Il ritorno a casa era sempre emozionante. Non che ne avvertisse la nostalgia, ma dopo un mese di assenza aprire la porta, annusare nella penombra quell’odore nuovo, privo di familiarità, lo entusiasmava. Era come se quegli spazi avessero eliminato, temporaneamente, dalla memoria i ricordi, fossero rimasti in attesa, trattenendo il fiato, ad occhi chiusi. Allora per risvegliarli si sollevavano tutte le tapparelle e si spalancavano tutte le finestre: Aria! Luce! Siamo tornati!
E poi il lavoro più faticoso: svuotare la roulotte di cibo, abbigliamento e souvenir. A sua madre piacevano le terrecotte, perciò non mancavano mai anfore ovvero ciotole artigianali. Ne aveva acquistata una, di scarto, utilizzata come bacile per lavarsi le mani, poiché i colori verde brillante e blu cobalto le conferivano un aspetto nobile più che servile. Non era in vendita. Impiegò non poco a convincere il venditore a cedergliela.
Andrea si coricò stanco, coccolato ed eccitato al contempo dal ricordo di quel bacio sulla guancia di alcuni giorni prima. Si addormentò, immaginandosi quelle due dita sporche di inchiostro su di lui, mentre il sangue era fluito ove voleva la dea amante del sorriso.
Il mattino seguente era già in giardino sotto le chiome delle due acacie di Costantinopoli, quelle con i fiori di seta, a scrivere a Castalia, a fianco il dizionario di inglese. La mano, tuttavia, non partiva. La penna era cristallizzata. Troppi erano i pensieri che volevano uscire e si intralciavano l’uno con l’altro, rendendo il polso immobile. Urlò con voce imperiosa, ma silenziosa: “Basta! Be quiet, please!” Parve funzionare. Il chiasso si chetò.
Le raccontò del viaggio di ritorno, del campeggio a Skopje, che gli piaceva tanto perché era pulito, immerso nel verde e silenzioso, del tragitto Belgrado-Zagabria, delle baraccopoli lungo il fiume Sava, dei cantieri stradali su cui sventolava la bandiera yugoslava, di come la casa gli fosse apparsa nuova e che, poi, la novità sarebbe svanita in fretta. Le scrisse del prossimo inizio della scuola. Che conservava quel libro di geografia, trovato con lei su quella catasta a bordo strada, con cura, così come il contratto di noleggio sbruciacchiato del brigantino al suo interno. Che le mancava, nonostante fossero unknown, but non stranger. Che l’amore per i libri e la scrittura li univa. Già, quelle dita sporche di inchiostro non mentivano. Omise di scriverle di avere immaginato di essere stretto tra quelle dita e pure che il suo odore non gradevole gli fosse rimasto così impresso, tanto da desiderare di respirarlo ancora. Non sapeva se quest’ultimo potesse essere inteso come un complimento. Concluse la lettera con la firma e tre x appaiate, che titubò a tracciare.
Ora si doveva attendere la risposta. Giunse un mese dopo circa.
Andrea era emozionato. La lettera profumava di basilico. Castalia ne aveva inserite alcune foglie nella busta.
La grafia era curata. Andrea scorreva avido con gli occhi. Era molto più brava di lui a scrivere in inglese. Alcune parole non le conosceva. Cercò nel dizionario: 'menses". Pochi giorni dopo il loro incontro il suo corpo era cambiato. Il padre le aveva organizzato una festa con una torta ricoperta di fragole. La sua piccola era cresciuta. Nessun riferimento alla madre. Andrea si appuntò di chiederglielo con delicatezza. Forse era morta o forse i suoi erano divorziati. Gli chiese se avesse pisciato in compagnia d'altre. La domanda lo fece sorridere. Che fosse gelosa? Anche la sua lettera terminava con tre x appaiate.
Si scrissero per anni raccontandosi gli innamoramenti, i baci dati e ricevuti, le delusioni e le gioie, i successi a scuola e poi il desiderio di iscriversi all’università. Le tre x concludevano ogni scritto.
Mai nessun cenno a loro due. Ciascuno si raccontava all'altro, condividevano la loro vita a distanza, ma senza mai utilizzare un soggetto plurale che li coinvolgesse.
Una delle ultime lettere, però, presentò un contenuto inaspettato. Lo colpì agli occhi e non solo. Una polaroid ritraeva Castalia con un cono gelato in mano. Si intravvedeva appena il solco tra i seni, certo non più abbozzati. La lingua ben in evidenza accarezzava la crema bianca, lo sguardo lascivo. Le dita, non più sporche d’inchiostro, ma impreziosite da smalto colorato, impugnavano il cono. Erano trascorsi dieci anni dal loro primo fugace incontro. Castalia era proprio bella. Come la ricordava. Le labbra carnose, che si erano appoggiate alla sua guancia, i capelli neri spettinati dal vento, lo stesso sguardo impertinente e penetrante da cui si sentì calamitato mentre gli pisciava davanti senza vergogna alcuna.
Gli scriveva di aver parlato di lui con un’amica, di averle fatto leggere tutte le lettere. E la sua amica aveva concluso: “Siete due idioti di carta! Enciclopedici idioti!”
Sul retro della polaroid si leggeva: “How I wish you where here XXX”. Le tre incognite a caratteri cubitali erano una certezza più che un indizio.
Il riff di David Gilmour gli arpeggiò in testa: "We’re just two lost souls swimming in a fish bowl. Year after year."
Le fotografie di Castalia, divennero più frequenti e molto più esplicite, così come il contenuto delle sue lettere a cui Andrea si adeguò.
Le inviò una fotografia.
Facevano l’amore leggendosi e immaginandosi.
L’ultima lettera di Castalia conteneva due righe e un numero di telefono.
“Ti aspetto!”
“xxx".
Le telefonò. Le voci rimasero mute per un attimo.
Andrea didascalico, mangiandosi le parole per la timidezza: "Il volo atterrerà ad Atene alle 15:30".
Castalia con lieve emozione, alitò : "A domani".
Finalmente intervenne Poseidone, signore del mare, che infranse le sfere e rese liberi quei due dannati pesci idioti.

