Matteo abitava in un posto particolare, di quelli che sembrano messi lì apposta per rendere inutile qualsiasi tipo di lamentela. Una terra un po'  “storta”, Devia, con il mare talmente vicino che, a forza di guardarlo ogni giorno, aveva smesso di considerarlo una conquista. Stava lì, come una sedia in cucina: non la ringrazi, ma guai se manca.

Quella mattina di giugno il mare lo guardava da lontano, azzurro con sfumature verdastre, come quando tira un po' di vento che però non dà fastidio. E lui, sorprendentemente, non provava alcuna tragedia interiore,  anche perché strapparsi “i capelli” sarebbe stato un gesto più simbolico che concreto.

Non pioveva, non c’era burrasca, nessuna calamità naturale. Il motivo della rinuncia era molto più potente: una decisione familiare. Sua moglie, persona mite solo in apparenza, aveva decretato che fosse il giorno giusto per raccogliere le noci acerbe. Quelle verdi,  morbide  e cattive, che ti macchiano le mani e l’anima. Quelle destinate a diventare nocino.

Lui aveva provato a opporre una timida resistenza, durata circa quanto un sospiro: «Non posso andare un altro giorno, un giorno in cui il sole è velato? Un giorno in cui rinuncio al mare per colpa del cattivo tempo? »

Lei impietosa: «Devi andarci subito, siamo già in ritardo e se passa qualche altro giorno le noci cominciano a maturare, diventano dure e non sono più buone per il nocino! »

Senza più fiatare, Matteo aveva accettato. Lui, del resto, non era uno da grandi tragedie. Aveva sviluppato negli anni una filosofia personale basata su due principi fondamentali: primo, lamentarsi stanca; secondo, il mare non scappa. Quella mattina, per esempio, il mare c’era. Era lì, perfetto e azzurro, solo che non ci sarebbe andato.

Conosceva il patto non scritto: il lavoro sporco era suo, ma anche l’onore della degustazione futura. E nelle sere d’inverno, quando il mare sarebbe stato un ricordo lontano e il fegato avrebbe fatto finta di niente, quel liquido scuro e traditore avrebbe raccontato tutta un’altra storia.

In fondo, della sua carriera balneare, non poteva lamentarsi. Ogni estate riusciva a mettere insieme una quarantina abbondante di giorni di mare, con la precisione di un impiegato modello. 

C’era chi contava i giorni di ferie, lui contava i tuffi. E se un giorno saltava, pazienza: il mare non timbrava il cartellino.

Anzi, mentre calzava le scarpe da campagna, il suo bicchiere restava ostinatamente mezzo pieno. Addirittura traboccante, se pensava a certi popoli del nord, Sabaudi e Austroungarici,  come li chiamava lui, costretti a vere imprese eroiche pur di vedere un ombrellone. Gente che prenota dodici mesi prima, pesa le valigie come fossero carichi nucleari e accetta l’idea di un lettino assegnato come fosse un destino.

Li immaginava arrivare tutti compiti, già abbronzati di crema solare fattore cinquanta, con l’orologio subacqueo al polso e lo sguardo teso di chi sa che quella settimana dovrà bastare per tutto l’anno.

Sette giorni da sfruttare al massimo: rilassarsi, abbronzarsi, essere felici per forza e produrre un numero sufficiente di fotografie per giustificare la spesa della vacanza davanti ai colleghi.

E in quei sette giorni, li vedeva già inginocchiati sulla sabbia rovente, occhi al cielo e mani giunte, a implorare i loro santi protettori, ammesso che non fossero già in ferie pure loro, affinché non piovesse.

Perché se piove, salta il programma, cambia l’umore e spesso si blocca anche la digestione. E a quel punto la sentenza è inevitabile, antica e universale:  piove … governo ladro.

Per questi motivi, ogni tanto Matteo doveva ricordarselo: ciò che per lui era abitudine, per altri era un evento da raccontare. Ciò che per lui era routine, per altri era lusso.

