Tornata dal funerale svitò la sciarpa dal collo, la appese sul trespolo centrale, in modo che i due capi fossero alla stessa altezza. Cominciò a sbottonare il cappotto partendo dall’alto. Arrivata al quinto bottone si fermò, e per un attimo venne sfiorata dal pensiero di richiudere tutto, rimettersi la sciarpa, uscire e camminare, senza meta, senza mai fermarsi. Era ben allenata, lei e suo marito quasi ogni settimana andavano a fare delle passeggiate in montagna. Niente di trascendentale, per carità, ma pur sempre 5-6 ore ogni volta tra andata e ritorno. Novanta minuti di macchina, parcheggiavano nei punti raccomandati dalle guide, gli zaini con qualche panino e poi i sentieri quieti, ondulanti, le salite mai troppo impegnative, raramemte arrivavano alla meta col fiatone.

Nella sua mente immagini di quelle passeggiate, il bosco che a tratti lasciava filtrare fasci di luce, e poi i prati dove il sentiero appariva come un’enorme biscia. Ecco lui che si gira, sorride, dice siamo quasi arrivati, la malga è dopo quella curva. Il ricordo così vivido. Una lacrima le riga la guancia sinistra.


 

La polizia aveva suonato verso le 18 qualche giorno prima.

Dobbiamo darle una brutta notizia, signora. Suo marito è stato trovato morto in montagna”. Lei non reagì, allora il poliziotto continuò. “Probabilmente si è perso ed è morto assiderato. Non è caduto, è stato trovato da un escursionista stamattina rannicchiato dietro ad un albero. Nel portafoglio c’erano la carta d’identità e la patente, sull’identità non ci sono dubbi. Ci dispiace veramente”

Solo allora si rese conto che non li aveva ancora fatti entrare in casa. “Scusate, accomodatevi, vi preparo un caffè”. E si avviò verso la cucina senza aspettare la risposta. I due poliziotti si guardarono. Era chiaro che la notizia non era ancora arrivata a destinazione, come fosse ancora in sala d’attesa, nell’anticamera del cervello. Solo il tremolio delle mani mentre versava il caffè nelle tazzine del servizio buono rivelava un certo disagio. Nessuno parlò. Fu lei a rompere il silenzio, e la domanda sorprese i poliziotti. “Com’era vestito?” “Ecco, signora, questo è un altro aspetto strano. Certo non da escursione in montagna. Pantaloni, camicia e maglioncino azzurro. Niente giubbotto. La macchina è stata ritrovata in un parcheggio a valle, aperta, la chiave sul portaoggetti tra i sedili. Come se si fosse allontanato dalla macchina pensando di ritornare subito e poi si fosse perso. Il giaccone era sul sedile posteriore sebbene la temperatura fosse già sotto lo zero. Lei annuì. “Lei sapeva fosse andato in montagna?” “No, mi aveva detto che aveva un corso di aggiornamento e che sarebbe stato fuori una notte. Mi ha mandato un messaggio ieri sera dicendo che era arrivato. Nient’altro”. “E questo era normale?” “Sì, perfettamente normale, non spendevamo ore al telefono, pochi messaggi, l’essenziale”. Si arrabbiò con se stessa perché sembrava volesse giustificarsi. “A che ora ha mandato il messaggio?” “Verso le 21, se vuole controllo sul cellulare”. “No, non è necessario, i fatti sono abbastanza chiari”. Quasi scusandosi il poliziotto più vecchio aggiunse: “E’ stata anche ritrovata una bottiglia di grappa semivuota accanto al corpo”. La stanza si riempì di parole e frasi pesanti, non dette. Voleva chiedere se aveva lasciato un biglietto, ma decise di non farlo. Lo avrebbero detto, sicuramente. Il poliziotto le lesse nel pensiero: “non abbiamo trovato alcun biglietto, né vicino al corpo e nemmeno dentro la macchina”. Lei disse, sottovoce: “potete lasciarmi sola, per favore?”. I due poliziotti si alzarono, il più giovane fece per dire qualcosa, ma l’altro gli diede un impercettibile colpo di gomito. Li accompagnò alla porta, la richiuse. Prese le tazzine del caffè e le portò in cucina, direttamente in lavastoviglie. Fissò cosa c’era dentro, i piatti della cena solitaria di ieri sera, aveva mangiato in salotto davanti alla televisione. Aveva ricevuto il suo messaggio mentre guardava… guardava cosa? Non se lo ricordava, probabilmente si era addormentata sul divano. Ma si ricordava perfettamente del messaggio, il suono bitonale dell’avviso e lo schermo che trasmetteva le sue due (ultime?) parole, sono arrivato, e la sua risposta bene, buonanotte.

