Max era affondato sulla poltroncina della cabina di pilotaggio, lo sguardo perso nel vuoto interstellare. La sigaretta elettronica sbuffava vapore viola che gli velava il volto. Doveva trovare un modo per salvare la creatura nella cassa… e sé stesso dalla Space Force. Non era affar suo, eppure la colonia devastata di O’Niglio gli graffiava ancora la mente.
A dirla tutta provava rabbia, fastidio, odio. Si tirò la barba come per rimettere ordine dopo il contatto empatico: difficile capire cosa fosse suo e cosa dell’alieno.

Doveva solo consegnare il carico. Intero. E tornare vivo.

— Wall, abbiamo ancora lo scansionatore elettronico? — Scattò in piedi.

Un crepitio, poi la voce dell’I.A.:
— Presente. Devo verificarne l’efficienza.

— Ottimo. Dammi le coordinate.

Max si diresse alla stiva con passo deciso. Wall parlò solo quando lui arrivò.

— Cassetto in alto, scaffale sinistro.

Max recuperò il dispositivo: luccicava come una penna argentata elegante. Controllò la carica mentre Wall completava l’analisi.

— Funzionante al 93,512%.

— Basterà. — Max avanzò verso la cassa.

Passò la mano sulla superficie lucida. Il display azzurro lampeggiava piano, come un occhio che strizzasse un saluto.

— Comandante! — Esplose la voce di Wall.

Max saltò in aria. 

— La smetti di urlare come un pescivendolo incazzato? —Si portò le mani alle orecchie.—Vuoi perforarmi un timpano?

— Tempesta magnetica imminente. Brillamento anomalo.

Max riprese il dispositivo e corse verso la cabina.

— Merda! Non me ne va mai bene una. Perché sempre a me?

— La probabilità stocastica che le situazioni vadano come uno si aspetti<

Max lanciò le braccia in alto.

— Taglia le spiegazioni “ad minchiam”! — Si lanciò sulla poltroncina e agganciò la cintura. — Esegui i calcoli per salvarci il culo.

L’astronave sobbalzò come presa a calci. La cloche vibrò, le luci si abbassarono, l’allarme lampeggiò rosso. Max seguì i dati che Wall proiettava, correggendo rotta dopo rotta. L’Asper vibrò come un frullatore facendo stridere le paratie metalliche.
Poi, di colpo, silenzio.

Lasciò andare la leva, affondando nello schienale. Il sudore gli colava lungo la schiena dentro la tuta. Il segnale d’emergenza si spense.

— Torniamo alla questione principale, Wall.

— La consegna dell’essere?

— Esatto. E la sua liberazione.

— Logica non pervenuta, comandante.

— Per questo comando io.

Max sorrise. Forse la tempesta gli aveva aperto uno spiraglio. Tornò alla cassa e sollevò il coperchio. O’Niglio lo fissava con occhi enormi. Max gli porse lo scansionatore e appoggiò una mano su di lui.
Un’ondata di immagini, gesti, istruzioni gli attraversò la mente. Gli bastò immaginare lo strumento acceso nelle mani dell’essere. Poi richiuse la cassa e crollò a terra, stremato.

— Wall, sigilla tutto e cancella ogni traccia. Poi avvisa la base. Io vado a darmi una sistemata.

— I sensori rilevano un aumento di grassi saturi emanati dal suo corpo che appestano l’ambiente.

— Un’altra parola e ti formatto.

Il quadrato di plasti-cemento nero con cerchi rossi appariva nitido sotto l’Asper. Accanto, cupole grigie come funghi di metallo. Max atterrò dolcemente, poi indossò la tuta esterna.

— Comandante, contatto dal laboratorio. Arrivo tra 305 secondi.

— Li aspetteremo col sorriso.

Un cingolato verde sbucò da dietro le cupole. Cinque figure in tuta di cui quattro armate. Max salutò, l’unico disarmato ricambiò, il volto liscio e sorridente dietro il vetro del casco.

— Comandante, sono il sergente Moore. Incaricato della presa in consegna.

