Paolo Munegard si sedette vicino al finestrino, tamburellando con le dita contro il vetro gelido. Non ci volle molto perché le gocce d’acqua gli impedissero di guardare fuori, trasformando i finestrini doppi dell’aereo in un curioso quadro impressionista. Fino all’ultimo momento aveva avuto la fortissima tentazione di restare a terra, paralizzato dalla paura di volare, ma così facendo avrebbe perso l’appuntamento più importante della sua vita. L’aereo iniziò a rollare con dolcezza. Di lì a poco, si sarebbe fermato di colpo in mezzo alla pista per poi sfrecciare nel vuoto. Per un attimo, Paolo trattenne il fiato immaginandosi gli scenari più tragici. Proprio quando stava per alzarsi in preda al panico, una mano dalle unghie laccate di verde gli picchiettò seccamente sul braccio. La donna bionda accanto a lui, che un tempo era statala sua insegnante di inglese, lo fissava spazientita. I capelli indomabili, le labbra sottili colorate di rosso e l’abbigliamento stravagante la rendevano unica nel suo genere.
« La vuoi smettere di preoccuparti?»
Paolo tirò un  sospiro di sollievo e sentì che la tensione lo stava abbandonando.  
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In quello stesso momento, una maestosa nave da crociera stava facendo il suo ingresso nel porto di La Valletta. In molti si erano accalcati sul ponte armati di macchina fotografica, nell’inutile tentativo  di strappare un pezzetto d’anima a quel tramonto infuocato. Appoggiato alla balaustra della nave,  lo sguardo fisso verso le alte mura della città, un uomo contemplava il calar del sole. La pietra bianca della roccaforte per un attimo sembrò riflettere i suoi pensieri. In mezzo a tutte quelle persone, Leonardo Spada era solo.
Accanto a lui una ragazza dai capelli dorati lanciò un gridolino di gioia.
«Finalmente siamo arrivati, Leonardo! Non è meravigliosa? »
 L’uomo scosse la testa diverse volte, come a voler scacciare un’idea, e un sorriso amaro moltiplicò le rughe sulla pelle abbronzata.
La ragazza sorrise a sua volta, il viso dalla pelle chiara arrossato per il sole, gli occhi pieni d’amore.
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A parecchi chilometri di distanza, un’anzianasignora si era persa in una delle tante calli di Venezia. Magra e ossuta, i capelli grigi raccolti in uno chignon scompigliato,  Zelda Marchesin si passò una mano sulla fronte cercando di ricordare la strada. Lo scialle trapuntato di stelle che portava sulle spalle ondeggiava morbidamente al vento, lasciando intravedere il sacchettino color porpora che teneva legato al collo. Di fianco a lei, la sua migliore amica scosse la testa con aria disperata.
 «Non possiamo chiedere a qualcuno? Sono ore che camminiamo»
Zelda sbuffò, aprendo una cartina spiegazzata« Possiamo cavarcela benissimo da sole»
D’un tratto videro una stradina laterale che non avevano ancora percorso. Si scambiarono uno sguardo complice, certe di avercela fatta.
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Il cuore di Edimburgo ospita uno splendido giardino. E’ circondato da alte mura di pietra grigia e vi si accede attraverso un ampio cancello nero in ferro battuto. La vista che si gode da quel luogo al tramonto è unica … poco importa che si tratti di un cimitero.
Paolo Munegard estrasse dalla tasca della giacca il cellulare, e compose un numero.
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«E’ il momento?» rispose Leonardo Spada con l’aria un po’ autoritaria degli uomini di una volta,losguardo  fisso sul tramonto. Con la mano libera, estrasse una piccola scatoletta di metallo dalla borsa a tracolla.
«E la signora Zelda? Non dobbiamo aspettare anche lei? » chiese Paolo, che a sua volta reggeva  in mano una piccola urna.
«Quella non si è nemmeno portata dietro il cellulare!»
Leonardo interruppe la conversazione.
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Zelda, appoggiata al corrimano di pietra del Ponte dei Sospiri, soppesò per un attimo il sacchettino color porpora, alzandolo verso il cielo come a voler  fare un brindisi. Il tramonto illuminava il piccolo canale scavandosi uno spiraglio di luce tra le case alte e strette della città lagunare. La donna abbassò la mano, rovesciando una piccola nuvola di cenere nel vuoto.
«Addio, amica mia. Ne abbiamo passate tante insieme!».
Tre persone, tre momenti e un unico modo per ricordare Giada Costante, brillante professoressa d’inglese, amata moglie eamica fidata, complice di tante avventure.
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Semper fortis

