Essere  giornalista in un periodo in cui la creatività viene retribuita con la visibilità, significa vivere costantemente in bilico fra dubbi ed incertezze, fra il “Non ce la posso fare” ed il “Forse non sono bravo abbastanza". La crisi del mercato del lavoro e del giornalismo moderno è anche questo, ovvero combattere con i propri limiti, re-inventare costantemente se stessi ed evitare di cadere in una spirale di commiserazione. Restare a galla, aggrapparsi a qualcosa pur di rimanere vivo e andare a letto la sera con la consapevolezza di aver fatto di tutto pur di resistere un altro giorno, non è facile anzi è difficilissimo.

Ogni giorno che passa la forza comincia a venir meno e, anche quella preziosissima creatività, si allontana da te. “Tanto la mia idea verrà bocciata”, “Non mi pubblicherà mai l’articolo”, questi sono solo alcuni fra i pensieri più ricorrenti che, un giornalista in tempo di crisi, deve far fronte a qualsiasi ora del giorno e della notte. E non basta essere sempre connesso alla rete, quasi da non riuscire distinguere la vita on-line da quella off line, ci sarà sempre chi ti farà le scarpe, chi raggiunge vette insormontabili prima di te solo perché è  più carino, più affabile oppure perché riesce a trovarsi al posto giusto al momento giusto. Questo è un male per il settore, si mercifica, perde i suoi ideali e la deontologia, diventa un mestiere mordi e fuggi, diventa una barzelletta. Che sia cronaca, spettacolo, politica, costume e società, l’essere retribuiti con la visibilità ha spezzato un ingranaggio all’interno della nostra modernità.

Io sgambetto da sei anni in questo settore di arpie e di voltafaccia, ed il treno della mia vita non è ancora passato; nonostante la crisi, la creatività che purtroppo sta svanendo, non riesco ad imboccare la strada giusta perché sono mediocre? perché sono un buono a nulla? O si tratta solo di pura e semplice sfortuna?

“Che bello, sei un giornalista” mi dice la gente, nessuno però immagina che  quel mestiere così affascinante non esiste più, è caduto in miseria, rapito dal clikbait e da quelle persone che vivono di soli selfie.  

Tutti i racconti

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L' anziana signora

30 September 2026

L’anziana signora è dietro il bancone della sua bancarella di pesce fresco. Un odore forte di mare invade tutta la strada. Con la sua voce fiera invita i passanti a fermarsi. Molti non la sentono. Molti altri chiudono le loro orecchie quando le passano accanto. Alcuni disegnano smorfie sui loro [...]

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Dacci oggi il nostro disagio quotidiano

30 September 2026

Sono le ventidue di un qualsiasi anonimo sabato sera di una qualsiasi anonima città di provincia. L’aria ha iniziato a raffrescarsi, rendendo quasi gradevole la consueta cena all’aperto nel giardino della nostra pizzeria preferita. Mia moglie racconta la sua giornata lavorativa, tentando di ravvivare [...]

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Action!

Storie in 280 caratteri

30 September 2026

Sono fermo sul marciapiede e improvvisamente sento qualcosa di duro e freddo che mi preme sulla nuca. Una voce femminile mi intima: “cammina senza girarti, altrimenti…”. Vado avanti terrorizzato, poi la voce riprende: “entra in quel vicolo, svelto”. Tre passi e… Stop! Buona la prima!

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Ritratto post mortem del mio amico

29 September 2026

Mi hanno chiesto di dire due parole su Paul, ora che se n'è andato, e confesso che il compito mi mette a disagio più di quanto mi abbia mai messo a disagio la sua presenza in vita. Perché ricordare un uomo significa, per forza di cose, trattarlo come una totalità compiuta, ma ciò che ci rimane [...]

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Maji (acqua)

29 September 2026

Ti fai un’idea dell’equatore e poi vieni smentito dalla realtà. Se atterri ad Arusha vedi il Kilimanjaro perennemente innevato. I dolci pendii del vulcano ti ingannano. Puoi scalarlo a piedi, fino a 3.000 metri. E ti inganna, come tutto il resto. A quella quota rischi ustioni severe, ma la temperatura [...]

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L'esecuzione

28 September 2026

«Ascolta. Mi senti? Ci sei? Devi ascoltarmi bene. Inutile che ti agiti, non puoi muoverti, ascoltami! Tanto il tempo non ci manca. Guarda questo soffitto a pezzi, la muffa, guarda l’intonaco che cade. La vedi l’umidità che mangia gli angoli di questa stanza? Siamo noi, so che per te non è così, [...]

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Un breve incontro

L'inizio

28 September 2026

Dieci anni fa. Un pomeriggio di luglio, assorto nei miei pensieri, camminavo lungo un dritto viale alberato, in periferia. Una macchina si accosta a me. - Ciao, come stai? Una voce femminile che subito non riconosco. Mi abbasso e poi la vedo. Erano passati mesi dall'ultima volte che ci siamo visti. [...]

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Il mare mi ha rifiutato

28 September 2026

ETTORE — Napoli, 25 marzo 1938, ore 22 La penna gratta sul foglio e io la lascio grattare, perché è più facile scrivere che pensare a voce alta. A Carrelli scrivo che ho preso "una decisione ormai inevitabile", e mi accorgo che la frase suona come una diagnosi clinica più che come un addio. Forse [...]

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I SUSSURRI DEL GOSTINY DVOR (2/2)

27 September 2026

Mentre discuteva a bassa voce con la sua dama sulla qualità e il colore dei pregiati filati che la commessa Olga stava mostrando, vide il padrone recarsi nel retrobottega, scomparendo dietro la pesante tenda. In quel momento Elisabetta fece un leggero cenno alla Contessa che, recepito il messaggio, [...]

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C'era una volta settembre

27 September 2026

Pianeta Terra. Pomeriggio spietato di un’estate barbara. Una musica sudamericana molto nenia e poco ritmo si insinua dalle finestre a bocca spalancata del quartiere, forando quella cortina di gradi indicibili che questo settembre ha deciso di sfornarci senza posa. Il ventilatore di casa accusa [...]

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I SUSSURRI DEL GOSTINY DVOR (1/2)

26 September 2026

Il Gostiny Dvor di San Pietroburgo – il 'Cortile dei Mercanti' – rappresentava, in quell’inizio di secolo, il cuore pulsante degli affari. Era la vetrina voluta dagli Zar per ostentare al mondo la magnificenza di un Impero che appariva all'avanguardia e inarrestabile, anche se, a ben guardare, [...]

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Non so cosa scrivere, ovvero la nascita di un racconto breve

26 September 2026

Non so cosa scrivere. Non è banale. Cioè, qui si devono pubblicare racconti e io non so cosa scrivere. Guardo il cursore che lampeggia sulla pagina bianca e penso. Quindi sono. OK, brutta battuta. La realtà è che penso alla soluzione definitiva, all'assenza di idee: penso a un evento vissuto. In [...]

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