uno dei suoi migliori amici ed era abbastanza ‘particolare’, mentre Mark e Ivan erano due ragazzi giunti da poco che avevano in mente di unirsi alla grande squadra di Jenny. 

Una lezione in quell'aula era finita da poco, quindi i nostri ragazzi avevano tutto il tempo del mondo. Si misero a parlare del più e del meno, arrivando anche a toccare argomenti inerenti alla scuola, finché non bussarono alla porta dell'aula.

“Chi sarà?”, domandò Jenny, pensando che forse qualche studente che poteva essersi dimenticato qualcosa. 

Benjamin alzò le spalle e accompagnò Jenny alla porta, mentre Mark e Ivan nel frattempo si erano seduti. 

“Sì?”, chiese Jenny quando aprendo la porta si ritrovò di fronte un uomo alto e possente, vestito di tutto punto e con uno sguardo austero e calcolatore.

“Mi dica.”, disse Jenny sorridendo. 

L'uomo squadrò tutti e quattro e in particolare i suoi occhi caddero su Benjamin, che portava alcune ciocche di capelli colorati.

“Sono venuto perché mi hanno detto che questo è un buon istituto e vorrei iscrivere mio figlio.", disse, anche se dal tono sembrava poco convinto.

“Certo, mi segua e ne parliamo subito.”, rispose Jenny sempre sorridendo e facendogli cenno di seguirla. 

L'uomo si guardava intorno notando ogni piccolo particolare di quella scuola tappezzata di frasi positive e tanti disegni.

Jenny aprì la porta del suo studio e gli indicò dove sedersi.

“Bene, dovrebbe darmi i dati di suo figlio e a che corso sarebbe interessato, o posso passarle una lista che può leggere per decidere.” 

L'uomo annuì e le dettò tutti i dati di suo figlio.

“Scusi, le devo fare una domanda.", disse l'uomo in seguito inarcando le sopracciglia e con un tono molto poco gentile.

“Sì, la prego." 

“Quel tizio che si trovava con lei prima… insegna qua? Voglio dire, quello con i capelli colorati?”

“Benjamin? No, non proprio però viene spesso ad aiutare.”

L'uomo assunse una faccia contrariata.

“C'è qualche problema?”, domandò Jenny gentilmente.

“Ha una laurea quel ragazzo?”, chiese nuovamente.

Jenny si portò la penna alla bocca prima di rispondere. 

“No, che io sappia no.” 

L'uomo scrollò la testa come a voler dire che ora capiva tutto.

“Ma non credo sia un problema, lei che ne pensa?”

“No, no! Infatti non insegna!", rispose con un ghigno.

“Ma potrebbe farlo. In questo istituto chiunque può fare qualcosa, se ci mette impegno e passione. La cosa più importante è non avere pregiudizi.", esclamò Jenny con calma.

“Io non ho pregiudizi!", rispose questi alterato.

“Però è d'accordo con me che ci devono essere certi stili che vanno rispettati!"
Jenny lo scrutò pensierosa.

“Lei è laureato?”

“Ho preso la laurea due volte e mi considero pienamente acculturato! Sono molto intelligente!" 

“Questo non lo metto in dubbio.”, disse Jenny sorridendo.

“Sa io però mi azzardo a dire che considero l'intelligenza in altri termini. Per me e per noi dell'istituto l'intelligenza è soprattutto rispettare gli altri, rispettare le diverse opinioni, provare a essere non violenti, aiutare chi è in difficoltà. Non consideriamo qualcuno migliore di un altro da un voto o da quante certificazioni possiede.”

L'uomo sembrava scioccato. 

“Mi sta dicendo che secondo lei chi prende bei voti o si laurea col massimo è un'idiota?”

Jenny si avvicinò un po' di più all'uomo incrociando le mani.

“No, io sono d'accordo con lei perché non è da tutti riuscire a raggiungere simili traguardi. Quello che voglio dire è che il mondo è bello anche perché è diverso. Lei fa il suo lavoro dopo anni di studio e fatica, io dirigo un istituto e faccio la pittrice, il mio amico Benjamin è particolare a modo suo, ma è volontario e svolge un lavoro serio e onesto. Gli altri due ragazzi che erano con me nell'aula recitano, sono attori. E ognuno a modo loro è felice. E non importa che colore di capelli hanno, che cosa indossano o il loro tipo di orientamento o religione. Ognuno di loro, come noi, ha la sua storia, la sua fragilità e la sua forza. Ecco perché qua non c'interessano i pregiudizi.”

L'uomo guardò Jenny incredulo e senza neanche salutare prese e se ne andò sbattendo la porta.

Jenny sospirò. Sapeva che ognuno aveva il proprio pensiero, la propria idea, ma poteva metterli al loro posto perché il rispetto era più importante di qualsiasi cosa. 

E così valeva anche per i pregiudizi. Almeno dentro a quel piccolo mondo loro non esistevano, chi voleva poteva unirsi e chi no poteva andarsene. La scelta era libera.

“Quasi quasi cambiamo nome a quest'istituto.”, pensò Jenny sorridendo e osservando come alcuni bambini giocavano tra di loro fuori nel giardino. 

“Lo chiameremo: il mondo dei non pregiudizi.” 

 

Questa è un piccolo racconto ambientato in un luogo di fantasia, tuttavia i discorsi tra i personaggi sono assolutamente veri. 

Nel pieno rispetto e con la voglia di esprimere un mio parere ho dato vita a questo breve componimento basato su fatti reali. 

 

"Ricorda solo una cosa: se non conosci qualcosa direttamente, in prima persona, questo non ha alcun valore, nessun significato. Quindi, addentrati senza alcun pregiudizio; né a favore né contro. Incamminati con un’apertura totale e osserva."

Osho

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