Tutti i racconti

0
0
0

Il Mistero del Campo Abbandonato

16 May 2026

Era un giorno come tanti. Avevo circa dodici anni e mi trovavo, come accadeva quasi ogni pomeriggio, con tre amici in un campo abbandonato vicino a casa. Era il nostro regno, un luogo dove il tempo sembrava fermarsi tra giochi e corse nell’erba incolta. Mentre eravamo intenti a giocare, lo sguardo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

0
0
0

Ho lasciato cadere

16 May 2026

Ho lasciato cadere i miei vestiti a terra Come un animale cambia la propria pelle Ho stretto la bottiglia di whiskey Per dare un ultimo sorso, prima di camminare verso la montagna Gli indiani ci seppelliscono i loro morti Cosa cerco Forse voglio trovare un vecchio capo guerriero che possa solo [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
2
18

Quasi Noir

Esercizio di scrittura creativa - Il Noir

15 May 2026

Il treno che riportava Denis a casa partiva dal binario 7, in tarda serata, alle 22:05. Anche Vanja saliva su quel convoglio per recarsi in periferia e abbordare i clienti, illuminata da un copertone bagnato di kerosene e dato in pasto alle fiamme. Denis era in collera con sé stesso. I dati relativi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
8
19

Mai essere muti di fronte alle ingiustizie

Vi racconto in breve la storia di Procne e Filomela

15 May 2026

Nel cuore oscuro della mitologia greca si cela una storia di dolore, tradimento e vendetta che ha attraversato i secoli con la sua forza tragica e senza tempo. È la vicenda di Procne e Filomela, due sorelle legate da un amore profondo ma spezzato dalla crudeltà e dall’orrore, in un intreccio di [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Gennarino: Gentile Maria, per me è un piacere ed un onore essere seguito cosi tanto. [...]

  • Gennarino: Gentile Paolo: Grazie! Infinitamente grazie.

