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Ta, tu- te-dan… Ciao, benvenuto nel fantastico e misterioso mondo dell’Orsacchiotto Glam! Ti propongo la storia “L’Orsacchiotto Glam e Nonno Orso”.

Era un giorno di sole e presto una timida primavera avrebbe cominciato a infoltire gli alberi del bosco. Il tepore risvegliò l’Orsacchiotto Glam dopo un lungo letargo.

«Maledetta primavera» disse tra sé e sé l’Orsacchiotto Glam. Il piccolo voleva solo dormire ancora un po’ ma quel sole ostinato non ne voleva proprio sapere di sparire dietro una nuvola a caso. Così piano piano si alzò e si diresse verso il torrente dove c’erano tanti pesci che passavano di lì proprio per essere mangiati dall’Orsacchiotto Glam. Dopo averne pappati un bel po’ pensò di andare a trovare l’anziano nonno per capire se aveva passato indenne il letargo o ci fosse rimasto secco. Il lamento del vecchio orso d’un tratto escluse la seconda ipotesi.

«Lo sai che sono vecchio e faccio fatica a muovermi, anche questa volta ti sei dimenticato di portarmi il pesce, voi giovani non avete rispetto» brontolò lo spelacchiato e debole nonno.

All’Orsacchiotto Glam poco importava di quell’orso ben avviato verso il suo inevitabile destino: era solo un peso occuparsene. Ogni giorno il nonno pretendeva qualche piacere dall’Orsacchiotto Glam e in cambio non dava mai nulla. Il giovane orsacchiotto voleva godersi la vita e pensò a quanta della sua irripetibile giovinezza sarebbe stata sprecata per accontentare quel vecchio ingrato. La primavera accarezzava i suoi primi istinti bestiali e le fantasie su una bella orsacchiotta lo accompagnavano orma dopo orma. Un bel giorno l’Orsacchiotto Glam fiutò l’odore soave emanato da una creatura che poteva solo immaginare.

«Che buon profumo che lascia, adesso vado a cercarla, potrà solo essere bellissima» pensò il giovane plantigrado.

L’Orsacchiotto Glam fu dunque in procinto di seguire quella delicata scia intrisa di speranza perché sentiva che nella sua vita c’era un vuoto da colmare. Quando decise di partire venne però raggiunto da un grido aspro, era il ruglio del nonno.

«L’incartapecorito ne ha di voce quando vuole essere servito» pensò l’Orsacchiotto Glam. Il nonno era ridotto pelle e ossa per via del lungo letargo che aveva consumato ogni sua riserva.

«Quel vecchio è riuscito a superare l’inverno e se lo aiuto a ristabilirsi dovrò occuparmene per chissà quanto tempo ancora, devo approfittarne ora!», pensò il giovane e furbo orsacchiotto. Così partì per cercare l’orsacchiotta della sua vita e dare retta a quella voce interiore che gli raccomandava di pensare prima a sé stesso. Un giorno di maggio trovò quella bella femminuccia che sembrava non aspettare altro che lui, ma dopo una serata particolarmente divertente l’Orsacchiotto Glam intuì che lui, almeno per un bel po’, sarebbe stato molto ma molto meglio senza di lei e infine pensò di ritornare indietro per vedere che fine avesse fatto il nonno. L’Orsacchiotto Glam trovò con grande soddisfazione solo le ossa ripulite dagli avvoltoi e tirò un sospiro di sollievo. 

Finalmente l’Orsacchiotto Glam era libero di realizzare sé stesso.

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