C'era una volta una bambina che viveva in una discarica. Non era una vera bambina: era stata assemblata. Strati di sacchetti, avanzi di cibo, ferraglia e cartone avevano lentamente dato forma a un corpo piccolo e un po’ storto. Viveva nella discarica, in un mondo che credeva fosse l’unico mondo possibile. Era il mondo di Spazza. Colline di rifiuti, pozze di liquami, un cielo sempre grigio. L’aria puzzava di marcio, così tanto che lei non distingueva più gli odori.

Era sempre infelice. A volte un’agitazione febbrile la coglieva dopo troppe ore trascorse tra i rifiuti, ma svaniva rapidamente. Spesso tentava di fuggire da quel mondo, imboccando sentieri che finivano per ricondurla sempre allo stesso punto. Non avrebbe mai immaginato che potesse esistere qualcosa oltre il mondo di Spazza. Fu allora che incontrò Jim.

Jim era un topino. Viveva tra i rifiuti e sapeva infilarsi dove lei non riusciva ad arrivare.
“Lo sai che là fuori esiste un mondo completamente diverso?” le disse un giorno.
Lei non gli credette.

Jim parlava di un mondo bellissimo, dove non c’era sporco e tutto luccicava. Un mondo senza discariche.

“Se fosse vero”, disse lei, “avrei trovato qui qualcosa di quel mondo, almeno un oggetto di quelli belli e brillanti che racconti.”

Jim non rispose. La guardò soltanto, come se sapesse qualcosa che lei non era ancora in grado di vedere.

“Non puoi capirlo”, disse infine. “Le parole sono inutili… devi vedere. Solo allora capirai.”

Quella notte la bambina dormì poco e, senza accorgersene, cominciò a chiedersi se Spazza fosse davvero tutto ciò che esisteva, se fosse davvero tutto il mondo.

Poi fece un sogno.

Sognò che andava via da Spazza, salutando Jim che restava, e che non appena metteva fuori il naso da quel mondo, davanti a lei ne appariva subito uno nuovo, colmo di meraviglie: prati verdi e fioriti, strade d’oro luccicanti, dove non esisteva alcuna traccia di sporco.
Camminava su quelle strade immacolate e si sentiva leggera e felice, fino ad arrivare davanti a un palazzo gigantesco di cristallo, pieno di luci.

Incontrò un uomo: una sorta di guardiano, con una divisa splendida color verde smeraldo, attraversata ai lati da strisce rosso rubino.
Le chiese:
“Dove desidera andare, signorina?”

Lei, che non si aspettava di essere chiamata in modo tanto delicato e gentile, rispose con un filo di voce:
“Mi piacerebbe andare in quel bellissimo palazzo, Signore.”

Il guardiano si chinò verso di lei, fino quasi a sfiorarle la spalla con il volto, poi inspirò dal naso.
“Vattene via, brutta stracciona… va’ a lavarti, puzzi. Oddio, che tanfo!”

E si tappò il naso.

Quando si svegliò, era in un bagno di sudore.

 

Una mattina vide un uomo che scaricava da un furgone mobili vecchi e materassi. Non c’era nulla di strano: oggetti ormai inutili finivano lì ogni giorno, come tutti gli altri. Poi, però, lo vide fare qualcosa che non aveva mai visto fare a nessuno.
L’uomo prese un contenitore di plastica e versò un liquido sui mobili e sui materassi. Scendeva lento e scuro. Lei pensò che servisse a far marcire più in fretta ciò che aveva appena gettato.

Poi accadde.

All’improvviso nacque una cosa rossa e gialla. Sembrava un vento che si aggrappava agli oggetti senza toccarli davvero, eppure li trasformava.  Si allungava e si ripiegava su sé stessa, come se avesse fame. Non stava ferma un istante. La sua azione era ostinata e, a modo suo, magnifica: riduceva le cose in frammenti neri che custodivano bagliori rossastri, come se il lavoro di quel vento divoratore non dovesse finire mai.
Nulla, dopo che vi si era posato sopra, restava uguale a prima.

L’aria cambiò. Sentì qualcosa nella gola e tossì più volte. Poi le lacrimarono gli occhi, e la causa non poteva che essere la stessa di quel vento che divorava le cose.