— Prego: prima prendete, prima riparto. — Max lo fermò con un gesto. — Sergente una parola.

Moore annuì.

— La tempesta mi ha fatto consumare carburante extra. È possibile un rabbocco?

I soldati superarono i due, scansionando la cassa e collegandosi al computer di bordo dell’Asper. Uno di loro fece un cenno. Moore approvò.

— Non sarebbe previsto, ma ricambieremo il favore.

La cassa fu caricata e il mezzo si allontanò.
Max mormorò: — Buona fortuna, piccolino. Ti servirà.

Moore aprì la cassa. L’essere dormiva. Un ghigno gli tagliò la faccia.

— Perfetto. Domani iniziamo gli esperimenti.

Richiuse e uscì. La guardia lo salutò con un cenno.

O’Niglio aprì gli occhi. Recuperò lo strumento nascosto e lo accese come gli aveva indicato l’umano Max. Disattivò i sensori, fece scattare la serratura. Scivolò fuori, richiuse con cura. Individuò la grata dell’aria condizionata: un foro piccolo, ma non per un corpo che poteva allungarsi e assottigliarsi. Rimosse la grata e s’infilò nel condotto, riposizionandola dietro di sé. Lo strumento avrebbe confuso i sensori… per un po’.
La fuga era iniziata.

Max stava controllando il carburante quando due blindati si piazzarono ai lati dell’Asper. Dieci uomini scesero, armi pronte. Moore avanzò.

— Problemi sergente?

— Controllo di routine. Posso?

Max studiò le bocche dei fucili. Deglutì. 

— Mi casa es su casa.

Cinque soldati entrarono armati di sensori.
Trentacinque minuti dopo uscirono curvi, scuotendo la teta.

— Buon rientro — disse Moore secco.

I blindati ripartirono a tutta velocità. Qualcosa si staccò da sotto uno di essi: una piccola sfera che rotolò verso Max.

— Bentornato piccolino, meglio cambiare aria prima che ci blocchino.

Max raccolse O’Niglio ed entrò nella stiva.

— Wall prepara una camera per l’ospite.

— Non esistono camere per ospiti comandante.

Max imprecò. 

Il portellone si chiuse. L’Asper decollò, puntando verso nuovi orizzonti.

Tutti i racconti

0
0
7

Scarti

30 March 2026

A voi piace andare a gettare la spazzatura? A me no. Ho sempre lasciato che se ne occupasse Lilly. Io, quando era il momento, avevo sempre qualcos’altro da fare. Oppure me ne dimenticavo. Oppure ero di fretta. Oppure non avevo sentito. Oppure avevo il vestito nuovo o fresco di tintoria e tanta [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

0
0
35

Il Testamento di Lyra-7 2/2

30 March 2026

E poi avvenne la tragedia. Il giorno del suo compleanno Elia stava testando un nuovo sistema di interfaccia mente-macchina: un prototipo capace di trasferire pattern neurali nei sistemi artificiali. Qualcosa andò storto. Un sovraccarico improvviso distrusse il laboratorio secondario. Quando arrivarono [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

2
2
82

Il Testamento di Lyra-7 1/2

29 March 2026

Nova Arcadia si estendeva oltre l’orizzonte come una distesa infinita di torri di vetro e neon. Dall’alto la città sembrava perfetta: linee luminose che attraversavano il cielo, piattaforme sospese, giardini artificiali tra i grattacieli. Ma sotto quella superficie ordinata tutto era rigidamente [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    argomento attualissimo che suscita legittimamente tanti interrogativi [...]

  • Dax: Una domanda vecchia come l'informatica ma attuale, soprattutto con l'avvento [...]