10 December 2018

La verità è che questa è una frase che tatuerò presto sulla mia pelle. Devi mandare un segnale, devi lottare e passare attraverso tutte le sfumature della solitudine per capire appieno queste parole. C'è stato un periodo in cui avevo bisogno dell'approvazione e del sostegno. Ma la verità è che [...]

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VIAGGIO A BREMA

10 December 2018

Tirolo settentrionale, 1957. "È un po'di tempo che non ci vediamo e mi farebbe piacere rivederti. E farebbe piacere anche a Peter e ai ragazzi". Questo il tono della lettera che Freda aveva scritto a Monika, la sua amica d'infanzia. Così, dopo qualche tentennamento e considerando che era estate [...]

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Una storia

09 December 2018

Ero poco più che una bambina, quando l'alito appannava i vetri della stanza e stavo ore ad osservare la neve cadere, fantasticando di giocare a palle di neve affondando i piedi nel ghiaccio o soltanto immergervi le mani per formare un gran bel pupazzo tutto da ammirare. Già, perché le mie fragili [...]

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  • Giofilo: Grazie Puccia...mi fa piacere che approvi l'idea di fotografare la realtà [...]

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Vivere

09 December 2018

La dottoressa Knopfer preparava la lezione di biologia. Aveva studiato alla Queen Mary of London e ne divenne docente col tempo ottenendo una cattedra in molecolare. Si laureò in anticipo coi tempi; con l'intuito di un facchino sapeva rendersi utile ancor prima che servisse. Aveva appreso il seme [...]

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TERROR  EN  LA  CAPILLA  MORTUARIA

09 December 2018

Carmen si reca al cimitero per far visita ai propri defunti e portare dei fiori. Dopo aver allestito fiori e piante, sta per andar via, quando ricorda di dover portar fuori un secchio con dell'acqua. Scende nella cappella, ma un colpo di vento improvviso fa chiudere il cancelletto della stessa, [...]

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L'ALTRO NATALE

08 December 2018

E puntuale come ogni anno sta arrivando il Natale, neanche tanto in punta di piedi poi. Lui arriva e basta. Anche se nessuno, me compreso, lo ha invitato. Anche se sinceramente potrei farne a meno. Arriva come ogni anno in uno sfavillio di luci stroboscopiche visibili dalla Luna e odore di caldarroste [...]

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Rose blu - Gemelli - 3/3

Natale in giallo (P 3 di 3 Lorena)

08 December 2018

Tre mesi dopo Manuela esce di casa per andare all’università; stamattina esame di sociologia. Sale sul suo scooter, indossa il casco e mentre lo fa con la coda dell’occhio vede una figura che ha un che di conosciuto. L’uomo indossa un paio di Lewis sdruciti, un giubbotto di pelle scuro e occhiali [...]

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La banda di mastro Leonardo e il mistero degli amici

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Insegnami l'amore

07 December 2018

Amami come io non so fare insegnami l'infinito. raccontami l'amore con le tue mani. Fammi viaggiare nei deserti della passione. Prestami i tuoi occhi per scoprire le sfumature dell'alba. Allenami il cuore. Accarezza le mie paure fino a farle svanire come rugiada in un giorno di sole. [...]

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VITE  VAGANTI 

07 December 2018

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Rose blu - Gemelli - 2/3

Natale in giallo (P 2 di 3 Dario)

07 December 2018

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  • Roberta21: Dario sei veramente un talento gigante :)

  • Surya: Grande, grande, grande!!! E ora vado a leggere il finale di Lorena

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Angeli

06 December 2018

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  • Surya: Wow! Bravo Giuseppe! Ora però stai diventando troppo mieloso.... 😂😂😂Scherzi [...]

  • Giuseppe Scilipoti: x Walter: Carissimo ti ringrazio, in verità questa poesia risale al [...]

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