La cosa rossa e gialla cresceva. Non aveva una forma precisa: era viva. Sembrava voler fuggire verso il cielo, ma allo stesso tempo divorava tutto ciò che si trovava sotto di sé. A un certo punto fu presa da una paura profonda, da un terrore vero e proprio, come non ne aveva mai provato prima. Si accorse che quel vento non stava più soltanto divorando gli oggetti portati dall’uomo, ma aveva attecchito anche sulle altre cose del mondo di Spazza. C’erano casette di legno che presero fuoco quasi subito e che, a loro volta, diventarono innesco per altre ancora.

Quando si accoccolò nella sua tana - un’auto abbandonata che aveva eletto a giaciglio per la notte - si rese conto che quel vento infuriava ancora.
Quando si svegliò la mattina successiva non ricordava più il fuoco. Ma appena girò lo sguardo, tutto le tornò alla mente: non si era fermato, anzi aveva bruciato per tutta la notte.

Salì sul tetto dell’auto e osservò da lì l’intero mondo di Spazza. Vide che circa la metà era stata divorata dalle fiamme. Quel vento aveva infuriato senza tregua, come un animale che non lascia mai la presa. Tutto era stato consumato dall’interno, lasciando la terra nera e fumante.

Allora ebbe la certezza che, nel giro di pochi giorni, di Spazza sarebbe rimasto soltanto un ricordo, e che lei doveva andarsene.

Poi rivide Jim.
Era fermo su un mucchio di rifiuti, più magro del solito, con gli occhi lucidi. Le disse che lì tutto era finito. Anche lui se ne sarebbe andato.

Lei sentì il cuore balzarle nel petto.
“Posso venire con te?” gli chiese subito.

Jim abbassò lo sguardo.
“Non è possibile”, disse piano. “Le vie dei topi sono diverse dalle vie degli esseri come te.”

Lei non capì.

“Io passo dove tu non puoi passare. Tu devi andare dove io non posso arrivare.”

Le venne da piangere. Lo guardò un’ultima volta, cercando di ricordare ogni dettaglio: il musetto sporco, la coda sottile, il modo in cui la guardava sornione.

Sapeva che non lo avrebbe più rivisto.

E fu allora che capì davvero che doveva andare via.

Tutti i racconti

0
0
13

Noi scrittori del destino

03 May 2026

Marco si svegliò in un letto sconosciuto. Gli era rimasto un ultimo ricordo: lui sdraiato sul divano a riposare cinque minuti. Si guardò attorno: la stanza appariva spoglia, priva di arredi se non per il letto su cui giaceva. Le pareti, di un verde marcio, esibivano brandelli di carta da parati [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

0
0
9

Farfalle azzurre

03 May 2026

Lui aveva gli occhi castano chiaro e il naso storto; lei i capelli neri e il viso che lo specchio non rendeva bello. Lui aveva un ciuffo di capelli ribelle; lei la dolcezza di chi assapora le emozioni belle. Si incontrarono alla festa del santo patrono, tra i bagliori e i botti dei fuochi. All'improvviso, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
2
21

Giuseppe e Luca

02 May 2026

Nessuno si sedeva mai accanto a Luca. In prima media era arrivato a metà anno, e da subito era diventato quello nuovo, quello diverso. Bastò poco perché la classe lo isolasse. Non c’era un momento preciso in cui era successo: era stato un processo lento, fatto di sguardi, battute, piccoli gesti. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
3
19

Il sogno

02 May 2026

Ieri notte ho fatto un sogno. In sé non è una notizia molto interessante: secondo gli esperti tutti sogniamo, ma non tutti ricordano le proprie esperienze notturne, e io, appunto, sono fra quelli che non le ricordano. Il sogno della notte scorsa, però, me lo ricordo bene. Così bene che quasi mi [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Maria Merlo: Scrivere racconti che riguardano i nostri sogni, è una bella idea. Non [...]

  • Adribel: In genere per i sogni si cerca un significato, ma se questo lo hai inventato [...]

