I ricordi più belli sono legati al bel tempo delle elementari.

La nostra era una piccolissima scuoletta di campagna, composta da due sole aule. Una al piano terra dove stavano i piccoli di prima e di seconda, noi grandi, terza, quarta e quinta al primo piano. Tre classi, diciassette bambini. Alcuni avrebbero finito con la quinta, altri (pochi) proseguivano verso le medie, mentre quacuno si sarebbe fermato alla quarta per affrontare il mondo del lavoro. All'epoca non si guardava tanto per il sottile e i bambini lavoravano.

Quanto a me, volevo disperatamente arrivare almeno in quinta. Di proseguire non se ne parlava nemmeno, ma non è il caso di raccontarlo qui.

L'edificio scolastico era veramente una casa di bambola, poco più di una cascina, aveva ospitato per tanti anni il municipio. Alla fine della guerra il comune del quale eravamo una frazione reclamò il diritto di radunare tutti i piccoli comuni del territorio, quelli con pochissimi abitanti, in un unico comune di vasto territorio. L'edificio fu adibito a scuola.

Un giorno di maggio, quasi alla fine dell'anno scolastico, la maestra era impegnata a preparare i ragazzi di quinta, per gli esami di fine anno, uno solo di loro avrebbe sostenuto l'esame d'ammissione per la scuola media ed era davvero bravo mentre gli altri tre erano le più belle zucche vuote presenti sul campo. Mentre l signorina Riva faceva del suo meglio per inculcare un po' di storia o geografia ai suddetti elementi di quinta, a noi delle classi inferiori aveva assegnato un noioso compito di italiano, questo al mattino.Si tornava a scuola dalle quattordici alle sedici.

Alle due e dieci minuti, con un caldo che invogliava a stendersi sotto un albero e dormire, eravamo tutti un po irrequieti, forse per il caldo o stanchi dell'anno scolastico quasi giunto alla fine, fatto sta che il mio compagno di banco, Piero, occhiali spessi un dito, permaloso e irascibile, trovò il modo per litigare con Luciano del banco davanti. Se le stavano suonando di santa ragione quando la maestra si girò e mi chiamò ad alta voce

<<Si può sapere che stai facendo? Possibile che sei sempre tu a disturbare?>>

<<Veramente io... stavo leggendo... sono loro due che litigano>>

<<In ogni caso sono sicura che centri anche tu, quindi adesso te ne vai fuori, in castigo, sul pianerottolo>> Rossa fino alla punta dei piedi, sentivo le risatine dei compagni e già immaginavo i commenti dopo la scuola. Bulletti di merda. Stavo quasi per dirlo ad alta voce e dissi <<Posso prendere un libro?>> e indicai timidamente lo scaffale libreria del quale dovevo leggere ancora una decina di romanzi per ragazzi.

<<Assolutamente no, sei in castigo non a divertirti>>.

Uscii senza fiatare, tanto era inutile.

Non ho mai capito perchè mi fosse così ostile. L'antipatia risaliva fin dal primo giorno in cui, arrivata fresca, fresca dal Veneto, con tanto di lettera di accompagnamento della direttrice didattica della mia scuola. Mancavano solo pochi giorni alla fine dell'anno scolastico. La signorina Riva mi aveva guardata come se fossi un extraterrestre e mi aveva messa in croce fino al termine, ben felice di lasciarmi ad un'altra insegnante per il terzo anno. Con la Fiorelli non ebbi mai problemi, era gentile e carina.

Sul pianerottolo di pietra l'aria era fresca, una leggera brezza faceva svolazzare la tendina bianca e muoveva le foglie del geranio della bidella. L'osservai per qualche istante e poi la mia attenzione si spostò sulla bandiera arrotolata appesa ai ganci sul muro della scala che portava in soffitta. La gloriosa bandiera del comune, tutta strappata e ricucita con vistosi rammendi. Al centro, nella parte bianca, al posto dei vari simboli nazionali campeggiava un dipinto raffigurante un macigno rotolante giù dalla montagna sul paesello portandoselo via.

Il fatto è accaduto veramente nel seicento o giù di li, una frana colossale si era staccata dalla montagna e aveva distrutto un intero paese, in fondo aveva trovato un torrente in piena che l'aveva aiutata a spazzare via tutto. Ad eterna memoria rimaneva il dipinto sulla bandiera e il motto "Caddo è caduto e Caddo cadrà".

A ben guardare il pericolo di un'altra frana è ancora possibile. Non mi impensierì più di tanto e la mia attenzione fu attratta dalla porta del solaio, aperta! Strano che la bidella avesse dimenticato di chiuderla e a noi bambini era tassativamente proibito salire quella scala. Cosa c'è di più invitante, per una curiosona come me.

Un po' impaurita, perchè se la maestra mi avesse richiamata in classe vedendomi sulla scala avrei passato un mare di guai. Entrai in soffitta col batticuore, la finestra aperta sul lato nord, in ombra, lasciava tuttavia entrare abbastanza luce e cominciai l'esplorazione. Vi erano numerosi bauli chiusi da grossi lucchetti di ferro di fattura antica, una piccola scrivania di legno nero e tanti oggetti di cui non conoscevo l'uso, perfino una grossa cassa di legno senza lucchetto. Senza pensarci su, la aprii e dentro scoprii un mondo di meraviglie.