Sono arrivato. Lo aveva scritto apposta, di questo era sicura. Arrivato. La strada per me è finita. 


 

Aveva messo sottosopra la casa in cerca di qualche indizio negli ultimi tre? quattro? giorni, e ovviamente se la ritrovò tale e quale al suo ritorno dal cimitero. Non aveva voluto assistere alla tumulazione. A metà strada tra la chiesa e il cimitero, mentre a piedi seguiva il carro funebre, fu assalita dalla voglia di stare sola e di colpo si separò dal corteo, lo sguardo sorpreso della gente dietro di lei, la sua migliore amica l’aveva rincorsa e presa per un braccio, ma lei l’aveva strattonata via. Nessun altro aveva osata seguirla.

Le carte di suo marito sparpagliate per terra, le aveva sfogliate tutte, una per una. Aveva frugato tra i vestiti, le tasche, nessun biglietto. Eppure in cuor suo sapeva che doveva esserci qualcosa, da qualche parte. La polizia le aveva confermato che era stato un atto volontario. Diversi testimoni l’avevano visto comprarsi la bottiglia di grappa e incamminarsi sul sentiero. Sembrava tranquillo. Avevano perlustrato di nuovo tutto il terreno accanto al corpo, la macchina, ma non avevano trovato niente.

Radunò un po’ di carte in uno scatolone e lo portò fuori. Solo al ritorno si accorse della busta nella cassetta della lettera. Il suo nome e indirizzo, scritti a mano, la sua scrittura, un po’ curva, inconfondibile con quei trattini obliqui sulle t.

Prese la lettera e tornò in casa. Si sedette sul divano, la busta bianca sul tavolino di fronte. Finalmente avrebbe potuto capire. Già si immaginava il tono, pregustava le scuse, il rimorso per averla lasciato sola. Le frasi si formarono nella sua testa. “Mi hanno diagnosticato una malattia incurabile” “Sono stanco di vivere” “Ti ho tradita e non ho più il coraggio di guardarti in faccia”

D’un tratto prese la lettera, la strappò in mille pezzi, senza aprirla, con mosse nervose. Brandelli sparsi per il tavolino, li raccolse e li buttò nel cestino. Ma così non andava ancora bene. Tornò fuori e rovesciò il tutto sul caminetto che avevano (aveva) in giardino. Tornò indietro per prendere la bottiglietta d’alcol e dei fiammiferi. Spruzzo l’alcol sopra i pezzettini e gettò il cerino acceso, il tutto prese fuoco subito. E provò un sottile piacere nel vedere la sua ultima lettera bruciare, non letta, un passo irreversibile, come quello compiuto da lui. E cominciò a gridare “Ma vaffanculo, stronzo”. E Tutti quelli che la udirono non ebbero dubbi a chi si riferisse. E scattò un applauso muto.

Tutti i racconti

3
3
48

Cosa successe quella notte

27 January 2026

La notte scelta fu quella dell’11 aprile 1904. Enrico Fumagalli e Sandro Mariani sarebbero entrati nel palazzo del barone Cesare Rodolfo II Alborghetti con l’intento di derubarlo mentre Pietro Locatelli, loro complice, li avrebbe attesi con un’automobile a motore — cosa ancora rara — in una viuzza [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • BrunoTraven: Grazie Paolo

  • Miu: Racconto che si legge tutto d’un fiato, con un’atmosfera che cresce [...]

6
4
86

Il barattolo 2/2

26 January 2026

Luca tornò a casa, lasciò la bicicletta sul vialetto e, con il barattolo ben stretto in mano, salì i gradini della scala a due a due. Aprì la porta e sentì che il televisore nel salotto era ancora acceso. Forse sua madre si era addormentata. Non dovette attendere molto per saperlo. «Dove sei stato? [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: Carino, forse doveva avere una terza puntata. Mi spiace per la madre...luke

  • Miu: Mi ha colpito il tono quasi normale con cui viene raccontata una storia così [...]

5
11
31

La pescatrice di sogni 2/2

26 January 2026

Passarono molti mesi da quella notte, e della ragazza non si ebbe più notizia. I vicini di casa furono ingannati dalla stessa, che raccontò fosse una vecchia parente che stava accudendo la casa fino al ritorno della giovane. Da Corte non sopraggiunse più nessuna notizia e così anche l’Imperatore [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Miu: Bella l’immagine del libro vuoto che si riempie solo in un certo momento, [...]