3
4
45

Lo storico locale

01 May 2026

Da sempre la storia dei paesi e delle città ha affascinato chi ama scoprire il passato: persone curiose più che ambiziose, pronte a intraprendere lunghi viaggi pur di verificare un nome o una data. Si muovevano tra biblioteche e archivi, confrontandosi con altri studiosi, tessendo una rete fatta [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
3
40

Il geco e la geisha

01 May 2026

C’era una volta, nella Kyoto dei tempi antichi, una geisha di nome Aiko. Non era solo abile nella danza e nella musica, ma aveva un cuore curioso e coraggioso. Ogni sera, tra le lanterne di carta e i giardini segreti, Aiko esercitava i suoi passi, cercando di catturare la bellezza del mondo nelle [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Maria Merlo: La bellezza e la competenza che aprono porte sbarrate, e una lettura piacevole, [...]

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    Aiko e il geco, in cammino alla ricerca del bene e della perfezione...
    Gradita [...]

3
3
53

Bortolo e il re

30 April 2026

Bortolo era un elefante con una passione per il verso, tanto che si esprimeva con cadenza poetica anche nella vita quotidiana. Era un elefante letterato. Viveva in un giardino reale, pieno di alberi da frutto che spandevano il loro profumo nell’aria, e ogni giorno si chiedeva se esistessero elefanti [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

9
9
68

Il delitto perfetto

Come non uccidere tuo marito in 4 mosse e 1 valigia.

Miu
30 April 2026

Mi chiamo Carla e ho 55 anni, mio marito Mario, pensionato, 63. Quando mi annunciò che voleva lasciarmi per una ballerina brasiliana, pronunciò il suo nome, Ortensia, con un rispetto oserei dire tropicale. Non piansi. Non gli tirai un mestolo solo perché era troppo lontano e poi non ho mai amato [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Smoki: Ogni volta che vedo un testo di Miu, mi sento trepidante come la mattina di [...]

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Una chicca da non perdere!
    Divertente, intelligente, brillantissimo.
    Complimenti...
    Sagace [...]

2
5
189

Ombre sull'Appia Antica

La vide per la prima volta durante un'ordinaria giornata di lavoro

29 April 2026

La vide per la prima volta durante un'ordinaria giornata di lavoro, nei pressi della Tomba di Cecilia Metella, lungo la Via Appia Antica. In quel periodo lavorava come guardiano presso le Catacombe di San Callisto, proprio di fronte al mausoleo. La notò in mezzo a un gruppo di turisti. Comprese [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Teo Bo: Ciao Jean. Apprezzato l'espediente narrativo anche se in un racconto Horror [...]

  • Dax: Carino...povero il protagonista. like

5
6
254

Solitudine

Nuova Edizione

29 April 2026

Dicembre, un mese pieno di aspettative, freddo, shopping sfrenato... L'umanità è in movimento frenetico, sciama per le strade, c'è folla dappertutto. Difficile credere che nel mese del Natale ci possano essere episodi di solitudine. Certo che pensando ai senza fissa dimora verrebbe da preoccuparsene, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
18
148

Un piatto genuino

28 April 2026

Mi piacciono i piatti genuini fatti in casa: la lasagna che preparo al forno è il mio orgoglio. C’è qualcosa di più saporito? Non credo. È un piatto che si può gustare già da piccoli. Mio figlio era lì davanti a me, rompiscatole e cocciuto, con la bocca chiusa, mentre scuoteva la testa da sinistra [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Walter Fest: P.S. Armitrá tè prego. non dire che non accetti la sfida perché [...]

  • Teo Bo: Grande Walter! La risposta migliore ad un racconto... border line. Anch'io [...]

4
6
779

Passaggio di consegne

Un volante, un’idea di famiglia e un’automobile che ha sempre sete

28 April 2026

In casa mia guidare non era solo spostarsi, era un rituale: stessi percorsi, stessi posti, stessa distribuzione dei ruoli. Io ho trascorso anni sul sedile posteriore, con i libri in mano, mentre davanti si decidevano direzione, tempi e, con tutta probabilità, anche il destino dell’umanità. Poi, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Maria Merlo: Piacevole e ben scritto. Complimenti.

  • Asbe: Grazie a tutti pe le belle parole e già che ci sono chiarisco una cosa [...]

Torna su