Tutti i racconti

4
3
30

Gli specchi

14 January 2026

Una fredda domenica di dicembre passeggiavo tra gli edifici chiusi e vuoti del Politecnico di Milano. Mi faceva impressione vedere il campus universitario quasi completamente deserto. Mentre mi guardavo intorno però i ricordi iniziarono a fluire e a prendere spazio, fino a riempire quello sfondo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Molto carino.Like

  • Maria Merlo: L'ho letto davvero volentieri e mi sono un po' ritrovata nella tua [...]

5
5
37

Il triciclo

14 January 2026

"Buongiorno, ispettore, come va?" Chiese il barista dietro il bancone. "Buongiorno, Antonio… lo sai che ormai sono in pensione… non chiamarmi più ispettore." Lanciò uno sguardo che oscillava tra il sornione e il faceto. Da trent’anni circa, prima come ispettore e poi da pensionato, veniva in quel [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
8
109

L'ultimo incontro

13 January 2026

Il giornale radio comunicò che sulle montagne era in corso la prima nevicata dell'inverno. Parcheggiammo in Via Torino. Scendemmo dall'auto. Il pulviscolo luminoso dei lampioni impediva di vedere il cielo. L'aria era pungente. Entrammo nell'alcova. In ogni angolo della stanza dei candelabri indiani [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Simone Graziosi: Buongiorno a Tutti. Sul sito www.spreaker.com sono stati pubblicati dei podcast [...]

  • Walter Fest: Grazzie un sacco Simo' , certo che andremo a sentirti sur poddecast.

3
4
57

MISERIA E NOBREZA

13 January 2026

“Diz que deu, diz que da’, diz que Deus darà” Le voci un po’ gracchianti di Caetano e Chico, provenivano da una vecchia radio distrattamente collocata su uno dei tanti balconcini, in uno dei numerosi vicoli di quel gigantesco agglomerato urbano chiamato “Rocinha”. Un girone dantesco al contrario [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
6
155

Il furto

12 January 2026

La notte a Milano non è solo un'immagine in bianco e nero. Le luci si allungano, i rumori si sfumano e tutto sembra muoversi con un passo più lento. Mi ero iscritto a un workshop notturno per catturare proprio questa Milano diversa. Reflex pronta, cavalletto piazzato, tutto sotto controllo. Poi [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: ballo. Però poteva avvisare il professore.Like

  • FuoriFuoco: Eh sì 😂 grazie per l'apprezzamento!

1
2
103

Il Signore del Nulla

12 January 2026

Il Signore del Nulla Un giorno qualunque si apre su una crepa invisibile. Tra feste che si deformano, amori illusori e visioni apocalittiche, prende forma il Nulla: non un demone, ma la trama stessa che divora ogni realtà. Era una giornata di primavera, tiepida, quasi banale. Decisi di [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
6
137

La Crystal Pyramid

11 January 2026

Quando Lorenzo S. mise piede a Calerano, il paese stava attraversando la crisi più discussa degli ultimi dieci anni. Luisa, barista e moglie del fornaio, era scappata con il geometra Giuliani – pare per divergenze sui cornetti asimmetrici del marito – lasciando l’intera vallata a corto di caffè [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
6
61

L'uomo Nero 2/2

11 January 2026

Mentre piano piano sprofondava nel sonno, ebbe una nuova visione: qualcosa si muoveva nel muro. Poi lo rivedeva come in un film uscire dal piccolo buco impossibile, troppo stretto perché potesse passarci qualcuno. Invece ne usciva quella figura, alta, irreale, come se non appartenesse davvero a [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
3
139

Il silenzio

10 January 2026

Dopo tanto rumore finalmente il silenzio. Le orecchie fischiano. Il cuore batte forte. Il respiro è affannoso. Il corpo trema lievemente. Respiro. Piano piano. Il corpo ringrazia. Si calma. La mente ringrazia. C'è silenzio. Arriva la tanto ricercata pace. Il fischio nelle orecchie si placa. Inizio [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Dax: Bello...il silenzio a volte è un balsamo. like

  • Amelia: Grazie PREF e grazie Dax. Esatto, il silenzio è sia fonte di pace che [...]

3
5
44

L'uomo Nero 1/2

10 January 2026

A scuola Marco cercava di concentrarsi, ma senza successo. Continuava a pensare a Giulia e a come riuscire a farsi notare da lei. Aveva già terminato i compiti nell’ultima mezz’ora di lezione, persino quelli facoltativi. Sicuramente la professoressa Di Giovanni, l’insegnante di matematica, lo avrebbe [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
4
138

La casa di Jeeg 2/2

09 January 2026

«Ancora con ’ste fregnacce! Ascolta, vieni con noi e ti facciamo conoscere tante di quelle donne che ti scordi tutte ’ste minchiate!» Sbottò Sandro. All’improvviso il ragazzino partì di corsa e, al grido di: «Trasformazione… Jeeeeg…» si lanciò verso un buco nella siepe. Accorsi dall’altra parte [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: sa più il pazzo a casa sua che il.savio a casa degli altri.
    Mi ha [...]

  • GustavLebo: Ciao Walter Fest non sono romano ma ho vissuto qualche anno nella città [...]

4
7
128

Al Cèster

09 January 2026

È sabato e sono le undici di mattina. Ho voglia di uscire e andare al bar a prendere un caffè. In un piccolo paese come Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena, non c’è molto da fare. In fondo credo che sia così un po’ ovunque nelle province italiane: spesso l’unica alternativa al nulla [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

Torna su