7
9
38

La casa 2/2

14 May 2026

L'oscurità si dilatò fino al soffitto, rivelandosi in un essere abnorme, la pelle come petrolio bollente, il volto con una fessura verticale piena di denti appuntiti che colavano sangue. L'odore di terra bruciata si fece insopportabile. Sulle spalle massicce comparvero ali ricurve, striate di cenere [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Teo Bo: Bravo! Come già detto ieri, è un contesto per me tabù [...]

  • U2130: non amo particolarmente il genere però devo ammettere che mi è [...]

2
2
29

Pensieri contromano

Fatti e misfatti della mia penna rossa

14 May 2026

E, mentre il mondo “normale” dorme, ti ritrovi in compagnia di una lampada giallo soft, di un cuscino che parla di Parigi a farti da leggio e di un’impertinente penna rossa a imbrattare di attimi di vita le pagine innocenti di un quaderno a spirale. Poco tecnologico, poco profumato di artigianato [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
3
37

Le tre soste per le anime 2/2

La Valleverde

13 May 2026

La prima anima andò incontro alle donne; la sua forma non era umana ma era quella di un grosso cane bianco: scodinzolava, annusava, muoveva la testa come un uomo che cerca di escludere qualcuno o qualcosa, fino a quando con il muso sfiorò la gonna di una bambina di poco più di dieci anni. Si mise [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • U2186: Brava Benny un bellissimo racconto

  • Dax: bello. Però mi dono perso: la transumanza veniva pet tutto il mese di [...]

4
4
30

La casa 1/2

13 May 2026

PROLOGO – IL RISVEGLIO Prima che la casa fosse costruita, prima che il quartiere esistesse, prima ancora che qualcuno tracciasse una mappa di quel terreno, c’era solo un campo incolto, che nessuno voleva, nemmeno in regalo. Gli anziani del paese lo chiamavano «La Fossa del diavolo». Dicevano [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: intrigante. like

  • Ornella: Scrittura graffiante con tempi di crescita della suspense... da brividi, caro [...]

6
4
50

Le tre soste per le anime 1/2

La Valleverde

12 May 2026

Era arrivato il tempo, quello che le donne aspettavano per tutto l'anno, che esse fossero vecchie, giovani o bambine. Aspettavano il mese di maggio, quando il sole si faceva più caldo, le giornate iniziavano presto e finivano tardi. Più tempo per stare fuori casa, lontano dagli uomini, che fossero [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Zio Rubone (Ezio Bruno): Ho apprezzato moltissimo. Amo le antiche leggende. Quelle sarde hanno poi un [...]

  • Dax: una tradizione Sarda?Orbene, ho imparato qualcosa di nuovo..like

2
3
42

IO E IL MIO PARLOPHONE

LA CENTRALE PARANOICA

12 May 2026

Strano tipo Sandoz. Dopo aver intellettualizzato la lotta politica decise di intellettualizzare lo sballo. Cominciò a fumare e farsi acidi. Ed eccolo qui coi capelli lunghi tirati all’indietro come se avesse passato l’ultima settimana in una galleria del vento. E aveva occhiali spessi come fondi [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
2
44

Folgore Senza Promessa

11 May 2026

Sbocciano come petali di rose agli occhi ammaliati, i miei sentimenti, tra le antiche rovine di sismi d'angoscia, nasce un tuffo di piombo nel cuore verace, spoglio da catene, fiondandomi nei tuoi sogni, dove percorrono fili di emozioni nei frammenti che conservi nel tuo segreto. Una parentesi [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    Quanta intensità, quanta consapevolezza, quanta positività.
    Grazie [...]

  • Dax: Mi piace ma, confesso, non comprendo se è una poesia di un amore finito, [...]

3
3
52

Sirene

11 May 2026

"Ciao, che fai?" "Ciao, faccio un puzzle." "Ti aiuto?" "Si, se hai voglia, sono tanti pezzi." "Certo, si sta bene fuori oggi." "Si, ma dobbiamo stare attenti a non farci vedere insieme." "Perché?" "Boh, ho sentito le nostre mamme dire che siamo diversi." "Diversi? Che vuol dire?" "Che ne so, stanno [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: benvenuto e..buon testo 👌🎯

  • Dax: Bello. la guerra non funziona per chi la subisce,a per chi la fa e la vince [...]

Torna su