Oggi mi sono recato al cimitero. Da una settimana si è celebrata la festa dei defunti, piano piano la maggior parte delle lapidi stanno ritornando al consueto stato d'abbandono. I fiori hanno lasciato da parte i loro vivaci colori per abbracciare le opache tinte della decomposizione. Sono stato accolto da una leggera nebbiolina, che pigramente si dondolava tra le lapidi e i rami degli alberi, mentre il canto del fringuello e del pettirosso rompevano per brevi momenti il silenzio. Non sono qui per diletto ma per lavoro. Devo applicare ad alcune lapidi delle foto. Per ultima ho tenuto la foto del caro Giulio Giulietti, un omino al tempo arzillo. Nell’ovale di ceramica è ritratto sorridente mentre tiene tra le mani un gigantesco fungo. Non fate i maliziosi, non è morto mangiando funghi avvelenati. Un'insidiosa  malattia lo ha consumato poco a poco. Spero che il ricordo del tempo passato in mezzo ai boschi, alla ricerca dei funghi gli abbiano reso più lieve il  dolore della malattia. La lapide di Giulio è posizionata in uno dei luoghi del cimitero che preferisco. Da li, si ha una bellissima vista sulle colline che sorgono alle spalle di Faenza. Giunto alla lapide, prendo le misure e  attacco la foto. Mentre la ripulisco dalle ditate mi accorgo che Giulio non sorride più. Tiene sempre tra le mani il fungo, ma il suo sguardo è torvo. Ma che cosa sta succedendo, prima Giulio sorrideva, ne sono sicuro, forse mi sto rimbambendo? Riguardo la foto, ora lo sguardo non è torvo ,ma è  quel classico sguardo che mio babbo mi lanciava quando avevo appena fatto una marachella. In quella situazione al limite del paradossale cerco di capirci qualcosa. Mi guardo attorno. Alle mie spalle c'è una signora che come una ape svolazza da mazzo in mazzo prendendo in prestito i fiori più belli. ( Diciamola in modo meno poetico, stava rubando i fiori ai morti.) . Continuo a pulire la foto parlando ad alta voce con il mio nuovo amico: '' Giulio non arrabbiarti! Presto, pure quella cara signora avrà  una bella foto appiccicata a una lastra di marmo e vedrà scomparire dal suo vaso i fiori senza poter far nulla'. La foto di Giulio è ritornata a sorridere e la signora si è allontanata frettolosamente.

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