  • Riccardo: grazie Miu 🙏

4
5
79

Il barattolo 1/2

25 January 2026

Luca trovava noiose le fiere di paese, con le giostre e le bancarelle dei dolciumi e dei giochi. Soprattutto la giostra dei cavalli che, fin da piccolo ma anche ora che aveva diciassette anni, l’aveva sempre inquietato. Gli pareva che le teste dei cavalli potessero animarsi da un momento all’altro [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: Carino....Like

  • GiancarloLucca: Si fa interessante

2
2
35

La pescatrice di sogni 1/2

25 January 2026

La pescatrice di sogni Si narra che tanti anni fa, in una piccola isola del Giappone, Shikoku, vivesse una ragazza molto bella. Era così bella che avevano parlato di lei anche alla Corte dell’Imperatore. Quest’ultimo fu molto incuriosito da quella voce che gli era arrivata, e cosi fece mandare [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like



    Già il titolo è un piccolo capolavoro. [...]

  • Dax: povera ragazza, ignara dell'invidia del sentito dire. Ma la strega,invece [...]

4
10
124

Amarcord

e voi che altri amarcord avete per schifare la guerra?

24 January 2026

Amici lettori, amici autori, per quest'occasione ho messo in pausa l'arte per dirvi quanto segue: sicuramente molti di voi hanno seguito il dibattito imprevisto e improvvisato generato, durante le feste di Natale, dall'uscita di un racconto che ha suscitato una lunga, accesa ma pacata ed educata [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Miu: Questo amarcord mi colpisce perché è semplice e diretto, senza [...]

  • Walter Fest: Amici scusate se ho saltato le risposte agli ultimi commenti, ci tengo moltissimo [...]

2
2
495

Il Mondo di Spazza 3/3

24 January 2026

Davanti a lei c’era un uomo. Indossava una giacca consumata e scarpe un po’ rovinate. “Posso sedermi?”, chiese. La bambina rimase immobile. Nessuno le aveva mai chiesto il permesso. L’uomo si sedette accanto a lei sul marciapiede. Restò in silenzio per un po’. “Io mi chiamo Mario”, disse infine. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

1
2
145

Il Mondo di Spazza 2/3

23 January 2026

Non esisteva un punto preciso in cui il mondo di Spazza finiva e iniziava il mondo nuovo. Ma bastava un passo ancora e si calpestava una superficie dura, diversa dal terreno cedevole della discarica. La bambina si fermò, incerta, se attraversare quella soglia tra i due mondi. Il suolo sotto i piedi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    la chiusura si fa interessante...chi si è fermato accanto [...]

  • Dax: Malinconico. ma non ancora capito come è stata generata la bambina, [...]

4
4
593

Ascia Nera - Il passaggio

Dax
23 January 2026

Trom avanzava nell’oscurità della caverna con passo fermo e i sensi tesi al massimo. L’inseguimento del ladro-mago lo aveva condotto fin lì e i cinquanta scudi della taglia, ora sembravano pochi. La caverna era ampia e asciutta, quasi calda rispetto al gelo dell’esterno. Fiammotto, il suo gatto [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Grazie.Sto scrivendo la prossima puntata.😊

  • Miri Miri: Bello, avvincente. Fiammotto sta dievnta do sempre piu un grande alleato. i [...]

3
5
766

Il Mondo di Spazza 1/3

22 January 2026

C'era una volta una bambina che viveva in una discarica. Non era una vera bambina: era stata assemblata. Strati di sacchetti, avanzi di cibo, ferraglia e cartone avevano lentamente dato forma a un corpo piccolo e un po’ storto. Viveva nella discarica, in un mondo che credeva fosse l’unico mondo [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

8
11
398

La formica

22 January 2026

La sera di San Silvestro la città sembrava impazzita. Bottiglie stappate col botto, risate sguaiate che rimbalzavano nei cortili, rumori che i “barbari”, come li chiamava lui, avevano l’impudenza di definire musica... Pareva ci fosse l’obbligo di essere felici. Claudio non sapeva che farsene [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lauretta: 🤩gentile Richard Francis Burton: grazie di cuore. Ho fatto! Ciao, Laura

  • Miu: Mi è piaciuto molto questo racconto per la sua semplicità e per [...]

5
4
60

La Sfera 2/2

21 January 2026

Con voce dolce ma ferma, la ragazza iniziò a parlare in una lingua sconosciuta. All’inizio lui non capì, ma lei continuò con vocaboli diversi, fino a quando si espresse nel linguaggio del bibliotecario. Raccontò di quando venne rinchiusa lì, in un’epoca remota, per essere liberata quando fosse [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: Bello, ma apre a tante domande: Chi è la giovane?Chi e quando ha creato [...]

  • Rubrus: In effetti, ci sono diversi punti oscuri: chi ha costruito la capsula spaziale, [...]

Torna su