Così, mentre lui rinunciava a un bagno a giugno per raccogliere noci, altri facevano chilometri, sacrifici e rate.

E allora sorrise, abbassò la testa e si avviò verso i campi. Il mare lo avrebbe atteso e il nocino sarebbe maturato.

E lui, tutto sommato, aveva imparato da tempo che la vita andava presa così: con le mani sporche, il bicchiere mezzo pieno e il leggero sospetto che, infine, lei, la vita, in quel momento stesse ridendo  insieme a lui.

Tutti i racconti

3
2
29

Hai già mangiato? (1/2)

20 September 2026

La vecchia Emma aveva fatto scappare cinque badanti. La prima era durata più a lungo, ma, all’epoca, Emma riusciva ancora a tirare la sfoglia. Un velo sottile, attraverso cui, in controluce, si scorgeva la sua mano che conservava i calli da contadina. Poi, però, un ictus; leggero, ma il braccio [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • MaricaR: Questa prima parte mi piace, aspetto la seconda per scoprire se Emma, alla [...]

  • zeroassoluto: Vediamo come si sviluppa... alla mia età troppi personaggi mi confondono.
    Like [...]

3
4
21

Damiano (2/2)

20 September 2026

Cominciò a sentirsi in trappola. Sembrava che nessuno in famiglia potesse fare a meno del suo aiuto. si chiedeva finora come avessero fatto a tirare avanti, lui non c'era stato per quaranta anni. Non era certo questo che aveva sognato. Un sabato mattina, il figlio era a casa, la moglie non aveva [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Ondine: Molto triste e molto bello. Capita a molti. Concordo con Marica, snche se non [...]

  • zeroassoluto: 68 anni sono pochi per morire!
    E adesso? Come faranno i suoi, senza il [...]

4
5
18

Estati d'altri tempi

20 September 2026

Da ragazzina abitavo vicino al mare, in un luogo allora sperduto, dove il silenzio veniva rotto soltanto dalla risacca delle onde. Le uniche “anime” che si vedevano erano quelle dei pescatori e delle loro donne che, quasi ogni mattina, ripetevano l’atavico rito: gli uomini lasciavano le barche [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • MaricaR: Ciao petali-di-rosa. Hai veramente ragione, la mia generazione ha vissuto la [...]

  • Ondine: Ci vuole tempo per capire che le cose che danno piu felicità sono quelle [...]

5
6
21

L'etrusco: otto piccole uova (2/2)

Dalle indagini di Sebastian Hood

19 September 2026

Cerveteri, Italia, 610 a.C. Il sole ormai alto nel cielo accompagnava il frinire ininterrotto delle cicale e un corvo gracchiò. Con infinito amore Vail offrì a Theflia il vino preparato da Zenia e bevve con lei, avidamente, da un mestolo colmo fino all'orlo. La sorte sembrò favorirli. Theflia [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Ondine: Eh, bello... mi racconti l'atmosfera che aleggia nelle mia terra di origine. [...]

  • Teo Bo: Grazie per avermi letto e per le belle parole spese per il testo.

3
5
20

Damiano (1/2)

19 September 2026

L’uomo si trovava al decimo piano della direzione generale della società. Sostava davanti alla porta dell’ufficio del personale. Nei quaranta anni in cui ci aveva lavorato non aveva mai varcato quella soglia. Nel corridoio lungo e illuminato a giorno era in attesa di essere ricevuto. Un usciere [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: x Marica: Succedeva anche a me all'inizio... dimenticavo di premere "commenta" [...]

  • MaricaR: No zero, il commento era brevissimo e lo avevo già mandato. Comunque [...]

