Sabato 25 Luglio 2026, ore 18:15 - le sorprese non sono finite

Al termine di questo percorso benessere (mi piacerebbe sapere quali siano, nello specifico, le sostanze stupefacenti assunte da chi ha coniato questa definizione), scopro che ci sono ancora due imperdibili opportunità: la doccia emozionale e la piscina.

Decido di provare entrambe: ormai non mi spaventa più nulla!

 

DOCCIA EMOZIONALE

E chi le ha più le emozioni dopo quello che ho appena vissuto?

Ma provo lo stesso a recuperare il recuperabile.

I getti d’acqua sono di differente intensità a temperature contrastanti…fin qui tutto ok.

Ma…colpo di scena! Ci sono anche gli erogatori laterali! Cominciano a funzionare anch’essi, uno dopo l’altro, alternandosi all’erogatore posto in alto. È una specie di attacco a Pearl Harbor, però idrico.

Cerco di capire quale sia la sequenza di funzionamento; mi sarà utile per parare i colpi sferrati da questi piccoli mostri.

Non avevo mai fatto una doccia così imprevedibile.

Assegno un numero ad ogni erogatore e penso alle serie numeriche, imposto mentalmente delle possibili formule, ma niente; è impossibile capire quale sia la sequenza. Questo significa solo una cosa: il funzionamento è random!

Casuale, imprevedibile, ma soprattutto…non gestibile applicando formule matematiche!

“Random” è la seconda parola più spaventosa per un ingegnere, dopo la locuzione “Esternazione dei sentimenti”: quest’ultima sta ad un ingegnere come la Kryptonite sta a Superman.

Entrano in gioco le luci: magistrale effetto psichedelico. Non so se qualcuno mi abbia somministrato LSD o se mi trovo al Cocoricò dei tempi d’oro.

In tutto ciò, non poteva mancare l’aromaterapia: l’evocazione dei profumi della natura. Fragranze fantastiche eh…ma vuoi mettere un profumo di arrosticini? O di polenta con il ragù? Non ci sarebbe paragone, sarebbe tutto più inebriante.

Pensare al cibo mi fa riprendere.

Sa sa prova prova.

Soundcheck sensoriale superato.

 

PISCINA

Stavolta è vero: sono arrivata all’ultimo step di questo percorso (ad ostacoli, mica pianeggiante). Non ho faticato così tanto nemmeno quando ho fatto trekking da Prati di Tivo al Rifugio Franchetti, sul Gran Sasso.

Vado avanti per inerzia; la mia sensazione è un misto di incredulità e sollievo. Sto finalmente per uscire da questa terribile Escape Room.

Entro in piscina. Fisso un punto indefinito; sguardo vacuo, orecchie ovattate.

Penso che potrebbe essere molto rilassante fare il morto a galla: prevedo che, dopo tutta la trafila di oggi, la mia interpretazione sarà assolutamente realistica; meriterei quantomeno una candidatura agli Oscar.

Mi metto in posizione e…ok, lo so, mangio troppo, ma non mi sembra il caso di farmela pagare proprio adesso…ARCHIMEDE, PER L’AMOR DI DIO, SPINGI! ALTRIMENTI VINCO L’OSCAR POSTUMO!

Resto per qualche minuto in acqua, poi decido che è giunta l’ora di porre fine a questa avventura.

Traguardo raggiunto.

Trionfo.

Moviola.

Highlights della giornata accompagnati da “Chariots of Fire”.

Esco.

 

Sabato 25 Luglio 2026, ore 18:30 - sipario

Vado a recuperare i miei effetti personali.

Caronte, con il suo sorriso irresistibile, si avvicina per chiedermi se l’esperienza sia stata di mio gradimento; prima ancora che io apra bocca per risponderle, noto che il suo sorriso svanisce completamente per fare posto ad uno sguardo terrorizzato. Temo che, in questo momento, la mia faccia sia perfettamente sovrapponibile a quella di Jack Nicholson in “Shining”.

Con una faccia da killer di rara efferatezza le rispondo, mentendo spudoratamente, che mi è piaciuto tutto e sicuramente tornerò. Peccato essermi dimenticata proprio in quel momento che non sono mai stata brava a dire bugie. Avrei potuto valorizzare questa mia caratteristica invece di intraprendere l’ennesimo percorso ignoto della giornata.

Ormai è fatta.

Saluti.

 

Domenica 26 Luglio 2026, ore 01:00 - conclusioni

Prima di scrivere questa parte, ho avuto bisogno di un po’ di tempo per pensare. E si pensa decisamente meglio dopo una doccia (questa volta una doccia normalissima, senza effetti speciali), una cena (Archimede, te lo giuro, non ho mangiato troppo!) e una passeggiata nel centro di Milano.

Questa esperienza mi ha mostrato un mondo a me totalmente sconosciuto, che forse ho snobbato un po’ nel tempo perché, insomma, sono ingegnere…non devo e non posso pensare a queste frivolezze!

E invece…devo ricredermi e mettere in discussione queste convinzioni radicate.

Quando deciderò di lanciarmi in una nuova avventura lo farò sicuramente con meno resistenza e maggiore curiosità.

Per questo devo ringraziare la persona che mi ha spinta a provare a fare questo nuovo percorso (sotto minaccia, ma va bene lo stesso), intimandomi anche di svolgere un tema, che è stato ed è tuttora uno dei miei peggiori incubi.

Detto ciò, vista la mia enorme sofferenza nell’affrontare questa giornata, non trovo giusto che la persona in questione mi abbia abbandonata totalmente al mio destino.

Per questo motivo, stavo pensando…

Laura…la prossima volta…ti va di venire con me?

 

 

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