2
2
30

Più umano o meno umano? 3/3

L'eredità di Billy

29 March 2026

Billy pian piano si accorgeva che sua moglie parlava preferibilmente con l’automa; Jay e i suoi amici si facevano aiutare dal robot, e non da lui, a fare i compiti. Anche i grandi, gli amiconi di un tempo, preferivano la compagnia di Charlye. E lui, Billy, si sentiva messo da parte. In un momento [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
5
113

La Metropolitana

28 March 2026

Prese la linea verde a CIMIANO, direzione ASSAGO. Ovviamente non riuscì a sedersi, ma si mise in posizione strategica verso il fondo carrozza, sicuro che alla fermata CENTRALE sarebbe riuscito ad agguantare un posto infiltrandosi tra la fiumana che usciva e quella che entrava. E così avvenne. Depositò [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

2
2
64

Più umano o meno umano? 2/3

L'eredità di Billy

28 March 2026

In breve, il test si svolge così: si mette una macchina e un uomo, ognuno collegato a una tastiera, con un giudice umano che pone ad entrambi le stesse domande su qualsiasi argomento. Non possono essere visti dal giudice, che, basandosi sulle risposte, dovrà tentare di capire chi è l’automa e chi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

26
15
408

Ancora un passo

Alla fine del cammino

27 March 2026

Per tutta la vita era stato un soldato, uno di quelli impiegati in guerre segrete e senza regole. Nei suoi occhi leggevi tanta tristezza per le miserie del male. Stanco si assopì cullato dai sobbalzi in coda a un treno che correva verso casa. Forse un sogno. "È qui?" "Si", gli indicò una bimba [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
2
73

Più umano o meno umano? 1/3

L'eredità di Billy

27 March 2026

Più umano o meno umano? Billy, all’epoca dei fatti, era un signore di mezza età che dimostrava meno dei suoi anni: ancora atletico e piuttosto gioviale. La sua vita lavorativa si era svolta prevalentemente nella Silicon Valley come progettista e inventore di programmi per computer. Ora era in [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

12
13
78

Influence(r) nefaste: Valentina Di Cervello

26 March 2026

“Buonasera, raga. Ecco a voi da Doha la vostra Valentina Di Cervello. Sono qui nella suite fan-ta-sti-ca che mi ha preso Papi. E vedete…”, mostra con ampio gesto una sfilza di grattacieli puntati come spilli nella sabbia della spiaggia oltre il vetro di una finestra panoramica, “… vedete la skyline [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: buona Ezio! giusto ricordare che esistano, per poi tenersene alla larga. Il [...]

  • Zio Rubone (Ezio Bruno): Grazie per la lettura, Smoki e Riccardo. Il senso di disagio, cara Smoki, è [...]

4
11
493

Un'intervista con l'esperta, parlando del presente e del futuro dell'arte

Perchè, finché ci sarà arte ci sarà speranza... ma se qualcuno di voi si trovasse a cena con Banksy cosa gli chiedereste?

26 March 2026

Amici lettori appassionati dell'Arte e dei buon artisti, sono qui a presentarvi una persona attiva e super esperta del mondo dell'arte alla quale ho voluto rivolgergli le mie nove domande e mezza quindi inizierò a raccontarvi un po' di lei. Maria Daolio figlia d'arte aveva solo 2 anni quando seguiva [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
8
137

Un po' stregata dalla luna

Noi romantici che guardiamo il cielo anche al mattino...

25 March 2026

La luna, magnifica nella sua procacità del novilunio di maggio, aveva vagabondato tutta la notte alla ricerca di giovani innamorati che la decantassero estasiati, sussurrandosi parole di un vocabolario antico ahimè dimenticato. Ormai solo pochi gatti fuggiti dai loro giacigli in case forse perfette, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: nonostante gli umani abbiano calpestato la sua delicata pelle eburnea lei è [...]

  • Chichì: Grazie. Contentissina di condividere emozioni e magiche sensazioni nei confronti [...]

5
3
53

Dietro la porta

25 March 2026

Igor Maduro detto il Turco era immobile in ascolto. Stava al buio, seduto sul divano, con la testa girata da un lato, la sigaretta a mezz'aria tra le dita e il fumo trattenuto in gola. Dal silenzio dell'appartamento preso in affitto qualche settimana prima, cercava di identificare quel rumore avvertito [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

Torna su