5
5
87

L'etrusco: otto piccole uova (1/2)

Dalle indagini di Sebastian Hood

18 September 2026

New York City, giugno 2025 Clarissa si morse le labbra. Aveva zittito la suoneria del cellulare durante la visita alla Morgan Library, ignorato i messaggi WhatsApp e le telefonate, tutti registrati sotto lo stesso nome: Frank Carusino. Nemmeno da ‘Armando’ dove aveva cenato con Jessica, l'amica [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Bello bello... vediamo come continua...

  • Owen: complimenti mi è piaciuto molto la costruzione del racconto questo viaggiare [...]

7
5
39

Un Pomeriggio

18 September 2026

Pomeriggio era lì, fermo ad aspettare, seduto su un tronco d’albero, trasportato dalla corrente. Le mani puntate nella sabbia per sorreggersi, piedi e gambe dentro al mare. Pensò in quell’attimo, sono tra due mondi, due diverse dimensioni. Mi trovo più sulla terra o in mare? Il pensiero andò subito [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Bello il racconto.Like p.s.: Mentremente intendi mentre sta dicendo una bugia [...]

  • Mentremente: @zeroassoluto da fotografo sono anche le mie luci preferite e sicuramente saranno [...]

4
7
33

Innamorarsi (2/2)

17 September 2026

E poi era successo. Passeggiavo assorta per le vie del centro, guardando la punta delle mie scarpe che con ritmo regolare toccavano il marciapiede, volevo visitare una mostra ed avevo tempo, la folla mi sfiorava ed i suoni mi raggiungevano ovattati. Senza accorgermene ero arrivata all'ingresso [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • lottimista: Anche il mio commento era a lieto fine, tant'è che avevo chiuso [...]

  • zeroassoluto: Al mio "editor" (sempre io😪) piacciono i finali aperti, solo che [...]

6
4
40

Il cimitero

17 September 2026

I cimiteri mi piacciono. Non per le solite ragioni decadenti, per quella fascinazione letteraria verso la morte e i morti. Mi interessano soprattutto come architetture: spazi ordinati, geometrici, spesso rimasti ai margini della città mentre tutto intorno cambiava. Abito in un paese della Bassa [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • MaricaR: Letto con piacere. Usando il sogno come mezzo narrativo la fantasia può [...]

  • zeroassoluto: Il sogno ci aiuta molto a raccontare avvenimenti fantastici, mondi irreali, [...]

6
26
48

Ordinaria amministrazione

17 September 2026

L’assistente sanitaria aiutò l’anziano a distendersi sul letto e gli aggiustò il pigiama. Dalla bocca smunta e quasi senza denti apparve una smorfia golosa e ancestrale mentre una mano rattrappita e nodosa si allungò verso la scollatura del camice bianco. L’assistente corrugò la fronte e serrò [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • ducapaso: Grazie, Zeroassoluto, è uno degli aspetti da tenere in considerazione 🙂

  • ducapaso: Walter, Marica, io sono contento, sia di leggere la vostra conversazione (anche [...]

5
6
26

Innamorarsi (1/2)

16 September 2026

Averlo incontrato era stato un puro caso: lo avevo atteso alla stazione della metro ogni giorno per un'intera settimana, ma non era venuto. Solitamente prendeva la metro alle 18,45, scendeva ad una fermata prima della mia e si dileguava in mezzo alla folla che lo inghiottiva avida. Mi ero accorta [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • zeroassoluto: Vediamo come prosegue...
    Like per me...
    Il viaggio è sempre [...]

  • Mary: Grazie a tutti.
    Paolo, il mio intendimento è proprio quello...

11
9
76

L’aspidistra ubriaca

16 September 2026

In una cantina umida che puzzava di mistero e fermentazione clandestina c’erano cinque damigiane piene di un liquido che Mastr’Angelo, il suocero di Enzuccio, chiamava con un ottimismo degno di un pioniere “il mio vino”. Ora, per le persone dotate di papille gustative ancora funzionanti, quella [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Io avevo nonno Achille, che si dilettava a fare intrugli col vino... famosi [...]

  • Ondine: Bello e nostalgico. Figure in via di estizione. :) like

Torna su